Patuanelli: “Al lavoro su Green e digitalizzazione: in arrivo Impresa 4.0 Plus e rafforzamento di Transizione 4.0”

Al primo posto, nel Piano di Rilancio che il Governo sta mettendo a punto dopo i lavori degli Stati Generali, ci sono transizione green e digitalizzazione. Lo conferma il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, intervenuto ai microfoni di Class CNBC.

“Nell’idea di Paese emersa dagli Stati Generali il Green Deal e la digitalizzazione devono essere le linee di indirizzo della politica industriale di questo Governo”, ha detto. “Dobbiamo fare un balzo in avanti vero un Paese connesso perché abbiamo visto le fragilità dell’Italia, ad esempio nel garantire la didattica a distanza agli studenti”.

Proprio in questi giorni infatti il Ministero sta lavorando per “individuare quali sono gli strumenti, le necessità di risorse per programmare cronologicamente gli interventi necessari per sanare le debolezze dei sistemi produttivi”: un passaggio fondamentale per avere accesso ai contributi che l’Unione Europea metterà a disposizione degli Stati membri attraverso il Recovery Fund “Next Generation EU” (la formula su cui sono al lavoro prevede 750 miliardi, di cui 500 a fondo perduto e 250 in prestiti). “Vogliamo dimostrare che le utilizzeremo per implementare questo progetto e questa idea di Paese”, ha continuato Patuanelli, ribadendo che l’accordo con i membri della comunità europea “deve essere trovato entro luglio”, un principio su cui “tutti i partner concordano”.

Dalla proroga del Piano Transizione 4.0 alla nascita di “Impresa 4.0 Plus”

Con le risorse che arriveranno il Governo vuole “intervenire su alcune fragilità sistemiche”, e il Ministro inserisce tra di esse anche l’innovazione. “Il Piano Transizione 4.0 deve essere potenziato già quest’anno”, ha detto, riferendosi ad un’aumento “soprattutto” della parte che incentiva gli investimenti in Ricerca&Sviluppo (attualmente il credito d’imposta è al 12%) e innovazione (con credito al 6% che diventa al 10% in caso di innovazione 4.0). Anche la possibilità di scegliere tra i nuovi crediti d’imposta e il vecchio sistema (con iper e super ammortamento) è per il Ministro “un’opzione che il Governo può valutare”.

Non ci sono ormai dubbi invece (su questo è arrivata una ulteriore conferma da Patuanelli) che il Piano sarà comunque reso triennale, dato che attualmente è finanziato per il solo 2020. Come ha detto il Ministro, infatti, “bisogna dare fiducia agli imprenditori, e questo si fa da una parte con il coinvolgimento delle associazioni di categoria per rappresentare la vicinanza del ministero al mondo produttivo, dall’altra attraverso provvedimenti strutturali, perché  l’indeterminatezza dell’incentivo produce scelte diverse negli imprenditori che vogliono investire in Italia”.

Un’altra conferma è arrivata sul Piano Impresa 4.0 Plus, la misura allo studio del Governo che è stata annunciata nel documento Progettiamo il Rilancio e che intende incentivare gli investimenti nelle “tecnologie di frontiera” come la Blockchain, il Quantum Computing e l’Intelligenza Artificiale. Come avevamo già anticipato, la misura consisterà in un “potenziamento del credito d’imposta dedicato all’innovazione dei processi e dei prodotti”. Saranno due infatti, come spiega Patuanelli, gli assi attorno al quale ruoterà l’incentivo: da una parte gli obiettivi (“innovazione dei prodotti, sostenibilità, green, transizione energetica, sicurezza sul lavoro…”), dall’altra le tecnologie (appunto Blockchain, IA ecc.). Inoltre, “chi combinerà questi due dispositivi avrà un incremento esponenziale delle aliquote del credito d’imposta”, ha sottolineato il Ministro, descrivendo un “cumulo di credito rispetto alla tipologia di investimento che l’imprenditore vorrà fare”.

Il sostegno alle imprese: dalla ricapitalizzazione all’Automotive

Oltre agli “strumenti orizzontali” come, appunto, gli incentivi per l’innovazione, Patuanelli evidenzia l’importanza di pensare a “strumenti verticali nelle filiere” con alcuni obiettivi: “aumentare la trasmissione della catena del valore e accompagnare la crescita dimensionale delle imprese”. Più che sulle aggregazioni, il Ministro pensa a “far crescere il più possibile le singole imprese, fino a raggiungere il livello di media impresa”. Un esempio delle misure a cui sta pensando il Governo è un sostegno alla ricapitalizzazione, con “lo Stato che emette una garanzia che si trasforma in contributo a fondo perduto al raggiungimento degli obiettivi di crescita che l’azienda si propone”.

