Sportello Virtuale – Domande e Risposte su Industria 4.0

– Aggiornato al 23/05/2018 –

In questa pagina raccogliamo una serie di domande e risposte sul Piano Nazionale Industria 4.0.

Questo sportello virtuale è realizzato con il patrocinio di ANIE Automazione, di ANIPLA e di SPS Italia.

Avete una domanda? Scrivete a industria4.0@innovationpost.it (servizio gratuito riservato alle imprese manifatturiere)

Indice:

 

DOMANDE GENERALI

Che cos’è Industria 4.0?

La prima rivoluzione industriale è quella del vapore, la seconda quella dell’elettricità, la terza quella dell’informatica. Industry 4.0 è la quarta e riguarda quel complesso insieme di tecnologie che consente la digitalizzazione dei processi produttivi. Se in Germania, in Francia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti sono attive da diversi anni piattaforme per il supporto e l’adozione del nuovo paradigma tecnologico, in Italia le acque si sono mosse il 21 settembre 2016, con la presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0, presentato a Milano dal Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal premier Matteo Renzi. Questo piano prevede una serie di incentivi il cui carico sui conti dello stato ammonterà a circa 13 miliardi.

 

Quali incentivi sono previsti?

Accanto al “vecchio” superammortamento al 140% per l’acquisto di beni strumentali, che è stato rinnovato, viene introdotto l’iperammortamento al 250% per i beni strumentali legati alla Manifattura 4.0 acquistati nel 2017 e consegnati entro il  30/09/18 previa conferma dell’ordine e versamento di un acconto almeno pari al 20% entro il 31/12/17.

Il credito d’imposta per le spese in Ricerca, sviluppo e innovazione sarà incrementale, portando anche l’aliquota della spesa interna al 50%, con un credito massimo che passerà dagli attuali 5 fino a 20 milioni di euro.

Per PMI e Start-up innovative sono previste detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 milione. Le perdite dei primi 4 anni delle start-up potranno essere assorbite da società sponsor.

E’ stata rinnovata la legge Sabatini,  il provvedimento che agevola l’accesso al credito per l’acquisto di beni strumentali tramite la copertura da parte dello Stato di una parte degli interessi. La novità sta nel fatto che è previsto un contributo maggiorato del 30% per l’acquisto delle tecnologie per Industria 4.0.

Finanziati infine i Competence Center con 30 milioni in due anni.

 

Durante l’iter in Parlamento è cambiato qualcosa?

Sì, ci sono delle modifiche ai contenuti dell’allegato A (iperammortamento) e della Nuova Sabatini. Qui i dettagli.

 

Dove trovo i testi ufficiali?

Il piano nazionale Industria 4.0 è contenuto all’interno della Legge di Bilancio. Il testo integrale ufficiale della Legge approvata definiticvamente dal Senato il 7 dicembre è disponibile qui in formato PDF. Una guida ad articoli e commi rilevanti per industria 4.0 la trovate qui.

 

Mi piacerebbe vedere le slide presentate dal Governo il 21 settembre. Dove le trovo?

Eccole qui. Per chi lo desidera c’è anche il video.

 

INCENTIVI E FINANZIAMENTI

Ho una società di piccole dimensioni. Come posso trovare i finanziamenti per affrontare questi investimenti e sfruttare tali agevolazioni?

Per il credito alle PMI è stata rinnovata e migliorata la Sabatini con maggiorazioni degli incentivi per investimenti in tecnologie Industria 4.0. Qui tutti i dettagli

 

Quando si potranno presentare nuove domande di finanziamento per la Nuova Sabatini?

La Nuova Sabatini è stata rifinanziata e il MISE ha disposto la riapertura dello sportello per il deposito delle domande dal 2 gennaio. Non sono invece ancora stati predisposti i moduli per i finanziamenti “maggiorati” legati agli investimenti in beni connessi a Industria 4.0. I dettagli sono qui.

 

Ho già ricevuto un finanziamento con la Nuova Sabatini, posso averne un altro?

Sul sito del Ministero dello sviluppo si spiega chiaramente che “Un’impresa può presentare più domande di agevolazione a diverse banche/intermediari finanziari purchè relative a investimenti diversi ed a condizione che il valore complessivo dei finanziamenti per singola impresa non superi i 2 milioni di euro”.

 

Super e Iper ammortamento e Nuova Sabatini sono cumulabili?

Sì certo. Nel caso dell’iper ammortamento il maggior vantaggio del cumulo arriva a rappresentare quasi il 50% del valore del bene.

 

Esiste anche qualche incentivo per le aziende produttrici dei nuovi modelli di macchinari industriali?

No. Le aziende produttrici di macchinari sono state tra i principali sponsor del piano, attraverso le loro associazioni UCIMU e Federmacchine. Gli incentivi non sono destinati a loro, ma ai loro clienti. I costruttori di macchine godranno quindi in maniera indiretta degli incentivi, grazie all’aumento di domanda da parte dei loro clienti.

 

Gli incentivi saranno anche a favore di aziende che costruiscono macchinari internamente per ampliamento di linee di produzione?

Gli incentivi sugli ammortamenti sono relativi all’acquisto di beni. Per cui se esiste una realtà societaria diversa che vende a un’altra società del gruppo sì, altrimenti no. In questo secondo caso si ha però la possibilità di accedere ad agevolazioni legate alle attività di ricerca e sviluppo interna sempre in ottica 4.0. Si tratta di credito d’imposta per le spese in Ricerca, sviluppo e innovazione che sarà incrementale, portando anche l’aliquota della spesa interna al 50%, con un credito massimo che passerà dagli attuali 5 fino a 20 milioni di euro.

 

L’IPERAMMORTAMENTO

Che cosa sono i famosi allegati A e B del piano?

Sono gli allegati nei quali sono indicati nel dettaglio i beni che possono essere oggetto dell’iperammortamento. Li trovate trascritti integralmente qui.

 

Per avere l’iperammortamento serve una perizia?

Trattandosi di incentivi automatici, per accedere ai benefici dell’iperammortamento occorrerà solo una dichiarazione da parte del legale rappresentante dell’azienda. Tuttavia, nel caso in cui il valore del bene agevolato superi i 500 mila euro, servirà anche una perizia tecnica. Tutti i dettagli qui.

 

L’iperammortamento si applica ai beni acquistati con leasing?

Sì. Su questo argomento, con riferimento al super ammortamento 2016, si è già espressa l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 23 del 26 maggio 2016. Per analogia si ritiene che lo stesso principio vada applicato all’iperammortamento.

 

Posso fruire di Super o iper ammortamento anche se mi costruisco le mie macchine speciali da solo?

Una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono incentivati anche i beni costruiti in economia, progettati e realizzati con risorse interne all’azienda. Il problema in questi casi è la determinazione del valore del bene, che si definisce sommando le voci di spesa che hanno concorso alla sua realizzazione. I dettagli sono qui.

 

Per l’iperammortamento sono contemplati gli investimenti fatti anche negli ultimi mesi del 2016 (ottobre, novembre, dicembre)?

No. Le agevolazioni previste nella legge di bilancio per l’iper ammortamento sono efficaci dal 1 gennaio 2017 e riguardano i beni consegnati dal 1/1/2017 al 30/06/2018 (se versato acconto del 20% entro 31/12/2017). Fino al 31/12/2016 è operativo ancora solo il “vecchio” superammortamento al 140% sui beni strumentali che non riguarda i software.

 

È stato anche definito l’elenco delle categorie ammesse in termini di codici ATECO?

No. I beni sono stati definiti come potete leggere integralmente qui, ma non esiste una relazione con i codici ATECO

 

Che cosa si intende per “interconnessione”, requisito da indicare nell’autocertificazione e nella perizia?

Lo ha chiarito il 2 febbraio l’Agenzia delle Entrate nel corso dell’evento Telefisco. Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio dell’iperammortamento del 150%, è necessario e sufficiente che: 1) scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.); 2) sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).

 

L’iperammortamento si applica solo alle imprese manifatturiere? E nel caso di farmacie, centri logistici, società di servizi?

Sul punto (controverso) abbiamo chiesto direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico. Ci hanno risposto che l’incentivo si applica a tutti i titolari di reddito d’impresa, senza quindi nessun “discrimine” legato all’attività esercitata. A condizione, naturalmente, di rispettare i requisiti posti negli allegati A e B della legge di bilancio.

 

Esiste qualche incentivo per l’acquisto/ammodernamento di infrastruttura di rete interna agli stabilimenti?

Non sono previsti incentivi specifici per acquisti di questi prodotti, ma l’“interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica” e l’“integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo” sono due prerequisiti tassativi per chi vorrà fruire dell’iperammortamento sull’acquisto delle macchine. Insomma, senza i prodotti da lei citati non ci sono le condizioni per parlare di industria 4.0, quindi se partono investimenti in quella direzione ne beneficeranno anche i produttori di quelle apparecchiature.

 

La sostituzione di un server obsoleto potrebbe rientrarvi?

