Governo al lavoro sul Decreto Semplificazioni, ecco le misure per le imprese e la green economy (c’è anche un ritocco alla Sabatini…)

Il decreto legge “Semplificazioni”, su cui è al lavoro il Governo, comprende anche un capitolo dedicato a rendere più agevoli le operazioni relative all’attività di impresa, all’ambiente e alla green economy.

La bozza del provvedimento, che abbiamo potuto visionare, sarà discussa con le forze di maggioranza e riassume i contenuti dell’ulteriore tassello che l’esecutivo metterà in campo per far fronte all’emergenza (sanitaria ed economica) da Covid-19: quello dedicato appunto alla semplificazione dei processi amministrativi (in primis su investimenti pubblici e Pubblica Amministrazione) riguardanti anche imprese e cittadini.

Si scopre così che è ad esempio previsto l’aumento del limite al di sotto del quale si prevede l’erogazione in unica soluzione delle agevolazioni disposte dalla Legge Sabatini, dedicata agli investimenti delle PMI in macchinari nuovi. Verranno inoltre rese più semplici le procedure di cancellazione dal registro delle imprese e per il recesso dalle società di persone.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa conterrà, stando all’ultima bozza, il decreto Semplificazioni.

Imprese, ambiente e green economy

Come si è detto, le agevolazioni previste dalla nuova Legge Sabatini sui finanziamenti dedicati all’acquisto di macchinari nuovi da parte delle PMI saranno ritoccate. Questa misura in particolare consente di ricevere dallo Stato un contributo del 2,75% (calcolato rispetto ad un preciso parametro convenzionale) per il pagamento degli interessi sui finanziamenti concessi dagli istituti di credito, aliquota che è maggiorata per l’acquisto di beni conformi al paradigma Industria 4.0 e altre situazioni specifiche.

L’attuale disciplina prevede che, per le domande di agevolazione presentate dall’1 maggio 2019 su finanziamenti fino a 100.000 euro, il contributo venga erogato in un’unica soluzione. È su questo tetto massimo che dovrebbe intervenire il decreto in esame, aumentandolo a quota 200.000 euro.

Si prevede poi che un decreto ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico semplifichi le misure della Legge Sabatini dedicate alle PMI del Mezzogiorno (introdotte con l’ultima legge di bilancio): attualmente per queste ultime il contributo è misurato su una percentuale maggiore, il 5,5%.

Nello stesso capitolo del decreto Semplificazioni si prevedono misure per favorire il “celere svolgimento dei lavori necessari alla realizzazione delle infrastrutture destinante alle comunicazioni elettroniche e di banda larga“.

Come anticipato, verranno semplificate le procedure di cancellazione dal registro delle imprese, per il recesso dalle società di persone “e per lo scioglimento degli enti cooperativi”. Il fine è infatti “assicurare che il registro delle imprese rappresenti fedelmente la realtà imprenditoriale operante sul territorio”.

Sul fronte degli incentivi, una norma dedicata alla Pubblica Amministrazione dovrebbe introdurre una “nuova forma di controllo concomitante” della Corte dei Conti per “rimediare le disfunzioni, le inerzie e le devianze attuative che sovente si riscontrano nei procedimenti aventi a oggetto l’erogazione di contributi o il trasferimento di risorse a soggetti pubblici o privati destinati al finanziamento di spese di investimento”.

Altri articoli riguarderanno semplificazioni per il monitoraggio degli investimenti pubblici, per i procedimenti del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) e per le erogazioni dei contributi Agea dedicati all’agricoltura.

Infine, per quanto riguarda le società quotate, nello statuto si potrà “prevedere aumenti dii capitale in deroga rispetto alla disciplina prevista dal codice civile”, mentre è ancora in fase di valutazione l’inserimento di una norma dedicata al voto plurimo.

Nel pacchetto dedicato alla green economy, è prevista innanzitutto la semplificazione degli interventi “su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile e di taluni nuovi impianti”, oltre ad un riordino degli incentivi. Si introduce poi “un meccanismo semplificato per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di Sace a favore di progetti del Green New Deal. Semplificata anche la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici. Lo scambio sul posto altrove dell’energia elettrica viene esteso anche ai piccoli Comuni fino a 20.000 abitanti.

Guardando invece alla sezione dedicata all’ambiente, la bozza analizza innanzitutto la lentezza burocratica connessa allo svolgimento della procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): i tempi per il pre-screening, la valutazione, la consultazione ed il provvedimento unico infatti possono allungarsi anche fino a 10 anni. Le proposte per far fronte a questo problema vanno in più direzioni: dall’obbligo di presentazione del progetto (di fattibilità o definitivo) fin dall’avvio del procedimento alla predisposizione di un soggetto che possa adottare il provvedimento entro un termine fissato “in caso di inerzia nella conclusione” dell’atto. Oppure far procedere i lavori della Conferenza di servizi in concomitanza con il procedimento di VIA, eliminando la consecutività delle due fasi.

