Migliaia di richieste di pareri sull’iper ammortamento: Ministero in tilt, in arrivo nuove FAQ

Il dettaglio non era sfuggito agli osservatori più attenti: nelle ultime settimane dalla pagina del sito del Ministero per lo Sviluppo Economico dedicata all’iperammortamento è letteralmente sparito il paragrafo che impegnava i tecnici del Ministero a fornire una risposta alle richieste di pareri tecnici in materia di iperammortamento entro 60 giorni, decorsi i quali sarebbe scattato il silenzio-assenso. Il mistero è stato chiarito stamattina da Marco Calabrò, Direttore della IV Divisione “Analisi del Sistema Produttivo” del Ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto a Milano a un convegno organizzato dallo Studio Santacroce & Associati e dallo Studio Piana Illuzzi Queirolo Trabattoni, con Bureau Veritas come partner tecnico.

Marco Calabrò, Direttore della IV Divisione “Analisi del Sistema Produttivo” del MISE

“In questi mesi ci sono arrivate oltre 1.200 richieste di parere tecnico”, ha sottolineato il dirigente. “Molte di queste non rispettavano nemmeno i criteri di base che avevamo segnalato per porci dei quesiti. Questa valanga di richieste ci ha messo in seria difficoltà e non siamo quindi riusciti nell’intento di rispondere a tutti i quesiti nei termini che ci eravamo posti”, ammette Calabrò. Di qui la decisione di rimuovere l’ultimo paragrafo dalla pagina del sito.

Il Ministero non è rimasto però inerme difronte al surplus di lavoro. “In questo periodo ci siamo attrezzati a livello di personale e competenze e abbiamo lavorato a una nuova serie di FAQ, che presto pubblicheremo sul portale del MISE, nelle quali cercheremo di rispondere alle domande più comuni, in modo da poterci poi concentrare sui casi specifici”, ha spiegato Calabrò.

Interpello e parere

L’impresa che abbia dei dubbi su se e come fruire dell’iperammortamento sui propri investimenti in beni 4.0 ha due possibilità. La prima è rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per un interpello ordinario interpretativo, che è un istituto normato e dai tempi certi. Qualora invece il dubbio sussistesse unicamente su quesiti di natura tecnica (“il bene x rientra nell’elenco dell’allegato A?”) è possibile invece richiedere un parere tecnico al Ministero dello Sviluppo economico mandando una richiesta tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it.

Nella domanda domanda occorre però tassativamente indicare:


  • dati identificativi dell’istante ed eventualmente del suo legale rappresentante, comprensivi del codice fiscale
  • circostanziata e specifica descrizione della fattispecie, da valutarsi alla luce della possibilità di rendere una risposta al quesito prospettato
    specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione
  • esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta
  • indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni dell’amministrazione e deve essere comunicata la risposta.

Novità in arrivo per i tabaccai

Uno dei quesiti più spinosi ai quali il MISE risponderà invece nelle prossime FAQ (quelle precedenti le abbiamo pubblicate qui) riguarda le macchine distributrici di sigarette “4.0” che molti costruttori stanno proponendo alle tabaccherie nella convinzione che si tratti di investimenti agevolabili con l’iperammortamento. La questione in realtà non è affatto semplice e i certificatori si sono finora divisi tra chi considera quelle macchine agevolabili e chi non. Calabrò ci ha anticipato in via ufficiosa che una delle prossime FAQ in pubblicazione tra un paio di settimane riguarderà proprio questa questione: lì sarà spiegato perché e a quali condizioni alcuni di questi investimenti siano effettivamente iperammortizzabili. Vi terremo aggiornati!

Proroga al 2019 anche per chi ha versato l’acconto nel 2017

Altra spinosa questione che è stata dipanata nel corso della giornata riguarda il caso di chi ha versato l’acconto per l’acquisto di un bene 4.0 a fine 2017. La legge all’epoca prevedeva la consegna entro settembre 2018. “Nella legge di bilancio – ha spiegato Calabrò – ci siamo mossi nell’ottica della proroga e non del rinnovo, per cui non ci sono problemi a considerare assolutamente ammissibili all’incentivo anche i beni che saranno consegnati successivamente a settembre 2018, purché entro i limiti del 31/12/2019 disegnati dalla scorsa manovra”.

Caso diverso invece per il superammortamento. In caso di versamento dell’acconto entro fine 2017 e consegna del bene entro giugno 2018, valgono le regole 2017 (maggiorazione al 140%), mentre per le consegne successive varranno i nuovi limiti previsti dalla scorsa legge di bilancio, cioè maggiorazione al 130% ed esclusione degli autoveicoli. Il nuovo termine per la consegna, lo ricordiamo, è in questo caso il 30 giugno 2019.

Modifiche al bene agevolato

L’ultima legge di bilancio ha disciplinato l’ipotesi di sostituzione del bene agevolato, stabilendo che se il nuovo bene è sempre “4.0” e ha caratteristiche uguali o superiori al precedente non si perde il diritto a fruire dell’iperammortamento. Ma che cosa succede se, invece di sostituire il bene, si operi la sostituzione di parti dello stesso? La legge non prevede esplicitamente questo caso – ha spiegato Alfonso Lucarelli della Direzione Normativa dell’Agenzia delle Entrate con il conforto di Calabrò – ma nel caso in cui il componente sostituito sia un elemento caratterizzante per il rispetto delle condizioni e dei requisiti previsti per l’accesso all’agevolazione, come ad esempio il sistema di controllo o il sistema gestionale, è consigliato operare una rettifica integrativa della dichiarazione del legale rappresentante o della perizia o dell’attestato di conformità.