Il server in sé e per sé è un componente e non rientra nella lista, a meno che la sua sostituzione non faccia parte di un progetto di ammodernamento più ampio in ottica 4.0. Si legga bene il punto 2) della lista, dove sono riportate le funzioni che deve espletare un sistema per essere incentivato: identificazione, tracciabilità, monitoraggio…

 

Vorrei una precisazione sul significato pratico del requisito “Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura”

Chiarimento fornito dalla Circolare 4/E del 30 marzo 2017, che citiamo testualmente:

La caratteristica dell’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo specifica che la macchina/impianto debba essere integrata in una delle seguenti opzioni:

1) Con il sistema logistico della fabbrica: in questo caso si può intendere sia una integrazione fisica che informativa. Ovvero, rientrano casi di integrazione fisica in cui la macchina/impianto sia asservita o in input o in output da un sistema di movimentazione/handling automatizzato o semiautomatizzato (ad es. rulliera, AGVs, sistemi aerei, robot, carroponte, ecc.) che sia a sua volta integrato con un altro elemento della fabbrica (ad es. un magazzino, un buffer o un’altra macchina/impianto, ecc.); oppure casi di integrazione informativa in cui sussista la tracciabilità dei prodotti/lotti realizzati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati (p.e. codici a barre, tag RFID, ecc.) che permettano al sistema di gestione della logistica di fabbrica di registrare l’avanzamento, la posizione o altre informazioni di natura logistica dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo;

2) Con la rete di fornitura: in questo caso si intende che la macchina/impianto sia in grado di scambiare dati (ad es. gestione degli ordini, dei lotti, delle date di consegna, ecc.) con altre macchine o più in generale, con i sistemi informativi, della rete di fornitura nella quale questa è inserita. Per rete di fornitura si deve intendere sia un fornitore a monte che un cliente a valle;

3) Con altre macchine del ciclo produttivo: in questo caso si intende che la macchina in oggetto sia integrata in una logica di integrazione e comunicazione M2M con un’altra macchina/impianto a monte e/o a valle (si richiama l’attenzione sul fatto che si parla di integrazione informativa, cioè scambio di dati o segnali, e non logistica già ricompresa nei casi precedenti).

IL SOFTWARE

Anche gli investimenti in software sono agevolati?

Sì, ma solo se associati anche a un investimento in beni materiali. La lista dei software agevolati è contenuta nell’allegato B che può leggere in questo post

 

Posso ottenere l’incentivo al 140% per acquistare software da utilizzare con una macchina acquistata nel 2016 con il super ammortamento?

Il requisito previsto dalla legge è che l’investimento in software sia associato all’acquisto di un bene materiale agevolato con iper ammortamento nel 2017. È quindi necessario effettuare almeno un acquisto di beni materiali con iper ammortamento per “attivare” anche l’incentivo sul software. La legge però non richiede che il software sia accessorio dello stesso bene materiale che attiva l’incentivo. In poche parole, se si verifica la condizione per l’acquisto agevolato, si può poi utilizzare il software anche con apparecchiature esistenti.

 

Il software necessario al funzionamento di una macchina acquistata con iper ammortamento deve essere scorporato dal valore della macchina e, di conseguenza, agevolato al 140%?

No, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la lista dei software agevolati al 140% fa riferimento ai soli software acquistati a parte. I software necessari al funzionamento della macchina e forniti con la stessa (“embedded”, per esempio il sistema operativo o il programma per gestire il funzionamento della macchina) sono invece considerati parte della stessa e quindi agevolati al 250% insieme con l’hardware.

 

Un software in subscription (quindi a noleggio) e’ considerato come bene con possibilità di ammortamento? 

La risposta è (ahimé) negativa: il software in modalità pay per use è una spesa corrente e non in conto capitale, di conseguenza non è soggetta ad ammortamenti e tantomeno a super e iper ammortamento. La vicenda è stata comunque lungamente dibattuta e credo che ci saranno in un prossimo futuro anche dei provvedimenti in questa direzione.

 

Abbiamo un SOC (security operation center) e facciamo contratti per monitoraggio della rete dei clienti con procedure cloud in materia di cybersecurity. Per il cliente sarebbe solo un contratto di assistenza a seguito dell’installazione di software nella rete aziendale… può rientrare nel iper/superammortamento per il cliente finale?

Per quanto riguarda l’acquisto del software, è incentivato solo laddove rientri nell’elenco tassativo contenuto nell’Allegato B E sia “accessorio” di un altro investimento principale in beni immateriali tra quelli indicati nell’allegato A. Per quanto riguarda i contratti di manutenzione / assistenza / service sono invece esclusi in quanto spese correnti e non in conto capitale. In altre parole, si tratta di voci che, normalmente, non possono essere oggetto di ammortamento e quindi nemmeno di super o iper ammortamento.

 

Realizziamo piattaforme software Cloud e Mobile per la tracciabilità delle attività legate ai collaudi, agli interventi di modifica in linea e alle attività di installazione e assistenza presso cliente per aziende manifatturiere PMI. I nostri prodotti rientrano solo nella fascia al 140% oppure possiamo anche rientrare nella fascia al 250% (qualora ci fossero investimenti in macchinari, anche se non interfacciati direttamente al nostro software?)

Per il software l’incentivo è solo al 140% (quindi non al 250%) e solo per le categorie riportate tassativamente nell’Allegato B. Per accedervi, inoltre, l’investimento in software deve essere “complementare” all’acquisto di un bene materiale già agevolato al 250%.Il testo legislativo recita così all’articolo 1 comma 10: “Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al comma 9 (NDR – cioè per chi fa già investimenti in beni materiali presenti nell’allegato A incentivati al 250%) e che nel periodo indicato al comma 8, effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’allegato B annesso alla presente legge, il costo di acquisizione di tali beni è maggiorato del 40 per cento”.

 

LA PERIZIA

Per quali beni serve la perizia?

La perizia serve per tutti i beni il cui valore superi i 500 mila euro. Deve essere corredata da una analisi tecnica che deve contenere: la descrizione tecnica del bene che ne dimostri la rispondenza alle categorie agevolate; la descrizione delle caratteristiche di cui sono dotati i beni strumentali per soddisfare i requisiti obbligatori e quelli facoltativi; la verifica dei requisiti di interconnessione. Deve poi spiegare come si possa dimostrare l’interconnessione della macchina/impianto al sistema di gestione della produzione e/o alla rete di fornitura e rappresentare i flussi di materiali e/o materie prime e semilavorati e informazioni che vanno a definire l’integrazione della macchina/impianto nel sistema produttivo dell’utilizzatore.

 

Se acquisto tre beni con iper ammortamento posso fare un’unica perizia?

Sì, il 30 marzo 2017 è stata pubblicata a circolare congiunta del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Agenzia delle Entrate nella quale si offrono alcune indicazioni particolarmente utili per la redazione di dichiarazione, perizia e attestato di conformità e si specifica che è ammessa una perizia cumulativa per più investimenti. Leggete i dettagli qui.

 

LE FAQ PUBBLICATE DAL MINISTERO (MAGGIO 2017)

 

Per essere considerati ammissibili ai fini dell’iper ammortamento i “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” (9 voci) e i “Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (4 voci)” devono rispettare le 5 caratteristiche obbligatorie e 2 delle 3 successive caratteristiche elencate nell’allegato A?

No, il rispetto dell’obbligo delle 5+2 caratteristiche si riferisce esclusivamente ai “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”. Per le voci in questione è sufficiente soddisfare il requisito dell’interconnessione.

 

Le caratteristiche necessarie elencate nell’Allegato A relativamente a “beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori o azionamenti” sono soddisfatte se le corrispondenti funzionalità siano espletate da tecnologie considerate dallo standard di mercato come equivalenti o tecnologicamente più avanzate?

Le caratteristiche indicate nell’allegato A rappresentano le caratteristiche minime per poter considerare il macchinario 4.0. Pertanto, tutto ciò che è equivalente, o anche superiore tecnologicamente, è iper ammortizzabile.

 

Il costo di una macchina o di un impianto per il laboratorio di R&S di un’azienda manifatturiera può beneficiare dell’iper ammortamento? In particolare, può comunque ritenersi soddisfatto il requisito dell’“Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo” anche se il laboratorio non è un impianto di produzione in senso stretto?

L’utilizzo del bene in un laboratorio non è di per sé moto di esclusione dal beneficio dell’iper ammortamento. È necessario tuttavia che il bene soddisfi i requisiti tecnici richiesti dalla legge di bilancio, soddisfi le 5 caratteristiche obbligatorie e 2 delle 3 ulteriori caratteristiche e che l’azienda svolga un’attività di trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti. Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 3 comma 6 lettera b) del DL 23 dicembre 2013, n. 145 e nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla norma, le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio possono beneficiare del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

 

Gli impianti di servizio necessari alla realizzazione delle trasformazioni dirette sui prodotti possono beneficiare dell’iper ammortamento?

I beni che possono fruire dei benefici fiscali sono solo quelli che rientrano sotto la categoria dei beni strumentali (12 voci), quella dei “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” (9 voci) e quella dei “Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (4 voci).

 

L’acquisto di beni strumentali (allegato A, legge di bilancio 2017) o beni immateriali (allegato B, legge di bilancio 2017) per la trasformazione in chiave ‘industria 4.0’ di uno stabilimento logistico (interportuale, marittimo…) possono beneficiare della misura dell’iper ammortamento?

