Non solo prodotti e soluzioni: dal matchmaking all’inclusione di genere, ecco tutte le novità degli SPS Digital Days 2021

La seconda edizione degli SPS Italia Digital Days, e ci auguriamo possa essere l’ultima che deve fare a meno della fiera vera e propria, è alle porte. La tre giorni di convegni ed eventi si svolgerà sulla piattaforma Contact Place dal 25 al 27 maggio, ma in realtà la kermesse si estenderà su una finestra temporale più ampia, dal 24 maggio fino al 4 giugno, per consentire alle aziende di fare matchmaking: è la grande novità di quest’anno che metterà aziende e visitatori in contatto in modo più diretto ed efficace, offrendo loro la possibilità di fissare degli appuntamenti virtuali e di incontrarsi, appunto, in un periodo di tempo più lungo rispetto ai 3 giorni di pura “fiera”.

La parte pubblica dell’evento, quella che si terrà nei tre giorni clou, prevede 4 convegni scientifici, una tavola rotonda e ben 80 workshop organizzati dalle aziende.

I convegni scientifici sui 4 temi portanti

Ad aprire le danze, il 25 maggio dalle 9.30 alle 12.30, sarà la global survey dell’Ispe su farmaceutico e digitalizzazione, We Love Talking – 4.0 nel Pharma. Innovazioni, processi e tecnologie abilitanti per il futuro del farmaceutico italiano.

“Presenteremo i risultati di una ricerca composta da 400 risposte che abbiamo raccolto in 52 diversi Paesi del mondo”, ha spiegato Teresa Minero, International Board of Directors, EU Leadership Team, Steering Committee Pharma 4.0 Ispe, nonché Founder & CEO LifeBee.

“Un intero capitolo riguarda le tecnologie abilitanti e i piani che le aziende hanno sviluppato in tal senso”, ha aggiunto, anticipando alcuni temi della survey e sottolineando il ruolo dell’Italia che è leader nel contract farmaceutico e ha ospitato la prima conferenza su Pharma 4.0 (a Verona nel 2017).

A seguire, dalle 13:45 alle 15:15, si parlerà di Additive Manufacturing in ambito industriale: digitalizzazione, sostenibilità e personalizzazione.

Le nuove frontiere dell’automazione è il titolo del convegno della mattina del 26 maggio (9.30-12.30), cui seguirà la Tavola Rotonda dei Competence Center (dalle 14 alle 15.30), che sarà moderata dal nostro direttore Franco Canna (qui potete vedere la sua intervista a Francesca Selva, Vice President Marketing & Events, Messe Frankfurt Italia).

L’ultima giornata, il 27 maggio, sarà dedicata in apertura alla Robotica e Meccatronica, con il convegno dal titolo Verso una produzione realmente flessibile e personalizzata, e chiuderà il settore Digital & Software dalle 13:45 alle 15:30 con il convegno L’Industrial IoT e il viaggio dal dato all’informazione.

Il programma di dettaglio è disponibile qui.

Il ruolo strategico dei Competence Center

Nel corso della tavola rotonda del 26 maggio, moderata dal direttore di Innovation Post Franco Canna, si indagherà sull’azione dei Competence Center in Europa, con un focus sul loro rinnovato ruolo alla luce del PNRR e della partita che giocheranno come capofila degli European Digital Innovation Hubs (EDIH).

“Industrial smartworking non vuol dire videoconferenze da casa tra persone di fabbrica”, ha puntualizzato Marco Taisch, Presidente di MADE Competence Center Industria 4.0. “Vuol dire utilizzare le tecnologie digitali e rivedere modelli organizzativi e di gestione all’interno della fabbrica, per occuparsi di monitoraggio, controllo di qualità, manutenzione, senza dover essere fisicamente presenti. Oggi si possono remotizzare le attività di raccolta di informazioni e gestionali. Tutto questo è esploso durante la pandemia e le aziende hanno fatto smartworking in modo quasi inconsapevole. Adesso bisogna pensare a nuovi modelli di business e lo smartworking rappresenta un abilitatore in questa direzione, così come lo è per la sostenibilità e per la parità di genere”, ha aggiunto. “Poter traslare il concetto del fare dai muscoli delle braccia al cervello rende indifferente che a operare sia un uomo o una donna”.

