ROBOTICA UMANOIDE

Debutta a Las Vegas Gene.01, l’umanoide italiano che punta a logistica e manifatturiero



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Il debutto di Gene.01 al CES di Las Vegas segna l’avvio delle attività industriali di Generative Bionics, la startup italiana che punta a integrare la Physical AI nel manifatturiero entro il 2026.

Pubblicato il 8 gen 2026



Debutta a Las Vegas Gene.01, l’umanoide italiano che punta a logistica e manifatturiero
Daniele Pucci e Gene.01



Si chiama Gene.01 l’umanoide sviluppato da Generative Bionics per portare l’intelligenza artificiale fuori dai confini del mondo digitale e calarla nella complessità del mondo fisico e, in particolare, delle linee produttive. A presentarlo al pubblico del CES di Las Vegas è stato Daniele Pucci, CEO dell’azienda, ospite del palco principale di AMD. Il colosso dei semiconduttori infatti è sia partner tecnologico sia investitore, tramite AMD Ventures, in Generative Bionics. Si consolida così un’intesa industriale finalizzata al debutto commerciale del robot nella seconda metà del 2026.

L’“avventura” di Generative Bionics, startup nata da pochissimo dal grembo dei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), poggia su una base finanziaria solida grazie a un round di investimento da 70 milioni di euro chiuso ufficialmente il 4 dicembre 2025. L’operazione è stata guidata da CDP Venture Capital, che attraverso il proprio intervento istituzionale garantisce il supporto necessario per trasformare la ricerca accademica in un campione nazionale della robotica. Oltre alla già citata AMD Ventures, il round ha visto la partecipazione di investitori strategici come Eni Next, il corporate venture capital di Eni focalizzato sulle tecnologie per la transizione energetica, e Duferco, gruppo industriale impegnato nei settori dell’energia e dell’acciaio. A questi si aggiungono Tether, operatore globale attivo nel settore delle tecnologie finanziarie, e RoboIT, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico della Robotica nato proprio su iniziativa di CDP Venture Capital. Per la robotica umanoide Made in Italy questo annuncio segna quindi il passaggio definitivo dai laboratori di Genova a una dimensione industriale.

La sfida della Physical AI

Gene.01 è un concept che rappresenta l’identità visiva e tecnologica di una linea di prodotti progettati per operare in ambienti pensati per l’uomo, affrontando la sfida della convergenza tra architetture di calcolo avanzate e meccanica complessa. Il robot infatti, attraverso lo stack di Physical AI, apprende dall’esperienza fisica e affina i propri comportamenti in tempo reale.

Gene.01 rappresenta il design fondativo da cui evolveranno tutti i futuri umanoidi di Generative Bionics. Il nome deriva dal termine “Gene”, che indica l’unità fondamentale di identità ed ereditarietà, l’elemento da cui prende avvio l’evoluzione dei robot di Generative Bionics.

Il cuore dell’innovazione risiede nel concetto di “body as compute”, un’architettura in cui la meccatronica e l’intelligenza artificiale operano come un unico sistema integrato. Le soluzioni di calcolo fornite da AMD, che includono CPU di fascia alta e piattaforme embedded basate su FPGA (sistemi elettronici riconfigurabili), gestiscono l’elaborazione dei dati direttamente a bordo. Questo permette a Gene.01 di rispondere in modo fluido a condizioni variabili senza le latenze tipiche dei sistemi dipendenti dal cloud. Inoltre la tecnologia FPGA è determinante per la gestione della visione e della vasta rete di sensori che ricopre la struttura del robot, consentendo adattamenti istantanei lungo l’intera catena di percezione e azione.

La pelle tattile distribuita su tutto il corpo costituisce l’elemento di maggiore discontinuità rispetto alla robotica tradizionale. Questa rete di sensori di forza e contatto funge da organo di senso primario. La pelle consente all’umanoide di percepire pressione e contatti accidentali sull’intera superficie, garantendo un livello di sicurezza elevato per i lavoratori umani che condividono lo stesso spazio operativo. In questo modo il tatto diventa un canale di intelligenza attiva, fondamentale per la manipolazione di oggetti fragili o per l’esecuzione di compiti che richiedono una sensibilità millimetrica.

“Vogliamo progettare un umanoide che sia tanto efficiente quanto intelligente, ispirato all’essere umano, dove l’intelligenza non risiede solo nel cervello ma anche nel corpo” ha spiegato Daniele Pucci durante la presentazione. Il design di Gene.01 risponde a questa visione coniugando l’ingegneria con un’estetica funzionale volta a favorire l’accettazione della macchina in contesti sociali e professionali. Le proporzioni e la postura del robot sono state modificate rispetto ai precedenti modelli sperimentali dell’IIT proprio per ottimizzare l’interazione uomo-macchina e ridurre l’impatto visivo all’interno delle fabbriche.

Per cosa è pensato Gene.01

Le prospettive industriali per il lancio del prodotto reale già nel 2026 riguardano principalmente i settori della logistica e del manifatturiero. In questi ambiti la versatilità della forma antropomorfa permette di utilizzare il robot in postazioni di lavoro nate per gli operatori umani, senza richiedere interventi strutturali costosi.

Gene.01 può infatti gestire la movimentazione di colli, assistere gli umani nel montaggio di componenti o svolgere mansioni usuranti in autonomia. Inoltre il supporto di AMD a ecosistemi open source rafforza l’impegno di Generative Bionics verso una piattaforma scalabile, capace di evolvere nel tempo grazie al contributo di una comunità di sviluppatori focalizzata sulla robotica industriale.

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