Sì, a condizione che rispettino i requisiti previsti dalla norma. In particolare, per i “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” è necessario dimostrare che avvenga creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti.

 

Tra gli esempi esplicativi della voce “Macchine, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati…”, la circolare 4/E non include le gru edili automontati e le gru a torre, mentre fa espresso riferimento alle gru mobili e alle gru a portale. Il mancato richiamo deve essere interpretato come un’esclusione dal beneficio?

La circolare 4/E cita solo alcuni esempi. Tutti i dispostivi per il carico e lo scarico, la movimentazione e la pesatura automatica dei pezzi, che rientrano nella categoria di macchine operatrici e motrici, possono essere agevolati. Tuttavia si specifica che i dispositivi, oltre a soddisfare i 5+2 vincoli, devono essere anche mezzi a guida automatica o semi-automatica.

 

La caratteristica obbligatoria dell’integrazione automatizzata nel caso di integrazione con il sistema logistico della fabbrica può ritenersi soddisfatta se il sistema di handling comunica attraverso il sistema gestionale di produzione col magazzino che si trova in un altro sito della fabbrica e non presso il sistema di handling?

L’integrazione con il sistema logistico può ritenersi soddisfatta se il magazzino (o qualsiasi altro sistema di inventory), oltre a scambiare informazioni, è in grado di tenere traccia dei prodotti/lotti realizzati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati (ad esempio codici a barre, tag RFID) e se contemporaneamente il sistema logistico, tramite appunto tali sistemi, è in grado di registrare lo stato (ossia informazioni quali dimensioni, tipologia, posizionamento nel magazzino, ecc.) dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo.

 

La caratteristica obbligatoria dell’integrazione automatizzata nel caso di integrazione con altre macchine del ciclo produttivo può ritenersi soddisfatta nel caso di una macchina che riceve istruzioni e dati dal sistema gestionale di produzione in funzione dei dati trasmessi allo stesso dalla macchina che ha eseguito la fase di lavorazione precedente?

Sì, la comunicazione tra le due macchine (M2M) avviene in maniera automatica attraverso il sistema gestionale di produzione: le due macchine possono essere considerate integrate tra loro. In particolare, per quanto concerne la comunicazione M2M, questa è da ritenersi tale se il segnale/informazione/messaggio è univocamente identificato e ha un protocollo che lo renda integrabile anche all’esterno del contesto industriale in cui si trova; ciò vuol dire che la comunicazione deve avvenire con un protocollo riconosciuto internazionalmente (ad es. standard Ethernet (TCP/IP)) e che ci sia una configurazione basata sull’esistenza di un hub/router centrale il cui ruolo è quello di collezionare e processare i dati (ricevuti via cavo o in modalità wireless) da diversi dispositivi. Inoltre, per comunicazione si intende lo scambio di un dato o di una richiesta specifica e non di un segnale acustico o visivo.

 

Con riferimento al requisito obbligatorio dell’integrazione automatizzata con la rete di fornitura, si chiede se tale comunicazione deve avvenire in modo diretto tra macchine (difficilmente realizzabile visto che le macchine parlano linguaggi diversi). Per soddisfare il requisito, può esser sufficiente che la macchina trasferisca in automatico dati al software gestionale di produzione e da qui, un operatore invii informazioni (…) ai clienti e fornitori oppure è necessario immaginare un sistema di comunicazione che garantisca lo scambio automatizzato dei dati senza il tramite di operatori (quasi come se i gestionali fossero “integrati”)? Una possibile soluzione al problema potrebbe riguardare una soluzione cloud che in automatico genera una comunicazione al cliente al momento della fine della lavorazione. Tale soluzione potrebbe essere corretta per soddisfare il requisito oppure sarebbe ridondante?

La soluzione cloud permette di soddisfare il requisito obbligatorio dell’integrazione automatizzata in quanto esclude il controllo umano che non renderebbe automatico il processo di comunicazione.

 

Se il “sistema di telemanutenzione” delle macchine è realizzato centralmente mediante il sistema a cui tali beni sono interconnessi, anziché tramite link diretto su ogni macchina, può comunque essere considerato soddisfatta la caratteristica di cui all’allegato A?

Sì. Per poter beneficiare dell’agevolazione, gli impianti di servizio devono rientrare nella voce dei beni strumentali “macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”. Possono godere del beneficio fiscale se il contratto di acquisto/appalto/stato avanzamento lavori (SAL) di un impianto o di una porzione di impianto prevede la presenza di impianti di servizio e se si dimostra che questi siano strettamente funzionali alla produzione. Si ricorda, infine, che le soluzioni destinate alla produzione di energia sono da ritenersi escluse, così come esplicitato dalla circolare 4/E.

 

La capacità di adattività alle derive di processo deve obbligatoriamente prevedere la possibilità di intervento diretto sul processo o è previsto che sussista anche senza possibilità di essere monitorabile?

Non è espressamente richiesta la necessità di intervento diretto nel caso di derive di processo.

 

Il “Monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori” deve riferirsi solo ai più importanti parametri del processo di lavorazione o è necessario anche quello dei micro parametri? Ad esempio, la maggior parte delle macchine utensili in commercio sono dotate di sensori che misurano i macro parametri di processo come la temperatura, l’assorbimento energetico o i livelli dei liquidi di funzionamento, ma non ha la possibilità di misurare e controllare ulteriori parametri come le vibrazioni sugli utensili o la loro usura puntuale; di conseguenza, non è nemmeno possibile intervenire nel caso di micro derive del processo. Nelle linee guida non viene specificato il tipo di parametri da tenere sotto controllo, quindi il monitoraggio dei macro parametri è sufficiente. I costi sostenuti per revamping o ammodernamento di un macchinario sono agevolabili?

I costi relativi a un’azione di aggiornamento di un bene, sia nel caso di revamping (la macchina produrrà qualcosa di diverso) che di ammodernamento (non avviene una sostanziale modifica della macchina) possono beneficiare dell’agevolazione solo se viene garantito il soddisfacimento dei 5+2 vincoli.

 

Nel caso in cui l’integrazione di un bene dell’Allegato A con il sistema aziendale richieda una attività di adeguamento SW svolta da un soggetto terzo (system integrator), tale attività può essere assimilata allo sviluppo di un SW embedded al bene e godere dell’iper ammortamento? Esempio: l’integrazione di una macchina può richiedere la modifica al SW del costruttore originario dell’apparecchiatura e del SW aziendale. Queste attività sono generalmente affidate a system integrator specializzati e il risultato dello sviluppo non può essere considerato un SW stand alone.

L’ammodernamento o lo sviluppo di un software già esistente non sono inclusi tra le agevolazioni disponibili dal super ammortamento dei beni immateriali. Tali spese potrebbero beneficiare del credito d’imposta per la R&S se sussistono i requisiti previsti dall’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145.

 

Un investimento in HW di controllo e relativo SW per il revamping di un bene strumentale riconducibile all’allegato A, finalizzato a rendere quest’ultimo interconnesso e dotarlo delle caratteristiche tali da consentire l’accesso all’iper ammortamento, può essere considerato alla stregua di un SW embedded e godere quindi dell’incentivazione al 250%? Esempio: il revamping di un forno (impianto per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione di materie prime) che doti quest’ultimo dell’HW di controllo e del relativo SW che interconnettono l’intero sistema.

Se l’investimento è inclusivo di una componente HW, anche il relativo SW per il revamping è riconducibile alla fattispecie di software embedded ed è pertanto iper ammortizzabile.

 

Nel caso di revamping sono iper ammortizzati solo gli investimenti ricompresi sotto il secondo gruppo dell’allegato A o anche altri costi che si rendessero necessari?

L’attività di revamping è agevolabile se garantisce alla macchina o all’impianto oggetto dell’ammodernamento il soddisfacimento delle 5+2 caratteristiche. In questo caso, l’acquisto e l’implementazione di tutti quei dispositivi, strumentazione e componentistica (si intendono anche package e componenti di impianto) necessari a ottenere l’ammodernamento della macchina o dell’impianto, saranno considerati agevolabili ai fini dell’iper ammortamento. Nel caso di beni soggetti a revamping è previsto che il bene ammodernato soddisfi le 5+2 caratteristiche.

 

Nel caso di una macchina costruita prima del 1996, e quindi sprovvista della marchiatura CE, per ottemperare al requisito della “rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro” è sufficiente uniformarsi all’allegato V del Decreto Legislativo 81/08 oppure è comunque necessario possedere la marcatura CE?

In linea con quanto previsto dalla direttiva macchine, ogni volta che vengono introdotte modifiche sostanziali rispetto alla macchina originaria è necessaria una nuova marcatura CE.

 

Nel caso in cui si volesse acquistare dispositivi che rientrano nella categoria indicata al punto 2 del secondo elenco di cui all’allegato A (Sistemi per l’assicurazione della qualità e la sostenibilità) e nel caso in cui si volesse installarli su macchine già esistenti, tale procedimento potrebbe esser considerato come revamping della macchina, nonostante non venga modificata o ampliata la destinazione d’uso del macchinario, né vengano alterati i parametri prestazionali degli stessi?