Altre norme puntano a semplificare in tema di parchi nazionali (per la nomina del Presidente o per adottare il regolamento e il piano), sull’esecuzione di interventi per la messa in sicurezza delle dighe o su aree rientranti nel perimetro di terreni oggetto di bonifica. Si velocizzano anche i tempi di assegnazione dei fondi ai commissari e per l’aggiornamento dei Piani stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI).

Pubblica Amministrazione

Per quanto riguarda la PA, la misura più volte annunciata nel decreto Semplificazione è la limitazione del dolo nella responsabilità erariale alla sola chiave penalistica. La responsabilità del dolo inoltre, fino al 31 luglio 2021, è l’unica per le sole azioni, mentre per le omissioni rimane anche la colpa grave (si incentivano i dipendenti pubblici a “fare” piuttosto che “non fare”). Con lo stesso intento sarà definita meglio la disciplina dell’abuso d’ufficio, identificando nelle leggi o negli atti aventi forza di legge le regole di condotta da rispettare.

Nel decreto Semplificazioni ci sarà poi una serie di norme per proseguire la digitalizzazione della PA. Si va dall’accesso su mobile ai servizi digitali alla semplificazione del domicilio digitale dei cittadini, fino alla sostituzione della fotocopia della carta d’identità con la verifica di quest’ultima in formato digitale (tramite SPID e CIE).

Una piattaforma farà da strumento unico per notificare in digitale tutti gli atti della Pubblica Amministrazione, mentre le notifiche di quest’ultima via Pec saranno ulteriormente semplificate. L’utilizzo esclusivo della posta certificata nei rapporti tra imprese, professionisti e PA sarà semplificato e rafforzato. Le PA dovranno poter accedere e condividere liberamente i dati tramite l’interoperabilità delle banche dati. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati permetterà alle Pubbliche Amministrazioni di avere subito a disposizione le informazioni pubbliche dei cittadini, senza chiedere a questi i dati di cui sono già in possesso.

Semplificazione per opere pubbliche e edilizia privata

La parte più corposa del decreto Semplificazioni sarà dedicata ai contratti pubblici, per velocizzare fino al 31 luglio 2021 l’avvio o il proseguimento dei lavori, oltre ad incentivare gli investimenti pubblici.

Per quelli sotto le soglie comunitarie, si riducono a due dalle attuali cinque le modalità di affidamento dei contratti pubblici. Per quelli relativi a lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150.000 euro, si avrà l’affidamento diretto o l’amministrazione diretta. Per tutti gli altri, si applica la procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno cinque operatori (con rotazione degli inviti e individuazione in base ad indagini di mercato o elenchi di operatori economici).

Per i contratti sopra alle soglie comunitarie (o per specifiche opere di rilevanza nazionale), si applica la procedura ristretta o quella competitiva con negoziazione (con i termini ridotti). Per le opere di rilevanza nazionale (individuate da un DPCM) si utilizzerà la procedura negoziata e le stazioni appaltanti opereranno in deroga alle disposizioni di legge diverse da quella penale, quelle comunitarie e del codice antimafia. Per queste opere (sopra soglia e di interesse nazionale) saranno specificate le uniche ipotesi in cui è possibile sospendere i lavori, mentre si rende obbligatoria la costituzione del collegio consultivo tecnico (darà assistenza per risolvere rapidamente le controversie o le dispute tecniche).

La certificazione antimafia inoltre sarà rilasciata con procedura d’urgenza e verifiche ex post. Parallelamente si introducono i protocolli di legalità. La rapidità nella conclusione del contratto sarà garantita da un obbligo a rispettare i termini previsti dalla legge. Un fondo per la “prosecuzione delle opere pubbliche” garantirà, se ci fosse una “mancanza temporanea di risorse pubbliche”, a finanziare la prosecuzione dei lavori.

Si definisce infine la modalità di individuazione delle infrastrutture con “elevato grado di complessità progettuale, particolare difficoltà esecutiva o attuativa, complessità delle procedure tecnico-amministrative” o che comportano un “rilevante impatto sul tessuto socio-economico del territorio”, per le quali è necessaria la nomina di uno o più Commissari Straordinari.

Un pacchetto di misure del decreto è dedicato poi alle semplificazioni in materia edilizia: per esempio, in alcuni casi le modifiche dei prospetti sono ammesse come opere di manutenzione straordinaria, oppure avrà luogo una conferenza di servizi semplificata (il cui termine di durata diventa 60 giorni) per acquisire l’assenso di atre amministrazioni per la realizzazione dell’intervento. Il silenzio assenso nel procedimento amministrativo diventerà effettivo, mentre si favorisce la partecipazione telematica a quest’ultimo di imprese e cittadini (con visione degli atti in digitale). Inoltre, per abbassare i costi regolatori, “gli atti normativi statali che introducono nuovi costi regolatori devono contestualmente eliminare oneri di pari valore, in modo da garantire un saldo pari a zero” (in alternativa i nuovi costi diventano detraibili).

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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