Perizie e attestazioni: responsabilità solo sugli aspetti tecnici

Un ultimo interessante chiarimento è arrivato sull’ipotesi che ingegneri e società che operano perizie e attestazioni di conformità debbano assumersi la responsabilità di quanto dichiarato anche sotto l’aspetto economico/contabile, per esempio in relazione ai costi imputati al progetto realizzato in economia. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il ruolo di periti e certificatori si limita unicamente a valutazioni di carattere tecnico, escludendo quindi qualsiasi giudizio in merito agli aspetti economici dell’investimento. Il soggetto che effettua la perizia, quindi, si limiterà a trascrivere quanto indicato dall’amministrazione dell’azienda cliente, senza con questo assumere responsabilità in merito alla congruità delle somme indicate.

All’incontro, oltre a Marco Calabrò e Alfonso Lucarelli, hanno partecipato anche Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le PMI del Ministero dello Sviluppo Economico, Annibale Dodero, Direttore Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate, Lorenza Guglielmi di Accredia, Alessandro Ferrari di Bureau Veritas, Benedetto Santacroce dello Studio Santacroce & Associati e Carla Bellieni dello Studio Piana Illuzzi Queirolo Trabattoni.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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6 pensieri riguardo “Migliaia di richieste di pareri sull’iper ammortamento: Ministero in tilt, in arrivo nuove FAQ

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  • 30 marzo 2018 in 14:10
    Permalink

    Buongiorno,

    sono un ingegnere libero professionista che si occupa di perizie industria 4.0. Recentemente mi è stato chiesto di predisporre la perizia per l’iperammortamento al 250% di un mezzo battipista, i così detti gatti delle nevi. I mezzi più evoluti sembrano possedere tutti i requisiti richiesti dalla legge, l’unico dubbio rimane per la condizione obbligatoria 1, per il fatto che la guida rimane sempre affidata al conducente.
    Specifico che a bordo di questi gatti sono presenti tecnologie molto simili alla guida parallela dei trattori, per cui sono presenti, antenne gps, ricevitori satellitari, sensori angolari, computer di bordo con modem dati 4g, ecc…che assolvono ai seguenti controlli:

    1. monitorano e visualizzano in tempo reale gli spessori della neve mediante mappe colorate (paragonabili a mappe di prescrizione) e ciò è possibile sia a bordo amcchina che in remoto su PC o tablet
    2. visualizzano in tempo reale, i contorni 3D della pista, o addirittura di forme più complesse come gli spigoli 3D di un trampolino di salto da realizzare in uno snowboard park. Da remoto si può caricare a bordo macchina qualsiasi modello 3D da realizzare con la neve.
    3. mostrano in visione tridimensionale la posizione del gatto continuamente aggiornata,
    4. monitorano tramite IoT Gateway box e piattaforme web IoT lo stato di funzionamento di innumerevoli parametri macchina (consumi di carburante, giri motore, ore di funzionamento, ecc…) rendendole accessibili anche in remoto, in tempo reale su un PC o su tablet

    MA…

    ….la conduzione del mezzo viene sempre affidata all’operatore per ragioni di sicurezza. In altre parole non ci sono a bordo macchina né centraline ECU né attuatori (tipo controllori dello sterzo). Sarebbe assolutamente possibile aggiornare le macchine in questo senso ma ragioni legate alla sicurezza attualmente lo sconsigliano.

    Posso gentilmente chiedere la sua opinione a riguardo?

    Ringraziandola anticipatamente per una risposta l’occasione è gradita anche per augurare

    Buona Pasqua

    Risposta
    • 30 marzo 2018 in 14:21
      Permalink

      Le Faq di maggio richiedono esplicitamente che “ i dispositivi, oltre a soddisfare i 5+2 vincoli, devono essere anche mezzi a guida automatica o semi-automatica”, quindi temo che i gatti delle nevi non rientrino. Tuttavia sono In fase di rilascio delle ulteriori Faq da parte del ministero. Le consiglio di aspettare ancora qualche giorno, mai dire mai…

      Risposta
  • 30 marzo 2018 in 19:27
    Permalink

    Grazie per la risposta cosi’ rapida. Mi permetto solo di far notare che richiesta di guida automatica o semiautomatica per le macchine motrici od operatrici non si trova nelle FAQ di maggio ma nella circolare n. 4/e del 30/03/2017 a pag. 85. Il problema però è che nelle FAQ di luglio viene spiegato che per guida semi automatica o assistita si possono intendere sistemi che:

    1. sono grado di ricevere dati relativi al compito da svolgere da un sistema centrale
    remoto
    2. prevedono la presenza a bordo di un operatore per ragioni di sicurezza e per altre
    operazioni supplementari alla guida.

    Nel caso dei battipista si può dimostrare che entrambe queste 2 condizioni sono assolte…. LE SAREI GRATO per un ulteriore commento a proposito.

    Grazie

    Risposta
  • 30 marzo 2018 in 20:44
    Permalink

    Il riferimento che le ho riportato si trova anche nelle Faq di maggio, che le avevo riportato per maggiore comodità. La presenza del guidatore a bordo per ragioni di sicurezza fa riferimento A MIO AVVISO a una presenza di carattere ausiliario, ma il veicolo deve comunque essere in grado di eseguire, anche parzialmente compiti in autonomia, altrimenti il concetto di guida semi automatica viene semanticamente meno.

    Risposta
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