In questo caso non si rientrerebbe nella definizione di revamping, poiché non vengono modificate le capacità della macchina ma, tramite l’installazione dei nuovi dispositivi, essa potrebbe essere interconnessa al sistema di gestione aziendale. Pertanto, i nuovi dispositivi potrebbero usufruire dell’iperammortamento a condizione che rispettino il requisito dell’interconnessione.

 

Quando si parla di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e attività alle derive di processo, cosa si intende per “derive di processo”? Inoltre, è sufficiente misurare di continuo il processo o, qualora si rilevino deviazioni dallo standard impostato, devono anche essere attuate correzioni (retroazioni)?

Le derive di processo sono gli scostamenti dalle condizioni ottimali proprie di un processo produttivo. La capacità di riportare la produzione verso i normali parametri di lavorazione rientra tra le capacità che la macchina in questione deve soddisfare.

 

Sezione dell’allegato A: “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità”, come si interpreta la voce “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”. In particolare, i sistemi in questione devono contestualmente: gestire, consentire l’utilizzo e monitorare o è sufficiente che ottemperino solo a una delle tre condizioni previste?

È necessario che esercitino contestualmente tutte e tre le funzioni ed è sufficiente che intervengano su una sola delle due tipologie di consumi (energetici o idrici). Per quanto concerne invece la riduzione di emissioni, il sistema deve intervenire direttamente sul processo nel caso di derive. Nel caso in cui si parli di soluzioni o sistemi, questi devono essere dotati di una serie di sensori, dispositivi e di sistemi di controllo, di elaborazione e di simulazione che, secondo la visione di Industria 4.0, permettano di individuare, di analizzare e di attuare i possibili interventi da effettuare su un impianto. I componenti devono avere un’intelligenza locale (e quindi sensori, dispositivi etc.) oppure devono essere parte di un sistema simile a quello sopradescritto. Per esempio, una semplice valvola o vite sono componenti, ma non sono intelligenti e dunque possono essere agevolate, solo se inserite in un sistema in grado di effettuare gestione/utilizzo/monitoraggio efficiente.

 

LE FAQ PUBBLICATE DAL MINISTERO (LUGLIO 2017)

Ai fini dell’applicabilità dell’iper ammortamento, e in particolare dell’interpretazione della caratteristica obbligatoria di “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”, si chiede di sapere come deve essere interpretato il concetto di “guida semi-automatica” per le trattrici e le macchine agricole.

Le macchine agricole possono rientrare a fare parte della voce n 11 dell’Allegato A alla legge di Bilancio se sono in grado di gestire le lavorazioni su base spazio-temporale al fine di incrementare la profittabilità e ridurne al contempo l’impatto ambientale tramite l’utilizzo di funzionalità quali guida parallela, controllo sezioni e/o gestione di applicazione a rateo variabile. In particolare, nell’interpretazione della caratteristica obbligatoria di “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”, per guida semiautomatica o assistita su trattrici e altre macchine operatrici si possono intendere sistemi che:

  1. sono in grado di ricevere dati relativi al compito da svolgere da un sistema centrale remoto
  2. prevedono la presenza a bordo di un operatore per ragioni di sicurezza e per altre operazioni supplementari alla guida.

L’agevolabilità è inoltre subordinata al rispetto delle altre 4+2 caratteristiche previste dalla norma e descritte a pag. 83 e seguenti della Circolare 4/E del 30 marzo 2017.

 

La Circolare 4/E specifica che la fabbrica deve essere intesa come ambiente fisico dove avviene creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti. Si chiede come debba interpretarsi tale concetto anche alla luce di quanto previsto alla sezione 6.1.1 della circolare 4/E del 30 marzo 2017, laddove viene specificato che la platea dei soggetti interessati dalla maggiorazione del 150 per cento è costituita da tutti i soggetti titolari di impresa.

La parola fabbrica deve essere intesa come l’insieme di attività integrate nella catena del valore di uno o più soggetti, interni o esterni all’azienda, che trasformano delle risorse (input del processo) in un prodotto finito (output del processo). Tali attività sono inerenti ai processi aziendali, ovvero alle attività di acquisto, produzione e distribuzione associate a una o più famiglie di prodotto realizzate dalla fabbrica stessa. Si specifica inoltre che con il termine “trasformazione” si definisce un processo che modifica lo stato di materie prime, semilavorati e prodotti, eseguito lungo la catena del valore necessaria al fine di rendere disponibile e fruibile un prodotto. Il processo di trasformazione si realizza per mezzo di macchine, impianti o sistemi che utilizzano energia e che necessitano di scambiare informazioni. Per informazioni si intendono i dati, in input o in output, necessari a guidare la corretta esecuzione del processo (ad esempio part program, ricette per processi chimici, letture di sensori,  2 misure svolte sul materiale/semilavorato/pezzo finito, composizione di lotti di lavorazione, informazioni di collaudo, codici identificativi di materie, prime/semilavorati/prodotti finiti, ecc.).

In funzione di come i fattori sopra menzionati si esplicitano e combinano, possono essere definite varie tipologie di trasformazione, di seguito riportate a titolo esemplificativo:

  • di forma/geometria, mediante la sottrazione, aggiunta o deformazione permanente del materiale;
  • chimico/fisiche, in grado di modificare a livello micro o macro la composizione o la struttura del materiale, o di preservare – mediante conservazione – alterazioni naturali che sarebbero altrimenti avvenute;
  • di relazione tra le parti, mediante processi di unione (es. saldatura, incollaggio, cucitura, ecc.), confezionamento, assemblaggio, etc.;
  • logistiche, in grado di modificare la localizzazione del materiale all’interno della fabbrica o di altri luoghi della catena del valore;
  • di superficie, che vanno a modificare le parti superficiali del materiale al fine di variarne le proprietà a livello estetico (colore, apposizione di scritte, disegni, pattern, ecc.) o funzionale (pulizia, proprietà tribologiche, idrofobiche/idrofile, resistenza al fuoco, etc.).

 

Nel caso di una “società di locazione operativa (noleggio a lungo termine) per beni informatici e industriali” che acquista un bene iperammortizzabile ricompreso nell’allegato A della legge di Bilancio 2017 per locarlo/noleggiarlo a un soggetto terzo, come e dove devono essere verificati i 5+2 vincoli obbligatori? Dovranno essere soddisfatti internamente (cioè la società di noleggio deve garantire integrazione/interconnessione del bene con i propri sistemi e/o con la propria catena del valore) oppure potranno essere soddisfatti anche esternamente (e cioè la società di noleggio deve garantire integrazione/interconnessione del bene con i sistemi di fabbrica e/o con la catena del valore dell’utilizzatore finale)?

Coerentemente con quanto riportato dalla circolare 4/E del 30 marzo 2017, il noleggiante è il soggetto che ha diritto all’agevolazione fiscale e che dovrà dimostrare il soddisfacimento dei vincoli. La circolare non distingue se l’obbligo debba essere soddisfatto internamente o esternamente, pertanto entrambe le opzioni sono ritenute valide. È necessario tuttavia che i due casi siano mutuamente esclusivi. Inoltre, qualora il noleggiante opti per il soddisfacimento presso un cliente, il diritto all’agevolazione sarà proporzionale al periodo di durata del noleggio.

 

Si chiede se un’azienda che opera esclusivamente nell’ambito dei servizi alle imprese è ammissibile all’agevolazione dell’iperammortamento per la realizzazione di “sistemi per l’assicurazione della qualità” e, in particolare, per un investimento in sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualità del Servizio Erogato e dell’intero processo produttivo del servizio (non solo del processo produttivo in senso stretto o del solo prodotto) e che consente di qualificare i processi di produzione del servizio (e non solo del processi di produzione in senso stretto o del solo prodotto) in maniera documentale e connessa al sistema informativo aziendale (e non solo di fabbrica).

Tutti i beni, i sistemi e i dispositivi riconducibili all’allegato A della legge di Bilancio 2017 possono essere soggetti all’iperammortamento a condizione che sia verificata l’interconnessione e che il soggetto che realizza l’investimento sia titolare di reddito d’impresa, indipendentemente dalla 3 natura giuridica, dalla dimensione aziendale, dal settore economico in cui opera e in cui effettua l’investimento.

Con riferimento specifico all’istanza, si precisa che i sistemi di monitoraggio in process di cui al punto due dell’elencazione del “Sistema dell’Assicurazione della Qualità e Sostenibilità” dell’allegato A della Legge n. 232 del 2016, possono essere riferiti non solo al “Prodotto – Processo Produttivo – Fabbrica” ma anche al “Servizio – Processo di Produzione del Servizio – Azienda”.

 

Un’azienda acquista da un provider un Software Cloud che, integrato nel proprio gestionale, permette di veicolare in automatico le fatture in formato elettronico verso i propri Clienti, di ricevere le fatture di acquisto dai fornitori, di effettuarne la disputa online e il ciclo di verifica per l’approvazione interna, nonché di provvedere al pagamento delle fatture stesse. Il Software provvede inoltre alla Conservazione digitale dei documenti. Tale software può godere del superammortamento?

