Innovazione, l’Europa supera gli USA, ma l’Italia zoppica ancora

L’innovazione è un fattore cruciale per la crescita e l’occupazione. Circa i due terzi della crescita economica dell’Europa negli ultimi decenni sono dovuti all’innovazione. Ogni euro investito dal programma europeo di ricerca e innovazione Horizon Europe può potenzialmente generare un rendimento fino a 11 euro del PIL in 25 anni. Gli investimenti in ricerca e innovazione possono generare fino a 100.000 nuovi posti di lavoro nelle attività di ricerca e innovazione tra il 2021 e il 2027.

Per misurare il grado di innovazione dei diversi Paesi dell’Unione, la Commissione Europea ha realizzato un report intitolato “Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2019”. Nel suo complesso l’Unione migliora le proprie “performance” scavalcando gli Stati Uniti, mentre l’Italia si piazza diciottesima su ventotto Paesi europei e rientra nel novero degli innovatori moderati.

L’European Innovation Scoreboard

L’European Innovation Scoreboard distingue quattro tipi di indicatori e dieci dimensioni dell’innovazione: quadro di riferimento delle condizioni (risorse umane, sistema di ricerca, ambiente innovation-friendly), Investimenti (finanza e supporto, investimenti delle aziende), Attività di innovazione (Innovatori, collegamenti in rete e asset intellettuali) e Impatti (su occupazione e vendite), a loro volta suddivisi in diversi sottoindicatori (complessivamente sono 27 indicatori).

Sebbene il dato italiano non sia incoraggiante, a livello continentale la situazione è più ottimistica: l’Unione europea per la prima volta ha superato gli Stati Uniti e resta avanti anche a Brasile, India, Russia e Sud Africa. L’UE ha però perso terreno rispetto al Giappone e alla Corea del Sud (è indietro anche rispetto a Canada e Australia) e deve guardarsi le spalle dalla Cina, che sta crescendo a una velocità tripla rispetto al tasso di innovazione dell’UE.

La situazione europea e quella italiana

È il quarto anno consecutivo che l’Unione Europea registra una crescita positiva sul tema dell’innovazione. Tuttavia – dice la Commissione – non bisogna sottovalutare la necessità di continuare a lavorare per rimanere competitivi sul mercato a livello mondiale, dove sembra aumentare la distanza con Corea del Sud e Giappone.


“Innovazione significa crescita e occupazione per il futuro. Sono lieto di constatare i progressi generali nell’UE. Tuttavia, per proseguire nella corsa mondiale, sia l’UE che i nostri Stati membri devono continuare a investire e sviluppare le giuste politiche per favorire l’innovazione”, ha commentato Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione.

La Svezia è il leader dell’innovazione nell’UE nel 2019, seguita da Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi. Il Regno Unito e il Lussemburgo sono scesi dal rango più alto di “leader dell’innovazione” al gruppo degli “innovatori forti”, mentre l’Estonia entra a far parte di questo gruppo per la prima volta. L’Italia si posiziona sotto la media europea.

In Italia i punti di forza, secondo la Commissione europea, sono il sistema attrattivo per la ricerca, le risorse intellettuali, mentre i punti deboli sono i finanziamenti alle PMI e le risorse umane, con problemi relativi al numero di soggetti laureati e fondi privati e pubblici per la ricerca.


Il quadro regionale italiano

A livello regionale, l’unica area classificata come innovatore forte è il Friuli Venezia Giulia che, nella classifica di tutte le regioni europee, è centoduesima su duecentoquaranta. Ci sono poi otto Regioni classificate come Innovatori Moderati+, sette Innovatori Moderati e cinque Innovatori Moderati-. Maglia nera a Calabria e Sardegna, ultime tra le regioni italiane.

I maggiori miglioramenti sono però quelli dell’Abruzzo e della Basilicata. Anche Marche, Umbria, Molise, Campania ed Emilia Romagna migliorano a doppia cifra.

Questa la situazione del Regional Innovation Index (RII):

Regione RII Classifica Gruppo Variazione
Friuli-Venezia Giulia 92.6 102 Strong – 7.7
Emilia-Romagna 89.1 113 Moderate + 11.1
Lombardia 86.6 118 Moderate + 8.0
Veneto 84.9 123 Moderate + 7.7
Provincia Autonoma Trento 82.1 127 Moderate + 11.0
Marche 81.2 128 Moderate + 12.9
Piemonte 79.8 131 Moderate + 5.6
Umbria 79.5 134 Moderate + 12.4
Toscana 79.1 136 Moderate + 11.1
Lazio 74.3 147 Moderate 1.4
Abruzzo 69.8 156 Moderate 15.3
Provincia Autonoma Bolzano/Bozen 68.0 159 Moderate 3.1
Liguria 67.7 160 Moderate 8.9
Campania 63.3 168 Moderate 11.3
Basilicata 62.7 169 Moderate 15.0
Puglia 61.2 171 Moderate 5.3
Molise 57.4 181 Moderate – 12.5
Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 57.1 184 Moderate – 2.6
Sicilia 56.5 187 Moderate – 6.7
Calabria 51.1 203 Moderate – 7.6
Sardegna 51.1 204 Moderate – 0.3

Nel report regionale italiano ci sono le schede di tutte le regioni con grafici che rappresentano la situazione relativamente ai diversi parametri. Questo, ad esempio è il grafico relativo alla Lombardia.

Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

Nicoletta Pisanu ha 482 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Nicoletta Pisanu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest