Nuovi crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, ecco quando convengono e quando no

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sono ormai definitive le modifiche agli incentivi previsti dal piano Industria 4.0 – Impresa 4.0 nel segno della cosiddetta Transizione 4.0.

I commi dal 184 al 197 dispongono le nuove misure di incentivo per l’acquisto di beni strumentali. Come abbiamo più volte raccontato, ci sarà la sostituzione del superammortamento con un credito d’imposta al 6% (per investimenti fino a 2 milioni di euro) e la sostituzione dell’iperammortamento con un credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 2,5 milioni e al 20% per quelli di ammontare compreso tra 2,5 e 10 milioni. Gli investimenti in beni immateriali previsti dall’allegato B sono invece agevolati, entro un tetto di 700 mila euro, con un tax credit del 15%.

Abbiamo dedicato un ampio articolo a tutte le “ombre” del nuovo sistema di incentivi. Ve ne consigliamo la lettura. In estrema sintesi, tra i pro possiamo elencare la fruibilità anche dalle imprese che non hanno utile o che non usano il sistema degli ammortamenti, oltre alla maggiore velocità di fruizione per alcune tipologie di beni. Tra i contro il minor valore dei nuovi incentivi e la maggiore burocrazia: c’è da fare una comunicazione al ministero e farsi indicare i commi rilevanti in fattura.


Gli esempi che vedrete di seguito si soffermano sull’aspetto meramente quantitativo. Come vedete dal punto di vista numerico c’è un solo caso in cui il nuovo sistema è più conveniente, e cioè per gli investimenti puri in software fino a 1.100.000 euro. In tutti gli altri casi ci sono perdite che, in qualche caso, non sono significative, in altri sì. E ora spazio ai nostri 10 esempi a cui aggiungiamo due simulazioni ibride per investimenti misti da 500 mila e 720 mila euro (vi consigliamo di leggerle, sono gli esempi 11 e 12).

Esempio 1 – Investimento di 100.000 euro

  • Bene strumentale semplice

Si applica il nuovo credito d’imposta al 6%. Il vantaggio con il nuovo sistema è quindi di 6.000 euro e si recupera in 5 rate da 1200 euro a partire dal 2021 (non è ancora chiaro se effettivamente già da gennaio, come sostiene il Governo, oppure dal decimo giorno successivo a quello della dichiarazione dei redditi).

Con il superammortamento il vantaggio è di 7.200 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 720 euro il primo anno, 1440 per gli anni dal secondo al quinto, e 720 euro il sesto anno.

  • Bene 4.0

Credito d’imposta al 40%. Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 40.000 euro e si recupera in 5 rate da 8.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento il vantaggio è di 40.800 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 4.080 euro il primo anno, 8.160 euro per gli anni dal secondo al quinto, e 4.080 euro il sesto anno.

  • Software

Se l’investimento fosse in software, il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 15.000 euro e si recupera in 3 rate da 5.000 euro a partire dal 2021.

Con il vecchio sistema il vantaggio è di 9.600 euro e il recupero avverrebbe così: un beneficio di 2.400 euro il primo anno, 4.800 euro il secondo e 2.400 euro il terzo anno.

Esempio 2 – Investimento di 1.000.000 euro

  • Bene strumentale semplice

Il vantaggio con il nuovo sistema è quindi di 60.000 euro e si recupera in 5 rate da 12.000 euro a partire dal 2021.

Con il superammortamento il vantaggio è di 72.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 7.200 euro il primo anno, 14.400 per gli anni dal secondo al quinto, e 7.200 euro il sesto anno.

 

  • Bene 4.0

Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 400.000 euro e si recupera in 5 rate da 80.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento il vantaggio è di 408.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 40.800 euro il primo anno, 81.600 euro per gli anni dal secondo al quinto, e 40.800 euro il sesto anno.

  • Software

Se l’investimento fosse in software, il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 105.000 euro (scatta il limite dei 700.000 euro) e si recupera in 3 rate da 35.000 euro a partire dal 2021.

Con il vecchio sistema il vantaggio è di 96.000 euro e il recupero avverrebbe così: un beneficio di 24.000 euro il primo anno, 48.000 euro il secondo e 24.000 euro il terzo anno.