Il caso proposto descrive un Software Cloud utilizzato per la gestione della relazione con il consumatore finale e/o con il fornitore, per la gestione dell’offerta, della fatturazione e per la gestione documentale. Per tale motivo, così come esplicitato dalla Circolare 4/E pubblicata il 30/03/2017 (pag.99), il software in questione non è oggetto della agevolazione.

 

Un’azienda acquista da un provider un Software in Cloud, che integrato nel proprio gestionale, permette di inviare Ordini ai propri fornitori e ricevere dagli stessi i DDT (documenti di trasporto) in formato digitale. Il software permette di tracciare l’avanzamento dei documenti e lo stato in cui si trovano. Il Software provvede inoltre alla Conservazione digitale dei documenti.

Il caso proposto sembra rientrare nella categoria “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un sistema virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain”. Se ricorrono i requisiti di natura contabile e fiscale, dal punto di vista tecnico il bene può accedere all’agevolazione. Riferendosi ai “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità”, il testo delle linee guida recita quanto segue: “filtri e sistemi (si intendono anche impianti) di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose”.

 

È necessario ottemperare sia al requisito del trattamento che del recupero delle sostanze filtrate per poter soddisfare il requisito o è sufficiente rispettare anche solo una delle due funzioni?

È sufficiente ottemperare a uno dei due requisiti per risultare idonei alla voce in questione. 4

 

Gli impianti di servizio necessari alla realizzazione delle trasformazioni dirette sui prodotti, possono beneficiare dell’iper ammortamento?

Sono agevolabili solo gli impianti di servizio riconducibili alla voce “macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”. In particolare, se il contratto di acquisto/appalto/stato avanzamento lavori (SAL) di un impianto o di una porzione di impianto prevede la presenza di impianti di servizio e se si dimostra che questi siano strettamente funzionali alla produzione, allora gli stessi impianti di servizio potranno godere del beneficio fiscale. Si ricorda, infine, che le soluzioni destinate alla produzione di energia sono da ritenersi escluse, così come esplicitato a pag.91 della circolare 4/E.

 

Se il “sistema di telemanutenzione” delle macchine è realizzato centralmente mediante il sistema a cui tali beni sono interconnessi, anziché tramite link diretto su ogni macchina, può comunque essere considerata soddisfatta la caratteristica di cui all’allegato A?

Le linee guida equiparano i sistemi di tele manutenzione, di telediagnosi e di controllo in remoto, pertanto nel caso descritto la caratteristica è da ritenersi soddisfatta.

 

LE FAQ PUBBLICATE DAL MINISTERO (OTTOBRE 2017)

Se un bene “industria 4.0” viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, tutto il corrispettivo può beneficiare della maggiorazione del 150% oppure bisogna operare una distinzione tra la componente materiale e quella immateriale dell’acquisto?

Si ritiene che se il software è embedded, e quindi acquistato assieme al bene, lo stesso è da considerarsi agevolabile con l’iperammortamento. Questa interpretazione è coerente con l’elenco dell’allegato B che include software stand alone e quindi non necessari al funzionamento del bene.

 

Si chiede conferma del fatto che, ai fini dell’iper ammortamento del 150%, rilevano gli investimenti in beni materiali nuovi, inclusi nell’allegato A alla legge n. 232 del 2016, effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2017. Come conseguenza, un bene di quel tipo consegnato nel 2016 beneficia solo della maggiorazione del 40%?

L’articolo 1, comma 8, della legge n. 232 del 2016 (legge di stabilità 2017) proroga al 31 dicembre 2017 – ovvero al 30 settembre 2018 in presenza di determinate condizioni – la disciplina relativa al c.d. “super ammortamento” del 40% riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (la proroga non vale per alcune tipologie di mezzi di trasporto a motore).

Il successivo comma 9 introduce un nuovo beneficio, il c.d. “iper ammortamento”, che consiste nella possibilità di maggiorare del 150%, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento ovvero dei canoni di leasing, il costo di acquisizione di alcuni beni materiali strumentali nuovi ad alta tecnologia (elencati nell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017).

L’iper ammortamento si applica agli investimenti effettuati nel periodo che va dal 1° gennaio 2017, data di entrata in vigore della legge di bilancio, al 31 dicembre 2017 (ovvero al 30 settembre 2018 in presenza di determinate condizioni).

Ai fini della spettanza della maggiorazione del 150% si è dell’avviso che l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione, come per il super ammortamento, debba seguire le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del TUIR.

Pertanto, un bene materiale strumentale nuovo, elencato nel citato allegato A e consegnato nel 2016, non può usufruire della maggiorazione del 150% in quanto l’effettuazione dell’investimento avviene al di fuori del periodo agevolato, ma può beneficiare solo di quella del 40%.

 

Un bene compreso nell’allegato A alla legge di bilancio, acquistato nel 2016 ed entrato in funzione ed interconnesso nel 2017, di quale maggiorazione di costo beneficia?

Come già rilevato nella risposta precedente, l’investimento effettuato nel 2016 può beneficiare solo del super ammortamento (e non dell’iper ammortamento). La maggiorazione del 40% può essere fruita dal 2017, periodo d’imposta di entrata in funzione del bene. L’interconnessione, ai fini del super ammortamento previsto dalla legge n. 208 del 2015, non assume alcuna rilevanza.

 

L’iper ammortamento con maggiorazione del 150% è applicabile agli esercenti arti e professioni?

Il tenore letterale della disposizione di cui al comma 11 (“Per la fruizione dei benefìci di cui ai commi 9 e 10, l’impresa è tenuta a produrre una dichiarazione…”), il contenuto dell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017 (elencazione dei “Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0»”) nonché la tipologia di beni agevolabili inducono a ritenere che la maggiorazione del 150% riguardi soltanto i titolari di reddito d’impresa.

 

Si può applicare il superammortamento del 40% a un bene immateriale compreso nella tabella B allegata alla legge di bilancio, se tale bene viene acquistato nel 2017 e applicato nello stesso anno a un bene teoricamente compreso nella tabella A, ma non agevolato perché acquistato già da anni dall’impresa?

L’articolo 1, comma 10, della legge di bilancio 2017 prevede la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni immateriali elencati nell’allegato B della legge stessa. Tale beneficio è riconosciuto ai “soggetti” che beneficiano della maggiorazione del 150%. La norma, pertanto, mette in relazione il bene immateriale con il “soggetto” che fruisce dell’iper ammortamento e non con uno specifico bene materiale (“oggetto” agevolato). Tale relazione è confermata anche dal contenuto della relazione di accompagnamento alla legge di bilancio.

Pertanto, il software rientrante nel citato allegato B può beneficiare della maggiorazione del 40% a condizione che l’impresa usufruisca dell’iper ammortamento del 150%, indipendentemente dal fatto che il bene immateriale sia o meno specificamente riferibile al bene materiale agevolato.

 

Quali caratteristiche deve avere un bene per poter essere definito “interconnesso”?

Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio dell’iper ammortamento del 150%, è necessario e sufficiente che:

  • scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

 

Si chiede di sapere se la perizia giurata, da fornirsi in caso di beni con valore superiore a € 500.000, deve essere redatta per singolo bene o può comprendere tutti i beni strumentali acquistati nello stesso esercizio?

La perizia deve essere fatta per singolo bene acquisito.

 

LA CIRCOLARE CON LE FAQ DI MAGGIO 2018

Il 23 maggio 2018 sono state pubblicate 10 ulteriori FAQ in una nuova circolare ministeriale.Gli argomenti trattati sono: macchine mobili, gru, carriponte, distributori automatici, silos, macchine di lavaggio, disinfezione e sterilizzazione di dispositivi medici, silos, sistemi di gestione dell’energia reattiva, accumulatori, sistemi di controllo intelligenti e connessi per la gestione e il monitoraggio dei consumi energetici dei sistemi di produzione dell’aria compressa, impianti tecnici di servizio, gestione dell’illuminazione, accessori costituenti “dotazione ordinaria” del bene agevolabile, impianti per la depurazione preliminare allo scarico delle acque reflue, sistemi di additivazione di sostanze pericolose, integrazione automatizzata e protocolli per l’interconnessione.

Qui potete leggere la nostra sintesi. Qui invece trovate il testo ufficiale della circolare_del 23_maggio_2018.

 

 

LA NOSTRA VIDEO GUIDA

 

Per un inquadramento semplice e completo di tutti gli incentivi per l’innovazione previsti dal piano Industria 4.0 vi consigliamo di guardare la video guida disponibile sul nostro canale YouTube. La guida si articola in sette puntate dedicate a:

Torna all’inizio

58 pensieri riguardo “Sportello Virtuale – Domande e Risposte su Industria 4.0

  • 12 settembre 2017 in 19:36
    Permalink

    Se nella mia azienda in base ad una corretta valutazione e studio sono giunto a conclusione che inserire un nuovo macchinari mi comporta una riduzione dei costi di produzione ed un efficientemente del prodotto, i costi sostenuti rientrano nel credito d’imposta? sul macchinario acquistato ci ricade il credito d’imposta?

