REPowerEU, la strategia dell’Europa per un’energia più accessibile, sicura e sostenibile (e per ridurre la dipendenza dal gas russo)

Ridurre la dipendenza dalla Russia nella fornitura di gas, diversificare le fonti di energia in un’ottica sostenibile e creare un mercato europeo in grado di resistere a shock improvvisi mantenendo costi accessibili: sono questi gli obiettivi di REPowerEU, l’azione comune europea per un’energia più accessibile, sicura e sostenibile.

La strategia è stata presentata durante una conferenza stampa dal Vicepresidente Esecutivo Timmermans e da Kardi Simson, Commissario “per un’energia più accessibile, sicura e sostenibile nell’UE”.

REPowerEU ha l’obiettivo di diversificare le forniture di gas e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Questo consentirà all’UE di svincolarsi dalla dipendenza russa in materia di energia, con un importante traguardo da raggiungere già a fine 2022: ridurre di ben due terzi il gas importato dalla Russia.

Inoltre, la Commissione ha anche presentato un piano per rispondere all’emergenza nel breve termine, fornendo indicazioni su come prepararsi al prossimo inverno anche nel caso che le forniture della Russia siano totalmente tagliate.

Svincolarsi dalla dipendenza russa e contenere l’innalzamento dei prezzi

L’UE rimane fortemente dipendente dalle importazioni di energia per la produzione di energia e il riscaldamento. Questo è il caso in particolare per quanto riguarda il gas, dove dipende dalle importazioni per il 90% del consumo, e la Russia controlla oltre il 40% delle consegne nell’UE.

Questa dipendenza ha aggravato l’attuale situazione di prezzi elevati dell’energia, che continua a colpire le famiglie e le imprese europee. Una situazione che è destinata a perdurare ancora a lungo: secondo le attuali previsioni, infatti, i prezzi di energia e gas dovrebbero rimanere alti e volatili almeno fino al 2023.

L’attuazione delle proposte “Fit for 55” porterà già a una riduzione della dipendenza dell’UE dal gas del 23% entro il 2030.

Tuttavia, viste le attuali tensioni geopolitiche tra i Paesi e le ripercussioni che già si stanno verificando sui prezzi del gas, la Commissione ha ritenuto che un’azione coordinata a livello europeo è necessaria per ridurre ulteriormente la dipendenza dell’UE, rispondere agli shock del mercato e prepararsi per il prossimo inverno.

Le fonti energetiche su cui punterà l’UE

Ridurre la dipendenza da un unico fornitore di gas fossile richiede la diversificazione della fornitura di gas e l’utilizzo di tutto il potenziale delle fonti energetiche verdi e a bassa emissione di carbonio.

Le azioni che rientrano in questo ambito di intervento sono dunque rivolte alla diversificazione delle fonti, in particolar modo facendo leva su:

  • gas naturale liquefatto. La fornitura di GNL all’UE ha raggiunto il picco a gennaio. La Commissione continuerà a rafforzare i dialoghi con i partner internazionali, basandosi sull’attuale quota dell’UE nella fornitura globale di GNL di circa il 15%. Per quanto riguarda specificamente le forniture di GNL, la Commissione e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza discuteranno con i principali acquirenti mondiali di gas (Giappone, Corea del Sud, Cina, India) le aspettative sullo sviluppo del mercato a medio termine, al fine di evitare in futuro pratiche di mercato conflittuali, che fanno aumentare il prezzo delle forniture energetiche per tutti.
  • biometano, con l’obiettivo di aumentare la capacità di produzione europea. Raddoppiare l’obiettivo di Fit for 55 per il biometano porterebbe alla produzione di 35 miliardi di metri cubi (bcm) all’anno entro il 2030. A tal fine, i piani strategici della PAC degli Stati membri dovrebbero incanalare i finanziamenti verso il biometano prodotto da fonti di biomassa sostenibili, tra cui in particolare i rifiuti e i residui agricoli
  • idrogeno, attraverso un Acceleratore per l’Idrogeno per aumentare la capacità europea. Un ulteriore 15 milioni di tonnellate (mt) di idrogeno rinnovabile in aggiunta alle 5,6 mt previste dal Fit for 55 può infatti sostituire 25-50 bcm all’anno di gas russo importato entro il 2030. La Commissione svilupperà ulteriormente il quadro normativo per promuovere un mercato europeo dell’idrogeno e sostenere lo sviluppo di un’infrastruttura integrata di gas e idrogeno, di impianti di stoccaggio di idrogeno e di infrastrutture portuali
  • energia solare, eolica e pompe di calore. Fit for 55 prevede il raddoppio delle capacità fotovoltaiche ed eoliche dell’UE entro il 2025 e la loro triplicazione entro il 2030, risparmiando 170 miliardi di centimetri di gas all’anno entro il 2030. Accelerando la diffusione dei sistemi solari fotovoltaici sui tetti fino a 15TWh quest’anno, l’UE potrebbe risparmiare altri 2,5 bcm di gas. La Commissione presenterà a giugno una comunicazione sull’energia solare, con l’obiettivo di aiutare a sbloccare il potenziale dell’energia solare come una delle principali fonti di energia rinnovabile nell’UE

Rimuovere gli ostacoli agli investimenti e accelerare le procedure

“È giunta l’ora che iniziamo a considerare questi investimenti come questioni di interesse pubblico prioritario” ha spiegato Simons nella conferenza stampa, riferendosi agli investimenti in energie rinnovabili.