Esempio 3 – Investimento di 1.100.000 euro

Riportiamo questo esempio perché sopra il livello di 1.100.000 euro il vecchio sistema è più conveniente del nuovo anche per il software.

Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe infatti fermo a 105.000 euro (per il limite dei 700.000 euro) e si recupera in 3 rate da 35.000 euro a partire dal 2021.

Con il vecchio sistema il vantaggio è di 105.600 euro e il recupero avverrebbe così: un beneficio di 26.400 euro il primo anno, 52.800 euro il secondo e 26.400 euro il terzo anno.

Esempio 4 – Investimento di 2.000.000

  • Bene strumentale semplice

Con un investimento di 2.000.000 il vantaggio con il nuovo sistema raggiunge il suo massimo di 120.000 euro e si recupera in 5 rate da 24.000 euro a partire dal 2021.

Con il superammortamento il vantaggio è di 144.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 14.400 euro il primo anno, 28.800 per gli anni dal secondo al quinto, e 14.400 euro il sesto anno.

  • Bene 4.0

Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 800.000 euro e si recupera in 5 rate da 160.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento il vantaggio è di 816.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 81.600 euro il primo anno, 163.200 euro per gli anni dal secondo al quinto, e 81.600 euro il sesto anno.

  • Software

Se l’investimento fosse in software, il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 105.000 euro (scatta il limite dei 700.000 euro) e si recupera in 3 rate da 35.000 euro a partire dal 2021.

Con il vecchio sistema il vantaggio è di 192.000 euro e il recupero avverrebbe così: un beneficio di 48.000 euro il primo anno, 96.000 euro il secondo e 48.000 euro il terzo anno. Nei prossimi esempi trascureremo il software sia perché investimenti multimilionari sono rari, sia perché la dinamica dovrebbe ormai essere chiara.

Esempio 5 – Investimento di 2.500.000

  • Bene strumentale semplice

Con un investimento di 2.500.000 si ottiene il massimo possibile dal superammortamento attuale, mentre si è già oltre la soglia dei 2.000.000 del nuovo sistema.

Il vantaggio con il nuovo sistema resta quindi a 120.000 euro e si recupera in 5 rate da 24.000 euro a partire dal 2021.

Con il superammortamento il vantaggio è di 180.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 18.000 euro il primo anno, 36.000 per gli anni dal secondo al quinto, e 18.000 euro il sesto anno.

  • Bene 4.0

I 2,5 milioni rappresentano il massimo valore incentivabile all’aliquota più alta sia per il nuovo sistema che per l’iperammortamento.

Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe di 1.000.000 euro e si recupera in 5 rate da 200.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento il vantaggio è di 1.020.000 euro e il tempo di recupero dipende dal coefficiente di ammortamento. Se, per esempio, fosse del 20%, il piano prevederebbe un beneficio di 102.000 euro il primo anno, 204.000 euro per gli anni dal secondo al quinto, e 102.000 euro il sesto anno.

Esempio 6 – Investimento di 3.000.000

  • Bene strumentale semplice

Siamo oltre le soglie sia di superammortamento che di credito d’imposta, quindi i valori restano gli stessi dell’esempio precedente: il vantaggio con il nuovo sistema resta di 120.000 euro, mentre con il superammortamento il vantaggio resta a 180.000 euro.

  • Bene 4.0

Con il nuovo sistema sui primi 2,5 milioni si ha il vantaggio del 40% e sul resto il 20%. Il vantaggio con il nuovo sistema sarebbe quindi  1.100.000 euro e si recupera in 5 rate da 220.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento sui primi 2,5 milioni si ha l’aliquota al 270% (vantaggio del 40,8%) e sul resto al 200% (vantaggio del 24%). Il vantaggio complessivo è di 1.140.000 euro.

Esempio 7 – Investimento di 5.000.000

  • Bene strumentale semplice

Siamo oltre le soglie sia di superammortamento che di credito d’imposta, quindi i valori restano gli stessi dell’esempio precedente (d’ora in poi non riporteremo più questo caso): il vantaggio con il nuovo sistema resta di 120.000 euro, mentre con il superammortamento il vantaggio resta a 180.000 euro.