    Risposta
    • 12 settembre 2017 in 22:24
      Permalink

      Nel caso dell’iperammortamento gli incentivi dipendono dal tipo di bene/macchina che acquista

      Risposta
  • 13 ottobre 2017 in 17:38
    Permalink

    una ristrutturazione della sicurezza aziendale che preveda un tracciamento delle linee di comunicazione , la definizione delle poliche di filtraggio , l’acquisto di firewall aziendali e di software per gli stessi e’ incentivabile ?

    Risposta
    • 13 ottobre 2017 in 21:16
      Permalink

      Buonasera Eugenio, il software per la cyber security è agevolato con il 140%, ma solo in presenza di un investimento in hardware che rientri tra quelli agevolati al 250%. E purtroppo per miopia legislativa firewall e hardware collegato NON rientrano tra i beni incentivati.

      Risposta
  • 5 novembre 2017 in 13:59
    Permalink

    Buongiorno,
    Sono un’artigiano in procinto di acquistare un nuovo macchinario che a detta del costruttore possiede i requisiti per l’industria 4.0 , sarà quindi collegato ad internet e comunicante con con l’ufficio e provvisto di codice ip e codice a barre.
    Ora il mio dubbio è il seguente : E’ sufficiente questo per poter aderire all’iperammortamento oppure serve che sia collegato anche ad altri macchinari ?
    Vi sarei grato se poteste chiarirmi questo dubbio.
    Grazie

    Risposta
    • 5 novembre 2017 in 15:21
      Permalink

      L’interconnessione ai sistemi gestionali è sufficiente. Deve trattarsi di una delle macchine previste dalla legge e si ricordi che dovrà produrre una dichiarazione che attesti che il bene risponde ai requisiti ed è effettivamente interconnesso. Piuttosto, visto che ha scritto che è un artigiano, consideri che lei può fruire dell’iperammortamento se è UN’IMPRESA mentre non può se è un libero professionista o lavoratore autonomo.

      Risposta
  • 24 novembre 2017 in 17:42
    Permalink

    Buonasera,
    Abbiamo presentato una domanda Sabatini facendo la richiesta di contributo solo per il macchinario (rientrante nell’industria 4.0), per quanto riguarda le spese di interconnessione e integrazione previste appunto dall’industria 4.0 quanto tempo abbiamo per interconnettere e integrare i nostri sistemi aziendali con il macchinario?
    Nel caso che le spese vengano sostenute oltre il termine previsto, il contributo non viene concesso in toto oppure viene concesso senza tener conto però delle spese sostenute per l’interconnessione e integrazione?

    Risposta
  • 7 dicembre 2017 in 13:49
    Permalink

    Salve, avrei una domanda relativa all’iper ammortamento.
    Consideriamo il caso di realizzazione di
    un impianto, finalizzato ad uno scopo, ad esempio l’imballaggio.
    Supponiamo che di questo impianto, solo una macchina appartenga all’allegato A e risponda ai requisiti necessari per godere dell’iperammortamento.
    A poter godere dell’iperammortamento è la sola macchina, o l’intero impianto, considerando che, senza gli altri componenti, quella macchina, non potrebbe svolgere la sua funzione?

    Risposta
    • 7 dicembre 2017 in 15:17
      Permalink

      L’integrazione con le altre macchine serve per potersi avvalere dell’iperammortamento, che però si applica solo alle macchine 4.0

      Risposta
  • 21 dicembre 2017 in 15:22
    Permalink

    Buongiorno,
    avrei una domanda sui beni immateriali.
    La società ha acquistato una macchina per la trasformazione della plastica. L’interconnessione tra macchina e gestionale aziendale è realizzata attraverso un software dedicato. Questo software consente anche di marcare e tracciare i lotti produttivi.
    oltre alla perizia sulla macchina è necessaria anche una perizia giurata per questo software?
    Grazie

    Filiberto Manfredi

    Risposta
    • 21 dicembre 2017 in 21:04
      Permalink

      Buonasera, la dichiarazione del legale rappresentante o la perizia giurata sono necessarie sia per le macchine sia oer i software. Se il valore complessivo dell’investimento supera i 500 mila euro va fatta la perizia. Si può procedere sia unitariamente (cioè periziare i beni uno a uno) sia con una perizia unica, cosa consigliata in un caso come questo dove tutti i beni insistono sullo stesso impianto.

      Risposta
  • 5 gennaio 2018 in 18:26
    Permalink

    Salve, un azienda di movimento terra acqusita dei macchinari che rispettano tutti parametri della 4.0 e del iperammortamento. L’ azienda non produce materiali se non le ore dei mezzi, ore di camion, ore di ecavatore, trituratore, ecc nei vari cantieri che da alcuni queste ore possono essere considerate come noleggio a caldo. Visto che nell’iperammortamento il noleggio non rientra se non attività principale dell’azienda,come può un azienda di movimento terra giustificare l’iperammortamento o la 4.0?

    Risposta
    • 5 gennaio 2018 in 18:32
      Permalink

      La domanda non è chiara. L’iperammortamento vale per chi acquista macchine elencate dalla legge e le interconnette. Il discorso del “noleggio” come attività principale dell’azienda si riferisce invece al superammortamento che, nel 2017, non valeva per le automobili private ma solo per quelle ad uso strumentale esclusivo, come per esempio nel caso degli autonoleggi.

      Risposta
      • 5 gennaio 2018 in 18:48
        Permalink

        Grazie della risposta. La macchina e un trituratore impianto mobile accettato dalla legge, interconnneso nel 2017, contributo 4.0 già autorizzato. Questa macchina serve per macinare e separare materiali inerti per i nostri clienti nei vari cantieri. Noi non vendiamo inerti solo mandiamo la macchina nei vari cantieri e contabilizziamo le ore, cosi facciamo anche con escavatori( facciamo uno scavo e contabilizziamo le ore che sono servite per lo scavo) anche con camion. Quindi a questo punto possiamo ancora ‘’ rientrare’’ nell’iperammortamento? Non mi riferisco alla macchina e all’interconessione ma a come stiamo utilizzando la macchina(cioè la noleggiamo).

        Grazie di nuovo della risposta!
        Buona serata!

        Risposta
        • 5 gennaio 2018 in 20:57
          Permalink

          Se avete già dimostrato l’interconnessione potete fruire dell’iperammortamento anche se i beni sono concessi in locazione

          Risposta
          • 5 gennaio 2018 in 22:43
            Permalink

            Ottimo! La ringrazio!

  • 23 gennaio 2018 in 21:20
    Permalink

    Una gru telescopica autocarrata rientra nell’iperammortamento? La definizione di guida semiautomatica mi sembra stretta. Grazie.

    Risposta
  • 20 febbraio 2018 in 12:13
    Permalink

    Buongiorno,
    un mio cliente vorrebbe acquistare una macchina per creare il sigillo di garanzia sui tappi in plastica per acque minerali e mi chiede se è possibile avere i benefici della 4.0.
    I tappi sono già prodotti da un’altra macchina e la lavorazione consiste in una incisione sul bordo del tappo. A mio avviso non rientra nella 4.0 ma vorrei avere un suo parere.
    La ringrazio
    Cordiali saluti

    Risposta
    • 21 febbraio 2018 in 0:26
      Permalink

      Guardi ci sono due ordini di domande a cui rispondere. La prima è se c’è rispondenza merceologica con una delle voci dell’allegato A, e non è banale perché una sigillatrice formalmente non appare. Bisognerebbe vedere se possa rientrare o nell’elenco dei “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” o in quello dei “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità”. Nel primo caso va riscontrata inoltre la rispondenza alle 5 condizioni + 2 requisiti.
      Oltre a questo primo fattore “merceologico” c’è poi l’elemento dell’interconnessione: la macchina deve scambiare dati o con altre macchine o con sistemi gestionali.

      Risposta
  • 22 febbraio 2018 in 17:16
    Permalink

    Salve, abbiamo acquistato una macchina nel 2017 ,dichiarata dal venditore per scritto “4.0”. Abbiamo fatto il collaudo a fine dicembre, e un giorno prima del collaudo il venditore ci ha dato le informazioni tecniche sul software della macchina nonché l accesso in remoto. Abbiamo preso il leasing, presentato la sabatini che è stata accettata e abbiamo incaricato una ditta di programmazione per crearci l applicativo in modo da poter connettere la macchina con il nostro gestionale e sistema informatico. Abbiamo chiesto al venditore o l’accesso al soft presente nella macchina oppure di fare le modifiche necessarie in modo che la macchina trasmetta dati al nostro applicativo come lo richiede la legge. ha preferito non darci l ‘accesso ma di fare il suo programmatore le modifiche necessarie. è da dicembre che dice che sta lavorando e la macchina o trasmette i dati sbagliati o non li trasmette per niente. Entro fine febbraio dobbiamo presentare i doc per la chiusura della sabatini, a questo punto lui si rifiuta si di risolvere il problema dei dati trasmessi dalla macchina in maniera sbagliata, sia di darci l accesso cosi lo fa il nostro programmatore e sia di darci vari documenti per la nostra pratica. Vorrei sapere fino a dove può arrivare la sua responsabilità in quando ci sta impedendo di usufruire delle agevolazioni e del iperammortamento che sono un nostro diritto, abbiamo sostenuto delle spese per tutte le pratiche nonché abbiamo un leasing in corso.
    La ringrazio

    Risposta
    • 22 febbraio 2018 in 18:17
      Permalink

      Gentilissima Marta, il caso richiede il parere di un legale competente. Lo abbiamo quindi segnalato a uno studio specializzato in diritto industriale, che ci risponderà lunedì. Se nel frattempo ci manda a info@innovationpost.it i suoi recapiti (e se vuole anche copia del contratto firmato col costruttore) le facciamo avere un primo parere (gratuito), poi deciderà lei cosa fare.

