Imprese e Piano Transizione 4.0: un’opportunità da non perdere

Come è noto, la Legge di Bilancio 2021 ha sancito la proroga fino al 2022 e il contemporaneo rafforzamento del Piano Transizione 4.0, finanziato con oltre 25 miliardi di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il Piano rappresenta un’enorme opportunità per la transizione digitale ed ecologica delle imprese italiane: è quanto è emerso in un recente e seguitissimo webinar di Warrant Hub – con quasi 1.500 iscritti – nel corso del quale sono state approfondite le sue più rilevanti novità.

In primis, la durata della proroga, pari a un biennio: quindi, per pianificare i propri investimenti le imprese dispongono ora di un orizzonte temporale più lungo, con maggior garanzia di conseguire risultati concreti.

Ma ancora più importanti sono i miglioramenti delle misure previste.

A partire dal Credito di Imposta Ricerca, Sviluppo, Innovazione Tecnologica e Design, che è stato confermato e reso ancora più appetibile mediante l’innalzamento delle aliquote di calcolo del credito e dei suoi massimali. Basti pensare che se un’impresa effettuasse investimenti in tutte e tre le aree – Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica e Design – potrebbe ottenere benefici totali pari a 8 milioni di Euro, contro i 6 milioni del 2020. E il dato potrebbe risultare anche maggiore se l’imminente decreto scostamento confermerà le anticipazioni relativamente a un ulteriore aumento delle aliquote delle prime due aree.

La misura, peraltro, viene riproposta nel contesto di maggior semplicità interpretativa determinato dal Decreto 26 maggio 2020, che ha finalmente chiarito la corretta definizione delle attività riconducibili alla norma.

Resta in vigore, per l’accesso all’agevolazione, la necessità per le imprese di dimostrare il carattere di novità dei propri progetti. Warrant Hub, a tal fine, si avvale di TRIX, la piattaforma in cloud da poco presentata al mercato e in grado di verificare, praticamente in tempo reale, il livello di innovazione tecnologica in ambito brevettuale riducendo drasticamente il rischio di confutabilità di tale requisito.

Risulta migliorato, all’interno del Piano, anche il Credito d’Imposta Beni Strumentali (l’ormai ex super-iperammortamento). Accanto al potenziamento delle agevolazioni già previste (sebbene per il solo 2021), meritano una segnalazione l’estensione temporale degli investimenti agevolabili fino al giugno del 2023 e la riduzione delle tempistiche di fruizione dell’incentivo da 5 a 3 anni. Solo per i beni 4.0, inoltre, è stata introdotta un’agevolazione anche per investimenti da 10 a 20 milioni, mentre per i beni materiali e immateriali non 4.0 debuttano nuove agevolazioni per l’implementazione del lavoro agile.

Degna di nota anche la riconferma del Bonus Formazione 4.0. La misura rende agevolabili le spese relative alla formazione del personale sulle tecnologie 4.0 e, in questo senso, rappresenta il naturale completamento del supporto offerto alle imprese per i loro processi di transizione digitale. Soprattutto perché, quest’anno, il Bonus contempla anche i costi dei servizi di consulenza connessi ai progetti di formazione.

Va ricordato, in aggiunta, che le agevolazioni del Piano Transizione 4.0 sono cumulabili con quelle di altri strumenti di finanziamento regionali, nazionali o europei. Senza dimenticare, inoltre, il sostegno all’internazionalizzazione derivante dal rifinanziamento per oltre 1.5 miliardi di Euro del Fondo Simest, stabilito con la Legge di Bilancio 2021.

Appare evidente che districarsi in questo ampio ventaglio di opportunità non è sempre facile, ma non per questo le imprese devono scoraggiarsi o addirittura desistere: con il giusto supporto strategico e consulenziale, ora più che mai possono investire concretamente nello sviluppo della propria competitività, per continuare a crescere o per rilanciarsi.

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