Il competence center bolognese Bi-Rex ai blocchi di partenza

C’è il soggetto giuridico che si occuperà della gestione del progetto, con un comitato di indirizzo e un comitato esecutivo a trazione industriale, e ci sono i fondi pubblici – 9,2 milioni di euro – che arriveranno dal Ministero dello Sviluppo Economico. Entro maggio, potrebbero esserci già i nomi del direttore generale e del responsabile della formazione e, a settembre, potrebbero già entrare i primi macchinari all’interno dei locali della fondazione Golinelli che ospiterà il competence center Bi-Rex per iniziare già a fine anno, la produzione.

A raccontare tutte le novità del centro di competenza, uno degli otto che sono stati costituiti in Italia, Domenico Bambi (Sacmi), Presidente del Comitato Esecutivo di Bi-Rex, che ha partecipato alla tavola rotonda “Packaging 4.0: efficienza e flessibilità al servizio della mass customization”, organizzata a Bologna, la packaging valley italiana, da Messe Frankfurt Italia in preparazione di SPS Italia 2019.

SPS Italia, l’appuntamento di riferimento per il comparto manifatturiero italiano, che si terrà alla fiera di Parma dal 28 al 30 maggio, infatti, dedicherà la tavola rotonda iniziale proprio al tema dei competence center, che, nei progetti del Ministero per lo sviluppo economico, sono  uno dei motori della trasformazione digitale della nostra industria. Tra i primi a partire proprio il competence center dell’Emilia Romagna che ha dato vita, a dicembre, a un consorzio che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra Università, Centri di Ricerca e Imprese.

24 milioni per formazione e progetti di sviluppo

Il centro, fortemente radicato nel territorio emilianoromagnolo, ma con attività estese anche ad altre regioni, parte, dicevamo, con una dote pubblica di 9,2 milioni di euro, frutto della negoziazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, che si aggiungono agli oltre 15 milioni di euro di investimento dei partner privati per un totale che supera i 24 milioni.

“Tra le 57 realtà del consorzio abbiamo, oltre alle istituzioni, un trentina di grandi industrie – spiega Bambi – ma anche 12 più piccole perché il Ministero ha chiesto di portare nel circolo virtuoso delle tecnologie abilitanti 4.0 anche le piccole e medie imprese”.  Oltre a queste imprese, suddivise tra 28 end user e 17 provider, fanno parte del consorzio anche una banca, un’azienda di gestione personale, una di consulenza. 


“La nostra visione olistica – prosegue Bambi – impone di dare a ogni azienda ciò di cui ha bisogno, che può essere una tecnologia abilitante, ma anche una consulenza su come formare il proprio personale”. Consulenza e formazione, inoltre, sono due delle linee di business del competence center e verranno sviluppate sia in modo tradizionale che attraverso la “linea pilota”. Anche perché “Se il progetto vuole sopravvivere oltre i tre anni – continua Bambi – deve essere interessante per le aziende, offrendo una consulenza che permetta alle aziende di uscire da un momento di crisi anche facendo cogliere opportunità a cui sarebbe difficile accedere da soli”. 

Domenico Bambi intervistato da Franco Canna, direttore di Innovation Post

La governance: pari opportunità tra pubblico e privato

La scelta della governance per Bi-Rex è stata quella di dare pari opportunità ai soggetti pubblici e quelli privati, attraverso la creazione di due organi di controllo, che, comunque, rispondono all’assemblea dei soci. “L’assemblea, che vede 57 rappresentati tutti i consorziati – spiega Bambi – ha eletto il comitato di indirizzo, che determina la strategia di sviluppo dei competence center, e il comitato esecutivo, che ha la responsabilità della gestione ordinaria e straordinaria del consorzio per ottenere gli obiettivi che abbiamo detto essere il trasferimento tecnologico e trascinare le Pmi nel circolo virtuoso di industria 4.0”.

Due organi che vedono rappresentate le diverse anime del consorzio in modo molto equilibrato. “Nel comitato esecutivo, composto da tre persone della componente pubblica e tre del privato – spiega – è stato deciso di lasciare la predominanza, e quindi la presidenza, al privato. In caso di parità, infatti, vince il voto del presidente. Nel comitato di indirizzo, invece, ci sono 20 persone, a rappresentare i 57 membri del consorzio, 10 espressione della parte pubblica e 10 del privato, ma il presidente è espressione della componente pubblica”.


I progetti per far crescere le imprese

Con 5,4 milioni potranno partire una trentina i progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale messi a punto da Bi-Rex che saranno focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data. Le imprese, quindi, attraverso il Competence Center potranno realizzare nuovi prodotti e processi, o migliorare quelli esistenti, tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.

“Il Ministero ha chiesto a ogni centro una specializzazione e noi abbiamo scelto il manufacturing – sottolinea Bambi – perché siamo persone che guadagnano facendo pezzi di ferro che poi diventano altro, e perché il manufatto è il nostro saper fare”.

La decisione, quindi, è stata quella di puntare sull’addictive manufacturing con metalli e polimeri attraverso tutte le tecnologie innovative, ma anche integrandosi con le lavorazioni tradizionali visto che: “La finitura superficiale dell’addicting manifacturing – spiega – non è tale da poter essere utilizzata con molte applicazioni.  Pensiamo a un’integrazione anche orizzontale della  produzione, con le macchine che parlano tra loro, e poi stiamo progettando macchine con una forte componente sensoristica che, attraverso i big data possa ottimizzare al massimo il processo produttivo”.

La roadmap di Bi-Rex: entro fine anno al via la produzione

Il Competence Center dell’Emilia Romagna, che era stato il primo a partire, già a dicembre dello scorso anno, punta a mantenere questo primato e, entro il 2019, potrebbe già avviare la produzione. “Contiamo di mettere dentro le prime macchine tra settembre e ottobre – sottolinea Bambi – e  pensiamo di iniziare a fare produzione entro fine anno. Per la formazione, invece, dobbiamo aspettare che sia pronto l’impianto pilota ma siamo già pronti a lavorare lavorare sulla valutazione della maturità digitale delle aziende, che è una delle cose che il competence center deve fare. Per questo motivo pensiamo che la persona che si dovrà occupare di formazione e consulenza sarà la seconda che assumeremo, subito dopo il direttore generale”. 

Dal punto di vista operativo, quindi, il lavoro del Competence Center prosegue a ritmi serrati e, a breve, inizieranno anche i workshop interni per iniziare a valutare una trentina di progetti che sono quelli che saranno cofinanziati con il Mise. “Pensiamo di emettere i primi bandi di evidenza pubblica prima delle ferie e stiamo accelerando molto i tempi”.

Bi-Rex, il competence center dell’Emilia Romagna, è quindi pronto per accendere i motori e dare il via a tutte quelle operazioni necessarie per dare una spinta alle imprese verso il traguardo di Industria 4.0. “Abbiamo già il nome, logo, la casa, l’identità, i principi comuni – conclude Bambi – che sono tutto ciò che serve per iniziare a muoverci”. 

I nuovi locali della Fondazione Golinelli dove sorgerà il Competence Center Bi-Rex

 

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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