In arrivo 200 milioni per il sostegno al capitale di Start up e PMI innovative

In arrivo 200 milioni di euro per il sostegno e il rafforzamento del capitale delle start up e PMI innovative. Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha infatti firmato il decreto attuativo con cui le risorse (stanziate dal comma 3 dell’articolo 38 del decreto Rilancio) vengono allocate sul Fondo di Sostegno al Venture Capital (istituito con la legge di bilancio 2019) e affidate al Fondo Nazionale Innovazione.

“Con la firma del decreto attuativo affidiamo, in tempi record, al Fondo Nazionale Innovazione le risorse necessarie per sostenere le nostre start up e PMI innovative in un momento di grave difficoltà economica e finanziaria e conseguente all’emergenza sanitaria”, ha dichiarato Patuanelli. “Abbiamo colto questa esigenza e insieme alle associazioni e agli operatori del settore abbiamo cercato di farvi fronte, consapevoli di non poter disperdere il patrimonio innovativo delle nostre imprese, fondamentale per la crescita del nostro Paese e la creazione di posti di lavoro”.

Come si è detto, i 200 milioni serviranno a sostenere investimenti nel capitale di start up e PMI innovative in co-investimento con investitori regolamentati o qualificati. L’articolo 38 del decreto Rilancio, dedicato proprio al “rafforzamento del sistema delle start up innovative”, ha previsto al comma 3 che le risorse siano finalizzate a sostenere investimenti nel capitale di start up e PMI innovative “anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, nonché mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità del rimborso dell’apporto effettuato”.

Le agevolazioni per start up e PMI innovative: limiti e caratteristiche

Il decreto attuativo del Ministro dello Sviluppo economico (il cui testo non è ancora stato reso disponibile) individua così le modalità di attuazione delle agevolazioni previste. Innanzitutto si precisa a quali start up e PMI innovative debbano essere rivolti gli investimenti, ovvero a quelle “che stiano effettuando round d’investimento o che l’abbiano già effettuato al massimo nei 6 mesi antecedenti l’entrata in vigore del decreto Rilancio” (che, ricordiamo, è il 19 maggio 2020).

Un principio già fissato dall’articolo 38 del decreto Rilancio è che “potranno essere erogate risorse fino a un massimo di 4 volte il valore dell’investimento degli investitori privati nel limite complessivo di 1 milione per singola start up o PMI innovativa”. Se ne deduce quindi che con queste risorse potranno essere finanziate al massimo 200 imprese.

Il decreto attuativo istituisce poi una corsia preferenziale per l’accesso al Fondo da parte di alcune di categorie di start up o PMI innovative, che potranno infatti godere di una “procedura accelerata di valutazione”. Si tratta delle imprese già beneficiarie dello strumento Smart&Start Italia di Invitalia (incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative finanziando progetti compresi tra 100.000 e 1,5 milioni di euro), appena rifinanziato con 100 milioni di euro proprio dal decreto Rilancio.

Non solo: potranno accedere alla procedura accelerata anche le start up e le PMI innovative “che hanno subito una riduzione dei ricavi realizzati nel corso del primo semestre dell’anno 2020 di almeno il 30% rispetto ai ricavi ottenuti nel primo semestre o nel secondo semestre dell’anno 2019, dimostrabile attraverso una situazione contabile gestionale approvata dal competente organo amministrativo”.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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