Carrelli elevatori: quando possono accedere all’iperammortamento?

di Paolo Gianoglio, direttore HR e Relazioni Esterne e responsabile progetto Industria 4.0 e iperammortamento di ICIM


Il carrello elevatore è un bene espressamente citato dalla circolare 4/E del 30 marzo 2017 tra quelli della categoria macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici)

Ma per accedere effettivamente all’iperammortamento è necessario che siano soddisfatti i requisiti di interconnessione e integrazione logistica.

Paolo Gianoglio

Il primo requisito prevede l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program. È opportuno specificare che, anche nel caso in cui il carrello sia dotato di un terminale che riceve informazioni dal sistema gestionale o dal Warehouse Management System dell’azienda utilizzatrice, il requisito è soddisfatto se tali informazioni sono indirizzate alla logica (PLC) del carrello e ne influenzano il funzionamento, e non semplicemente inviate all’operatore che manovra il carrello. Possono invece essere considerate istruzioni provenienti da un sistema informatico di fabbrica tutte quelle impostazioni che inibiscono l’utilizzo del carrello ad uno o più operatori, oppure che ne limitano l’utilizzo (es. con limiti di velocità, peso del carico, altezza di sollevamento) in funzione del conduttore, oppure che inibiscono l’accesso a determinate aree dello stabilimento o limitano la velocità che può essere raggiunta in determinate aree.


Il secondo requisito prevede teoricamente tre possibili modalità per risultare soddisfatto. L’integrazione automatizzata può infatti avvenire:

Con il sistema logistico della fabbrica: in questo caso il carrello deve prevedere la tracciabilità dei prodotti/lotti movimentati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati (p.e. codici a barre, tag RFID, ecc.) che permettano al sistema di gestione della logistica di fabbrica di registrare l’avanzamento, la posizione o altre informazioni di natura logistica dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo; si sottolinea che l’oggetto del tracciamento sono i beni oggetto della produzione e non la flotta dei carrelli.

Con la rete di fornitura: in questo caso si intende che la macchina/impianto sia in grado di scambiare dati (ad es. gestione degli ordini, dei lotti, delle date di consegna, ecc.) con altre macchine o più in generale, con i sistemi informativi, della rete di fornitura nella quale questa è inserita. Per rete di fornitura si deve intendere sia un fornitore a monte che un cliente a valle; anche in questo caso l’oggetto dello scambio dei dati sono i beni di produzione e non sono quindi valide soluzioni che trasmettono p.es. al fornitore del carrello dati sul funzionamento dello stesso.

Con altre macchine del ciclo produttivo: in questo caso si intende che la macchina in oggetto sia integrata in una logica di integrazione e comunicazione M2M con un’altra macchina/impianto a monte e/o a valle (si richiama l’attenzione sul fatto che si parla di integrazione informativa, cioè scambio di dati o segnali, e non logistica già ricompresa nei casi precedenti). Non può a nostro avviso essere considerato collegamento M2M un sistema anticollisione tra due mezzi, le cui finalità non sono di carattere produttivo ma solo di sicurezza. Il collegamento non è pertanto funzionale alla produzione, ma prevede l’intervento solo nel caso di pericolo, segnalando un allarme oppure, in casi particolari, agendo sulla velocità del carrello. La circolare 4/E, richiamando il collegamento con altra macchina/impianto a monte e/o a valle, esplicita molto chiaramente la logica del flusso del processo produttivo cui occorre riferirsi per una corretta interpretazione del requisito.

A conclusione, occorre sottolineare che godono dell’iperammortamento tutti i sistemi che possono essere inseriti o montati su carrelli nuovi ed esistenti e che possano essere considerati appartenenti alla categoria interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che supportano l’operatore in termini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

In questo caso, posto che è necessario che il dispositivo sia comunque interconnesso, l’iperammortamento varrà unicamente per il valore dell’interfaccia e non dell’intero carrello.

Dispositivi a guida automatica o semiautomatica

La recente circolare 23 maggio 2018, n. 177355 del MISE ha affrontato il tema della guida automatica e semiautomatica richiesta per taluni beni ricompresi nella voce “macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione…” precisando che tale caratteristica non costituisce un autonomo e ulteriore requisito rispetto a quelli richiesti dalla disciplina agevolativa, bensì una caratteristica tecnologica o, in altri termini, una modalità attraverso la quale per le “macchine mobili” in questione si considerano realizzati i requisiti della interconnessione e dell’integrazione automatizzata.

Si ritiene che per la corretta interpretazione di questa precisazione sia opportuno specificare che il requisito di “interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura” è in ogni caso necessario seppure ricompreso all’interno del requisito di guida automatica o semiautomatica. Posto infatti che il requisito di interconnessione deve essere attestato dalla dichiarazione del legale rappresentante o dalla perizia/attestazione, e che quindi si tratta di requisito imprescindibile, la precisazione è necessaria in quanto sono disponibili soluzioni di dispositivi a guida automatica o semiautomatica il cui funzionamento prescinde dall’interconnessione.

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