      Risposta
    • 26 febbraio 2018 in 16:14
      Permalink

      Gentile Signora, sono l’avvocato Andrea Maggipinto dello studio legale AMLAW. Sono stato contattato dal dott. Canna per rispondere al suo quesito. Innanzitutto devo dirle che, per fornire una risposta esaustiva al quesito posto, sarebbe necessario verificare in modo puntuale i fatti e i contenuti dell’accordo tra le parti. Ciò premesso le do alcune indicazioni.
      Se il macchinario è stato fornito con un software a bordo compatibile – per specifiche dichiarate dal venditore – con il vostro gestionale, chi vi ha venduto la macchina è certamente responsabile del malfunzionamento riscontrato. In molti casi, tuttavia, il problema è dettato dalla natura “proprietaria” dei protocolli e del formato dei dati generati dal macchinario, natura che impone una specifica attività di implementazione operativa per rendere effettivamente interconnesso il macchinario con la rete aziendale.
      Nel caso di specie, se il venditore e il programmatore si sono assunti l’onere di interconnettere il macchinario in questione, certamente saranno responsabile qualora vi sia stato un inadempimento. Trattasi infatti di una “obbligazione di risultato”.
      Altro profilo che potrebbe valere la pena di approfondire è la sussistenza o meno di un obbligo per il venditore di rendere accessibili detti protocolli e formato dati. Se è vero che il macchinario è venduto per essere utilizzato in un contesto “industria 4.0”, deve essere altrettanto vero che il venditore è tenuto a fornire tutte le informazioni necessarie all’acquirente per operare, anche autonomamente, l’attività di implementazione del macchinario nella rete aziendale.
      Se così non fosse, il venditore reticente costringerebbe l’acquirente, una volta acquistato il macchinario, a rivolgersi necessariamente a suoi “partner” per effettuare l’interconnessione del macchinario. Pratica commerciale, questa, ai limiti della correttezza e della buona fede nell’esecuzione del contratto.

      Risposta
  • 26 febbraio 2018 in 22:06
    Permalink

    Buonasera, la mia compagna ha comprato per la propria tabaccheria un distributore automatico di sigarette che le è stato venduto dicendo che gode dell’iperammortamento. Per sicurezza il nostro commercialista ci ha fatto fare una seconda perizia da un ente accreditato, che ha detto che non è possibile invece usufruire del 250%. Le domande sono due. Un distributore di sigarette può rientrare nei beni iperammortabili? Se si, deve rispettare i requisiti dell’allegato A o semplicemente essere interconnesso?
    Cordialmente
    Simone

    Risposta
    • 26 febbraio 2018 in 22:43
      Permalink

      Caro Simone, lei mi fa una domanda sulla quale da mesi si stanno accapigliando fornitori, Federazione Tabaccai ed esperti fiscali. Purtroppo non esiste una risposta certa al suo quesito, che proverei però a proporre al MISE (qui come si fa https://www.innovationpost.it/2017/06/05/dubbi-iperammortamento-parere-tecnico-ministero/). Ciò premesso le dico la mia opinione personale. Il vero problema non è tanto che la tabaccheria non sia una fabbrica, come altri hanno rilevato, bensì il requisito merceologico: un distributore automatico non è un magazzino automatizzato, ma una vending machine. La differenza sta nel fatto che il magazzino è un luogo “b2b”, caricato e scaricato da imprese, mentre una vending machine è un luogo “b2c”, caricato da imprese e scaricato da consumatori. Tenga conto che se così non fosse, con lo stesso principio anche una pompa di benzina potrebbe rientrare nel concetto di magazzino automatizzato… Alcuni produttori distinguono poi i distributori in grado di fare solo lo scarico automatico (ma con caricamento automatico) da quelli che invece hanno anche il caricamento automatico, ma – ancora – secondo me il punto non è centrato.
      Altro elemento che porto alla sua attenzione. La Federazione Italiana Tabaccai si è letteralmente “lavata le mani” sulla questione, dicendo di non avere le competenze e i titoli per garantire sulla cosa. Secondo lei, se la cosa fosse così pacifica la FIT non avrebbe risposto diversamente ai tanti quesiti?
      A supporto della mia tesi le segnalo infine che nella pletora di emendamenti che NON sono stati approvati nell’ultima finanziaria ce n’erano diversi volti proprio a inserire le vending machine nell’elenco dei beni iperammortabili.
      Questa è la mia opinione: se fossi un tabaccaio fruirei del superammortamento al 130%, senza incorrere nei rischi di un’”avventura” ai limiti dell’interpretazione legislativa. A meno che – e qui lo ripeto – non riusciate a farvi dare da MISE o Agenzia delle Entrate una risposta a un interpello.

      Risposta
      • 26 febbraio 2018 in 23:06
        Permalink

        Grazie mille davvero per la sua gentilezza, disponibilità e competenza. Sono pienamente d’accordo con lei, per questo è stata fatta una perizia a nostro nome, dove purtroppo hanno confermato ciò. Io posso ritenere valida questa perizia? E le richiedo, per sicurezza, siamo d’accordo sul fatto che non basti l’interconnessione (qui non c’è nessun magazzino automatizzato) per ottenere l’ iperammortamento?
        Grazie di nuovo
        Cordialmente
        Simone

        Risposta
        • 26 febbraio 2018 in 23:16
          Permalink

          L’interconnessione è necessaria, ma prima di tutto il bene deve essere uno di quelli elencati nell’allegato A. In questo caso è proprio questo requisito merceologico a mancare.

          Risposta
  • 26 febbraio 2018 in 23:19
    Permalink

    Gentilissimo davvero di nuovo. Domani in mattinata potrei avere la cortesia di contattarla telefonicamente? Sarebbe possibile?

    Risposta
  • 1 marzo 2018 in 13:12
    Permalink

    Buonasera,
    mi chiamo Paolo, sono un ingegnere abilitato e mi sto occupando di perizie 4.0. Sto riscontrando il seguente caso ricorrente: affinché i macchinari 4.0 riescano ad operare in rete in maniera sicura ed efficace, si rende spesso necessario intervenire anche sull’infrastruttura IT, altrimenti i beni 4.0 non riuscirebbe a garantire i benefici desiderati, ed anzi esporrebbero chi li acquisisce a dei seri rischi.
    In virtù di questo discorso, per me è lecito considerare determinati Hw (come i server) come accessori dei beni 4.0 ed includerli nell’agevolazione al 250%.
    Sono molto interessato a conoscere il suo parere e per questo la ringrazio in anticipo.

    Saluti

    Risposta
  • 2 marzo 2018 in 13:18
    Permalink

    Grazie per la sua pronta risposta,
    condivido pienamente sulla miopia legata a questo aspetto. Per me un ulteriore elemento di riflessione è dato dal fatto che le perizie giurate dovrebbero riguardare non il singolo bene, bensì tutto il processo 4.0, che inevitabilmente avrà una pluralità di beni e tecnologie digitali. Ecco, se si ragiona in tal senso, è impossibile non considerare gli Hw come accessori dell’insieme dei beni 4.0.
    La ringrazio nuovamente per il suo parere, che è stato molto prezioso.

    Risposta
    • 2 marzo 2018 in 13:38
      Permalink

      Solo per precisare che le perizie possono essere fatte per singolo bene o per una pluralità di beni. La seconda opzione è consigliabile quando, appunto, c’è un sistema di interconnessione sostanzialmente unico per tutte le parti. A quel punto la parte “infrastrutturale” la si descrive una sola volta e la si collega alle varie unità iperammortizzabili.

      Risposta
  • 2 marzo 2018 in 14:42
    Permalink

    Concordo pienamente.
    Di nuovo grazie.
    Saluti

    Risposta
  • 5 marzo 2018 in 10:31
    Permalink

    Buongiorno Sig. Canna,
    avrei bisogno di un chiarimento relativamente ai termini temporali, successivamente alla proroga per gli iperammortamenti.
    Un investimento per il quale è stato versato l’acconto del 20% entro il 31/12/2017 deve rispettare la scadenza per l’interconnessione del 30/9/2018 o viene prorogata al 31/12/2019?
    La ringrazio.