  • Bene 4.0

Il vantaggio con il nuovo sistema è di 1.500.000 euro e si recupera in 5 rate da 300.000 euro a partire dal 2021.

Con l’iperammortamento il vantaggio complessivo è di 1.620.000 euro.

Esempio 8 – Investimento di 10.000.000

  • Bene 4.0

Arriviamo al limite del nuovo sistema, che per un investimento di 10.000.000 di euro offre un vantaggio di 2.500.000 euro.

A questo livello di investimento il vecchio iperammortamento offrirebbe un vantaggio di 2.820.000 euro.

Esempio 9 – Investimento di 15.000.000

  • Bene 4.0

Con il nuovo sistema il vantaggio resta al suo massimo, cioè 2.500.000 euro.

A questo livello di investimento il vecchio iperammortamento continua a offrire vantaggi: tra i 10 e i 20 milioni l’aliquota è però del 150%, corrispondente a un vantaggio del 12%. Per 15 milioni il vantaggio complessivo sarebbe di 3.420.000 euro.

Esempio 10 – Investimento di 15.000.000

  • Bene 4.0

Con il nuovo sistema il vantaggio resta al suo massimo, cioè 2.500.000 euro.

A questo livello di investimento il vecchio iperammortamento offre il suo massimo vantaggio pari a 4.020.000 euro.

Esempio 11 – Investimenti misti per 500.000 euro

Supponiamo che un’azienda investa 100.000 euro in un bene semplice, 350.000 in un bene 4.0 e 50.000 euro in software. Qual è il vantaggio complessivo con il nuovo e il vecchio scenario?

Con nuovo sistema il vantaggio è 6.000 + 140.000 + 7.500 = 153.500 euro.

Con il vecchio sistema il vantaggio è  7.200 + 142.800 + 4.800 = 154.800 euro.

Si noti che con il vecchio sistema il vantaggio sul software è attivabile solo se c’è un investimento almeno in un bene materiale 4.0, altrimenti si perde del tutto.

Esempio 12 – Investimenti misti per 720.000 euro

Supponiamo che un’azienda investa 500.000 euro in un bene semplice, 200.000 in un bene 4.0 e 20.000 euro in software.

Con nuovo sistema il vantaggio è 30.000 + 80.000 + 3.000 = 113.000 euro.

Con il vecchio sistema il vantaggio è  36.000 + 96.000 + 1.920 = 133.920 euro.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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2 pensieri riguardo “Nuovi crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, ecco quando convengono e quando no

  • 3 Gennaio 2020 in 15:49
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    Buongiorno Franco. A proposito dei commi rilevanti da riportare in fattura , non capisco quello che viene riportato nel comma 195 e cioè che nelle fatture debba essere riportato l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194. Una volta si era solito apporre un timbro sulla fattura cartacea dove veniva riportato (perchè richiesto) il tipo di agevolazione a cui era soggetta ed erano i controlli che si facevano in fase di rendicontazione di progetti agevolati. Ma adesso che la fattura è elettronica e che serve la perizia (giurata o meno) per usufruire dell’agevolazione dell’ex iperammortamento, com’è possibile chiedere al fornitore di apporre prima questa nota se poi, con analisi successiva e dopo l’interconnessione, il bene non rientra nell’allegato A? Mi viene il dubbio che chi abbia scritto questo comma abbia dimenticato che adesso la fattura è elettronica. Non mi sembri che funzioni questa procedura come riportata nella legge. Adesso dobbiamo aspettare chiarimenti al riguardo come al solito

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    • 3 Gennaio 2020 in 16:05
      Permalink

      Caro Giuseppe è la più grande fesseria del nuovo impianto legislativo. Ora bisogna chiedere al fornitore (pensa a un professionista che acquista un bene strumentale su un sito di e-commerce…) di aggiungere il riferimento al comma 188 per l’ex super, 189 per l’ex iper e 190 per il software. La dicitura non implica naturalmente alcuna assunzione di responsabilità da parte del venditore, il quale si limiterà a dire “Il cliente dichiara di effettuare questa operazione ai sensi dell’art. 184 della legge 160/2019”). Sarebbe stato MOLTO meglio imporre un bonifico parlante, che quanto meno era onere del compratore e non del venditore.

      Risposta

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