Il progetto ‘She SPS, do you?’

E proprio alla parità di genere è dedicata un’altra novità di questa edizione: il progetto “She SPS, do you?”. L’obiettivo è sottolineare come il settore dell’automazione e delle tecnologie per l’industria possa rappresentare una grande opportunità per le donne. Il progetto è rivolto non solo alle figure femminili tecniche, ma anche a quelle che lavorano in ambito comunicazione. Tutte sono invitate a raccontare la loro esperienza con l’obiettivo di ispirare altre donne e soprattutto le nuove generazioni.

“L’occupazione femminile, durante la pandemia, ha subito un duro colpo”, ha sottolineato Lorna Vatta, Direttrice Competence Center Artes, una delle protagoniste del settore, che lo è diventata anche grazie al fatto di essere cresciuta in un ambiente in cui, sin da bambina, la tecnologia è sempre stata presente. “È una questione importante, cruciale per il Paese in questo momento, formare delle figure competenti che il mercato non trova”. E perché non potrebbero essere proprio donne?

La transizione 4.0

Dal confronto tra Giuliano Busetto, Head of Digital Industries di Siemens Italia, Maurizio Mangiarotti, VP Engineering Automation di GSK, e Giambattista Gruosso, Professore Associato del Politecnico di Milano, la sostenibilità – intesa come benefici che la digitalizzazione può portare all’ambiente – è emersa come importante chiave di lettura delle strategie in atto nel percorso di transizione verso il 4.0.

“Per la trasformazione digitale ci vogliono anni”, ha commentato Busetto, “bisogna capire come modificare i processi e i modelli di business”.

“Bisogna ripensare i concetti di efficienza e produttività in ambito manifatturiero”, ha puntualizzato Mangiarotti. “Andare verso una gestione paperless o verso un più razionale utilizzo dell’acqua, sono obiettivi possibili grazie alle nuove tecnologie, ma servono figure in grado di capire come trasformare i processi in base alle tecnologie abilitanti”, ha aggiunto.

Secondo Gruosso, infine, il tema principale è che stiamo vivendo un cambio sostanziale di tutti gli aspetti legati al mondo del lavoro, non solo per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie, ma di organizzazione del lavoro stesso. “Il mondo della tecnologia evolve molto rapidamente, ma è importante che le competenze dei tecnici e degli addetti avanzino alla stessa velocità: bisogna riqualificare le maestranze, formare i lavoratori già impiegati, le nuove leve, creare ecosistemi che uniscano la formazione tecnica con quella accademica”, ha concluso.

Il PNRR, in questo senso, offre una grande opportunità grazie alle risorse stanziate per la formazione. Starà al paese non solo coglierla, ma anche evitare di formare cervelli che poi fuggano all’estero perché meglio pagati.

Il futuro delle fiere, tra fisico e digitale

Questa edizione di SPS Italia, la seconda in formato esclusivamente digitale, dovrebbe essere l’ultima in questa versione. Passata la pandemia, si tornerà alle fiere in presenza. Ma secondo Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia, se indubbiamente tutti abbiamo sentito la mancanza degli incontri fisici, il digitale non è destinato a scomparire.

“Secondo la nostra visione i prodotti e le funzioni digitali saranno un’integrazione per tutte le fiere fisiche già dalla seconda parte dell’anno”, ha detto Wich. “Le nuove piattaforme saranno un mix tra fisico e digitale, ne avremo un esempio a fine anno con SPS Norimberga, che avrà una parte digitale, e lo stesso sarà per Formnext”.

Per tornare in presenza con SPS Italia, invece, bisognerà attendere il 2022: l’evento è già stato calendarizzato dal 24 al 26 maggio. Torneranno invece già questo autunno, e sempre in presenza, i Forum organizzati da Messe Frankfurt Italia per ANIE Automazione.

 

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Daniela Garbillo

Giornalista pubblicista con oltre vent’anni di esperienza di redazione, coordinamento e direzione maturata presso case editrici, gruppi e associazioni in diversi settori, dalle tecnologie alle energie rinnovabili, dall'occhialeria al beauty. Al suo attivo anche importanti esperienze in comunicazione e marketing.

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