Gli Stati membri devono quindi assicurare che gli investimenti in energie rinnovabili e infrastrutture correlate siano trattati secondo la procedura più favorevole disponibile nelle loro procedure di pianificazione e autorizzazione.

Parallelamente, dovrebbero rapidamente mappare, valutare e garantire la disponibilità di terreni e mari adatti per progetti rinnovabili – le cosiddette aree RES (renewable energy sources) “go-to”–,  evitando aree di valore ambientale.

A maggio, la Commissione pubblicherà una raccomandazione sui permessi veloci per i progetti di energia rinnovabile e lavorerà per sostenere l’uso di tutte le flessibilità già concesse dalla legislazione europea e la rimozione degli ostacoli rimanenti, qualunque sia la loro origine.

Inoltre, fornirà supporto agli Stati membri per quanto concerne i sandbox normativi necessari per consentire la sperimentazione di tecnologie innovative, prodotti o servizi che mirano a far progredire la coesistenza della diffusione delle rinnovabili e la protezione dell’ambiente.

La guida si concentrerà sull’impostazione dei confini delle sandbox regolamentari, come la definizione dei tempi, del territorio e della continua supervisione regolamentare per ridurre al minimo qualsiasi rischio.

Rispondere all’emergenza nel breve periodo

La Commissione ha rassicurato che le forniture di gas sono sufficienti al fabbisogno europeo almeno fino la fine dell’inverno, anche nel caso che le forniture dalla Russia venissero interrotte bruscamente.

Per prepararsi al prossimo inverno, e ad affrontare i possibili probelemi di approvvigionamento, la Commissione presenterà una proposta legislativa entro aprile in modo da assicurare un adeguato livello annuale di stoccaggio.

Questa proposta richiederà che le infrastrutture di stoccaggio esistenti nel territorio dell’UE siano riempite almeno al 90% della loro capacità entro il 1° ottobre di ogni anno.

Per incentivare lo stoccaggio, la Commissione proporrà di aumentare il livello di sconto al 100% come incentivo alla ricarica dello stoccaggio. Una politica europea di stoccaggio del gas garantirà l’equità e permetterà di fare un uso intelligente delle infrastrutture esistenti, limitando la necessità di nuove infrastrutture, dato che non tutti gli Stati membri hanno impianti di stoccaggio sotterraneo nei loro territori.

La proposta giuridica stabilirà un meccanismo per assicurare un’equa ripartizione dei costi di sicurezza dell’approvvigionamento. Infatti, i vantaggi di avere un alto livello di riempimento garantito, in termini di valore assicurativo contro i rischi di sicurezza dell’approvvigionamento e gli effetti di attenuazione dei prezzi in inverno non sono limitati al paese in cui si trova lo stoccaggio.

Alla luce dell’attuale ambiente geopolitico, la Commissione prevede che questa proposta legale identifichi lo stoccaggio di gas come un’infrastruttura critica e introduca delle disposizioni per affrontare i rischi di proprietà delle infrastrutture del gas.

Gli Stati membri dovranno richiedere all’autorità di regolamentazione o a un’altra autorità competente designata dallo Stato membro di certificare che la proprietà da parte di una o più persone di un Paese terzo non mette a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento.

Questa valutazione dovrà essere fatta per tutti gli operatori di stoccaggio esistenti e futuri. Nel breve termine e in attesa del processo legislativo, gli Stati membri dovrebbero agire come se la legislazione fosse già in vigore e prendere misure per garantire il riempimento dello stoccaggio in tempo per il prossimo inverno.

Inoltre, come previsto dall’attuale regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas , devono concludere accordi di solidarietà.

Per incentivare il rifornimento, gli Stati membri possono fornire aiuti ai fornitori, come stabilito dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’UE), ad esempio sotto forma di garanzie (“contratto bidirezionale per differenza”).

Da parte sua, la Commissione può coordinare le operazioni di rifornimento, ad esempio attraverso appalti congiunti, la raccolta di ordini e l’abbinamento delle forniture, creando così una piattaforma europea comune per la contrattualizzazione delle forniture di gas basata su negoziati bilaterali con i principali produttori di gas.

Questo aiuterebbe la diversificazione e la gestione intelligente del rischio, garantendo così la sicurezza delle forniture a condizioni favorevoli per tutti gli acquirenti in tutta l’UE.

La Commissaria Simmons ha inoltre annunciato che la Commissione sta anche proseguendo la sua indagine sul mercato del gas in risposta alle preoccupazioni per le potenziali distorsioni della concorrenza da parte delle società attive sui mercati europei del gas, in particolare dal fornitore di gas russo Gazprom.

La compagnia mostra infatti un comportamento commerciale insolito, e il livello medio di riempimento dello stoccaggio gestito da Gazprom nell’UE è di circa il 16%, mentre lo stoccaggio non gestito da Gazprom è al 44%.

La Commissione sta attualmente indagando in via prioritaria su tutte le accuse di potenziale condotta commerciale anticoncorrenziale di Gazprom e sta raccogliendo ulteriori informazioni dagli attori del mercato.

“È ora di affrontare le nostre vulnerabilità e diventare rapidamente più indipendenti nelle nostre scelte energetiche. È difficile, ma possiamo farlo se siamo disposti ad andare ancora più lontano e più veloci di quanto fatto finora. La guerra di Putin in Ucraina dimostra l’urgenza di accelerare la nostra transizione energetica pulita”, ha commentato Timmermans.

Il documento

REPowerEU_Communication_with_Annexes_EN

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.