Tra le filiere a cui l’esecutivo conta di dare presto un aiuto vi è quella dell’Automotive, settore che (oltre alla crisi) sta vivendo un periodo di grande transizione, quella verso la trazione elettrica e la servitizzazione della mobilità. “In queste ore stiamo approvando un emendamento al decreto Rilancio per incentivare la rottamazione e l’acquisto di veicoli nuovi, oltre allo smaltimento del parco a piazzale accumulato”, spiega Patuanelli, che ricorda anche l’avvio degli Ipcei (“progetti di interesse comune europeo”) e la nascita dell’Alleanza Italiana per le Batterie, un meccanismo “che mette a sistema tutta la parte di R&S, le imprese, i Competence Center per creare sul tema delle batterie una forte risposta italiana di fronte ad altri Paesi che rimangono ancora più avanti di noi”.

Al via l’Italian Battery Alliance

Proprio oggi infatti è nata l’Italian Battery Alliance, una piattaforma tecnologica nazionale per lo sviluppo di batterie avanzate e di nuova generazione nel nostro Paese. Ne possono far parte imprese, associazioni, centri di ricerca, università e agenzie di finanziamento di ricerca e innovazione. Il suo compito sarà consultare e coordinare le attività e i programmi di Ricerca e Innovazione per supportare la capacità industriale nel settore, oltre a “favorire collaborazioni fra Ricerca e Industria e una più ampia partecipazione alle iniziative europee e alle opportunità di finanziamento”.

Il ruolo di coordinamento dell’alleanza è affidato ad Enea, che già coordina il Gruppo di lavoro nazionale sulle batterie nell’ambito del SET Plan, team già attivo in tutte le iniziative europee ed internazionali relative alla catena del valore delle batterie.

“Questa iniziativa ha una valenza particolarmente strategica”, ha dichiarato Patuanelli. “Questa piattaforma, infatti, vuole rafforzare la nascente value chain italiana, creare le condizioni per lo sviluppo di una industria competitiva delle batterie e accogliere le sollecitazioni degli stakeholder, imprese, centri di ricerca, associazioni imprenditoriali in un settore di primo piano a livello di politica industriale ed energetica. È fondamentale una gestione organica delle attività nel settore, in particolare per quanto riguarda ricerca e innovazione, per definire una roadmap tecnologica nazionale sulle batterie e partecipare ai tavoli europei in maniera più coesa e coordinata”.

L’Alleanza servirà infatti anche per raggiungere quest’ultimo obiettivo, creando “le condizioni di sistema affinché la partecipazione dell’industria e dei centri di ricerca pubblici e privati italiani ai futuri programmi internazionali e comunitari sia più ampia, arrivi a proporsi più efficacemente e raccolga maggiori successi”.

Gli obiettivi dell’Italian Battery Alliance, in particolare, sono:

  • individuare le potenzialità di rafforzamento della value chain
  • definire le priorità nazionali di R&I di breve e lungo periodo in una roadmap tecnologica
  • mettere a sistema le agende di R&I di ricerca e industria a livello nazionale
  • favorire l’allineamento dei programmi/iniziative di finanziamento pubblico ai diversi livelli nazionale/regionale, anche in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali
  • promuovere lo sviluppo tecnologico e l’iniziativa industriale

Le iniziative già avviate in Italia per promuovere lo sviluppo delle batterie elettriche comprendono, nell’ambito dell’accordo di programma per la Ricerca di Sistema Elettrico finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, un network derivante dalle attività relative a due progetti dedicati alle batterie (accumulo elettrochimico per uso stazionario e mobilità sostenibile). I tre enti affidatari (Enea, CNR, RSE) coordinano le attività con una rete di gruppi universitari di alto livello, la maggior parte dei quali sotto l’egida dell’Enea. Sul fronte industriale, già in ambito SET-Plan e successivamente al lancio di EBA@250 ad ottobre 2017, si è costituito un gruppo nazionale informale di scambio informativo da/verso i tavoli europei che attualmente vede la partecipazione di 28 industrie e 22 organizzazioni di ricerca oltre ad importanti associazioni di settore.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.