    Risposta
  • Pingback:Iperammortamento, oltre 1200 richieste di pareri tecnici: il Ministero in tilt - Innovation Post

  • 5 aprile 2018 in 14:57
    Permalink

    Buongiorno Sig. Canna,
    è corretto affermare che se un robot è controllabile da remoto e quindi è possiblie monitorarlo, di fatto è interconnesso?
    Per quanto riguarda l’integrazione automatizzata, il fatto che un macchinario sia collegato ad un secondo macchinario con nastro trasportatore, è sufficiente?
    Grazie

    Risposta
    • 5 aprile 2018 in 18:02
      Permalink

      La definizione di interconnessione fornita dall’Agenzia delle Entrate e dal MISE prevede che il dispositivo
      1) scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
      2) sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).
      Se può essere controllato da remoto credo ricorrano queste due condizioni.
      Quanto all’integrazione, deve essere o con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo. Nel primo caso – ha detto il MISE – si può intendere sia una integrazione fisica che informativa. Quindi vi rientrano i casi “in cui la macchina/impianto sia asservita o in input o in output da un sistema di movimentazione/handling automatizzato o semiautomatizzato (ad es. rulliera, AGVs, sistemi aerei, robot, carroponte, ecc.) che sia a sua volta integrato con un altro elemento della fabbrica (ad es. un magazzino, un buffer o un’altra macchina/impianto, ecc)”.

      Risposta
  • 13 aprile 2018 in 14:44
    Permalink

    Buon giorno,
    le spiego la situazione, abbiamo dei macchinari che stanno già usufruendo dell’iperammortamento, ma non ne siamo soddisfatti. Questi verranno venduti e sostituiti con dei nuovi di valore maggiore.

    Non riesco a capire per quale motivo devo far passare i nuovi macchinari come una sostituzione perdendo del capitale, quando potrei aprire una nuova “pratica” e usufruire anche sui nuovi macchinari dell’iperammortamento per il loro intero valore.
    Al riguardo non viene detto molto, perché ci sono informazioni solo per sostituzione di macchinari con valore inferiore a quelli di partenza.

    Qual è il discriminante tra:
    caso 1 vendita e sostituzione
    caso 2 vendita e acquisto di nuovi beni

    Risposta
    • 13 aprile 2018 in 14:55
      Permalink

      Non capisco il punto: se lei ha pagato i vecchi macchinari 80 e i nuovi costano 100, con la sostituzione fuirà dell’iperammortamento sui 20 aggiuntivi senza perdere il beneficio che sta fruendo sui vecchi.
      Certo, se vuole può fare una nuova pratica sui nuovi. Ma vendendo i vecchi perderà i vantaggi relativi e il risultato sarà lo stesso e identico.

      Risposta
    • 13 aprile 2018 in 15:33
      Permalink

      Adesso ho capito bene la questione, mi scusi. E nella fretta prima ho scritto una vera e propria fesseria, perché in effetti la legge pone come limite di fruizione l’importo originariamente fruibile. Ma nel suo caso questo non ha importanza. Provo a spiegarmi meglio e con maggiore precisione.
      L’idea alla base della normativa per la sostituzione che ha letto su quel sito (e trova trascritta qui https://www.innovationpost.it/2017/12/24/la-manovra-2018-legge-testi-definitivi-le-misure-industria-impresa-4-0/) è garantire la fruizione dell’iperammortamento – nei limiti di quanto originariamente fruibile – anche in caso di sostituzione nel corso della durata dell’iperammortamento. È una norma che tutela chi, per esempio nel 2020, al terzo anno di fruizione dell’incentivo, sostituisce il bene. Senza questa norma PERDEREBBE l’incentivo sulle quote di ammortamento non ancora maturate. Questa norma invece lo fa salvo.
      Nel suo caso invece, effettuando l’investimento nel 2018, quando l’iperammortamento c’è ancora, dovrà semplicemente vendere il vecchio bene, perdendo le quote non fruite, e avviare la nuova pratica sul nuovo macchinario. Spero di essere stato chiaro e mi scuso ancora per l’errore e la superficialità della risposta precedente.

      Risposta
      • 13 aprile 2018 in 16:38
        Permalink

        E’ stato chiarissimo! La ringrazio, sia per le info che mi ha fornito sia per la velocità delle risposte.

        Risposta
  • Pingback:Iperammortamento: in arrivo la circolare ministeriale con le nuove FAQ - Innovation Post

  • 14 maggio 2018 in 16:46
    Permalink

    Buonasera,
    in riferimento all’iperammortamento, gli impianti di servizio di un macchinario interconesso indispensabili per il suo funzionamento (ad esempio: impianto elettrico, impianto di rete, impianto gas e/o acqua) possono anch’essi rientrare nell’iperammortamento? Qualora non fosse possibile, possono almeno rientrare tra i beni strumentali del super ammortamento?
    Grazie.
    Saluti,

    Luca

    Risposta
    • 14 maggio 2018 in 16:49
      Permalink

      Buongiorno, gli impianti di servizio possono rientrare tra gli oneri accessori solo se sono al servizio del nuovo macchinario. In tal caso, entro un massimo del 5% del totale, possono essere iperammortizzati con la macchina.

      Risposta
  • 15 maggio 2018 in 9:35
    Permalink

    Buongiorno Dott. Canna,
    e grazie per la celera risposta. Altro dubbio è il costo del bene su cui calcolare l’agevolazione del super/iper ammortamento: è possibile considerare anche le spese di trasporto, installazione collaudo e validazione, vista la complessità dei macchinari/impianti acquistati?

    Risposta
    • 15 maggio 2018 in 9:44
      Permalink

      Vale la risposta di sopra: possono essere considerati costi accessori, ammessi nella misura massima del 5% del totale. Sono esplicitamente escluse, però, le spese per la perizia.

      Risposta
  • Pingback:Iperammortamento, le nuove FAQ del Ministero: ok a distributori automatici e sistemi di gestione dell'aria compressa - Innovation Post

  • 20 giugno 2018 in 16:16
    Permalink

    Salve, mi occupo di automazioni industriali e in questo momento sono alle prese con un caso molto particolare, che così com’è esula dai chiarimenti sia del MISE sia di Telefisco.
    Un nostro nuovo cliente ha effettuato un ordine presso il loro fornitore di macchine nuove entro il 31 12 2017. Ha anche (ovviamente) pagato l’acconto. Ora, a giugno 2018, ci contatta affinché provvediamo (è la nostra specializzazione ) a progettare e effettuare l’interconnessione.
    Ho però un dubbio: avendo fatto l’ordine della macchina nuova nel 2017, mi sovviene che lui non possa ora fare un ulteriore ordine per l’interconnessione.
    Ossia: questo non è il caso di un ordine fatto ma non pagato al 20% (nel qual caso la risposta del Mise è chiarissima).
    Qui manca proprio un ordine (quella della interconnessione ) fatto nel 2017. Vorrei capire se per estensione si possa considerare il periodo 2017 – 2018 come fosse un tutt’uno oppure, come temo, questo sia un caso in cui il cliente perde qualunque agevolazione (la macchina in sè non si avvicina neanche ad essere una 4.0 senza l’interconnessione, come peraltro chiarito fortunatamente dal MISE)

    Risposta
    • 20 giugno 2018 in 16:26
      Permalink

      Buongiorno D.V., rispondo per quello che ho capito e cioè: l’ordine con acconto è stato fatto nel 2017; nel corso del 2018 la macchina viene saldata, consegnata e interconnessa. Si tratta di un caso regolarissimo: il cliente ha diritto a fruire dell’iperammortamento a partire dall’anno in cui avviene l’interconnessione, che in questo caso è anche lo stesso in cui avviene la consegna e il saldo del bene, cioè il 2018. Da nessuna parte è richiesto che sussista un “ordine” per l’interconnessione, tantomeno che quest’ordine avvenisse entro il 31/12/2017. Tra l’altro con la proroga al 31/12/2018 la condizione dell’acconto versato entro il 31/12/2017 è di fatto venuta meno.

      Risposta
  • 20 giugno 2018 in 17:02
    Permalink

    Perfetto, in effetti – ripensandoci – forse ho avuto scrupoli inesistenti. La ringrazio anche per la risposta velocissima.
    Buona serata!

    Risposta
  • 9 agosto 2018 in 11:42
    Permalink

    Siamo costruttori di macchine per il packaging, e avremmo la necessità di conoscere , ai fini Industry 4.0, quanto segue:
    nel caso di ritardi di consegna per macchinari con un ordine ricevuto e acconto pagato a dicembre 2017, se non rispettato il termine del 30 settembre 2018, viene escluso dai benefici Industry 4.0 ?
    Grazie mille per la gradita risposta.

    Risposta
  • 9 agosto 2018 in 12:02
    Permalink

    Il nuovo termine per le consegne è il 31/12/2019 e si tratta di una proroga, quindi si applica anche ai contratti 2017

    Risposta
  • 22 settembre 2018 in 12:51
    Permalink

    Buongiorno Dott. Canna
    È corretto secondo lei affermare che, grazie all’ipermortamento, il bene viene a costare al cliente circa il 30% del valore fatturato?

    La ringrazio in anticipo per la cortese attenzione

    Cordialità

    Risposta
    • 22 settembre 2018 in 13:47
      Permalink

      Buongiorno Luca, assolutamente NO. Il beneficio dell’iperammortamento si traduce in un risparmio del 36% sul prezzo del bene. Sommandovi anche la Sabatini si può arrivare a un 47% circa.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest