Robotica, dopo un biennio negativo il mercato crescerà del 9,6% nel 2021

Dopo essere stato colpito duramente dalla pandemia, il settore della robotica industriale tornerà a crescere già nel 2021, con un aumento del 9,2% in termini di entrate e del 9,6% in termini di consegne: sono queste le previsioni di Interact Analysis, società specializzata in ricerche di mercato per il settore dell’automazione industriale.

Il 2020 ha visto una significativa battuta di arresto del settore, con un calo del 5,9% nelle consegne, circa 80 mila unità in meno rispetto a quanto era stimato. Una riduzione che ha influito pesantemente su quello che era un mercato già in difficoltà a causa di un rallentamento dell’economia nel 2019, un anno che aveva visto le spedizione crollare del 5,4%.

Nonostante le prospettive di crescita per il 2024 fatte precedentemente la pandemia siano ormai da archiviare, secondo le previsioni di Interact Analysis nuove applicazioni industriali per la robotica e tecnologie più avanzate unite alla riduzione dei prezzi porteranno a un’accelerazione delle entrate nel 2021, con un aumento del 9,2% e del 9,6% in termini di consegne.

La ripresa, che continuerà a ritmi sostenuti fino al 2024, sarà tuttavia disomogenea, sia in termini di settori interessati che di aree geografiche. Secondo le previsioni, il mercato dei robot articolati sarà tra i più lenti a tornare ai livelli del 2019, visto l’impatto della pandemia sul loro principale mercato di utilizzo, l’automotive.

Contrariamente, si stima che per il mercato della robotica collaborativa (che ha conosciuto nel 2020 la sua prima battuta d’arresto) il rimbalzo sarà tra il 15 e il 20%, con una crescita sostenuta che continuerà fino al 2028. Una crescita che, come spiegava Interact Analysis nel suo rapporto sulla robotica collaborativa, verrà sostenuta soprattutto dai settori dell’atuomotive e dell’elettronica (che è il settore dove la ripresa sarà più significativa), dove i cobot vengono utilizzati in numerosi processi, come quelli di manipolazione dei materiali, assemblaggio e pick and place.

La crescita sarà spinta anche dall’esigenza delle aziende di lavorare in sicurezza e rispondere alle sfide sollevate dalla pandemia, come spiega Jan Zhang, senior director at Interact Analysis.

“La flessione del 2019 e lo shock della pandemia hanno fatto vacillare il mercato della robotica industriale, ma si tratta di una battuta di arresto temporanea. Fattori come la carenza di personale, il distanziamento sociale, il bisogno sempre pressante di efficienza e velocità e la realizzazione della necessità di costruire in resilienza di fronte a shock mondiali come il Covid-19 significano che ora più che mai, le industrie di tutto il mondo riconoscono il valore della robotica. Crediamo che i prossimi anni vedranno il settore riprendersi e prosperare”, commenta.

 

In termini geografici, si stima che la ripresa seguirà l’evoluzione della pandemia, con il mercato Asiatico che si riprenderà prima degli altri. Particolare è il caso della Cina, dove il virus è tenuto sotto controllo da maggio 2020, che sarà l’unico Paese dove il mercato della robotica tornerà ai livelli precedenti la battuta di arresto del 2019 prima della fine dell’anno.

Nello specifico, si stima che entro il 2023 la Cina vedrà una crescita di oltre il 120% rispetto ai livelli del 2020. Un rimbalzo dovuto principalmente alla domanda interna, mentre le esportazione rimarranno ancora influenzate dal contesto epidemico mondiale.

Il rimbalzo sarà inferiore (ma comunque significativo) nelle Americhe e nella zona EMEA, mentre sarà decisamente più ridotta in Giappone e nel resto dell’area Pacifica, dove si dovrà attendere il 2023 per vedere una vera e propria ripresa. Le previsioni per il periodo 2021-2024 parlano comunque di un tasso di crescita annuo composto del 4,6%.

A favorire la crescita, a livello globale, sarà anche la riduzione del prezzo dei robot industriali, che secondo Interact Analysis continuerà a scendere fino al 2024, con una riduzione annua del 3-5%.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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