I 100 anni dell'azienda

Automazione, networking ed elettrificazione: la strategia di Phoenix Contact per una società “all electric”

Phoenix Contact festeggia i 100 anni di attività e traccia la sua strategia per il futuro, incentrata sul tema dell’All Electric Society: automazione, networking ed elettrificazione si uniscono per un’industria e una società più sostenibili. Francesco Lanzani, Presidente di Phoenix Contact Italia, spiega come l’azienda sta concretizzando questo impegno.

Pubblicato il 04 Set 2023

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Elettrificazione, automazione e networking: sono questi i tre valori alla base della strategia di crescita di Phoenix Contact, azienda che a livello corporate celebra quest’anno il centenario dalla sua fondazione. In  Italia l’azienda è presente da 25 anni e ha saputo offrire soluzioni adatte al contesto specifico del mercato italiano – rivolgendosi al mondo manifatturiero e, nello specifico, ai costruttori di macchine – offrendo soluzioni a problemi complessi e dimostrando di saper anticipare alcuni trend in ambito industriale.

In un’intervista per Innovation Post, Francesco Lanzani, Presidente di Phoenix Contact Italia, traccia il filo dell’evoluzione della divisione italiana dell’azienda e spiega quali sono e saranno i temi che animeranno la sua crescita, sia in Italia che a livello Corporate, nel prossimo secolo. 

“Il centenario è per noi sia un momento di estrema importanza e, al tempo stesso, un momento di riflessione per pensare a quale sarà lo scopo dell’azienda nel prossimo secolo”, spiega.

Una riflessione che Phoenix Contact ha iniziato già da diverso tempo e che l’ha portata a delineare, già nel 2020, quella che sarebbe stata la sua prossima fase di vita all’insegna di una strategia che l’azienda ha ribattezzato “All electric Society”, fondata su tre pilastri: automazione, networking ed elettrificazione.

Verso un’automazione sempre più intelligente, semplice ed aperta

Non si tratta di una rottura con il passato: l’azienda è infatti da sempre impegnata nell’offrire soluzioni di automazione in grado non solo di rispondere alle esigenze del momento, ma anche di anticipare importanti trend per l’industria, come è avvenuto con PLCnext Technology, l’ecosistema per l’automazione industriale che permette di rendere le fabbriche pronte ai paradigmi di Industria 4.0 che Phoenix Contact ha presentato circa 5-6 anni fa e che da allora ha continuato ad aggiornare.

“La logica che c’è dietro è quella della totale apertura, flessibilità e possibilità, in una logica del plug and play, di poter consentire a macchine e uomini di poter interagire nella maniera più semplice possibile. Nell’era dell’IoT è ormai essenziale interconnettere tutti i sistemi, dal sensore all’ERP (cuore del sistema), consentire apertura a diversi  linguaggi di comunicazione, in modo da permettere quindi l’integrazione di funzioni future“, spiega Lanzani.

L’apertura e l’importanza degli standard

Ed è questa logica di apertura che Phoenix Contact ha perseguito non solo attraverso i prodotti e le soluzioni offerte, ma anche attraverso la collaborazione con altre aziende e associazioni all’insegna della standardizzazione.

Un’evoluzione naturale per l’azienda, spiega Lanzani. “Avendo pensato e progettato il controllore per essere più aperto e disponibile possibile diventa naturale che tutti i sistemi di interconnessione possibili – quindi standard di comunicazione o tecnologie di comunicazione come OPC o il 5G – diventano la naturale estensione del nostro sistema”.

All Electric Society: come Phoenix Contact concretizza l’impegno per la sostenibilità

Se automazione e apertura sono due pilastri che legano la futura evoluzione dell’azienda con il passato, l’accelerazione e la concretizzazione degli sforzi in tema di sostenibilità è invece frutto, come già menzionato, di una strategia – quella dell’All Electric Society – che l’azienda ha elaborato negli ultimi anni, grazie anche all’evoluzione delle tecnologie digitali, abilitatori di maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse e di nuovi modi, più sostenibili, per produrre, consumare e muoversi.

Un impegno che Phoenix Contact persegue concretamente non solo nell’ambito manifatturiero, ma a livello corporate in altri ambiti di estremo interesse per ciò che riguarda l’evoluzione dei mercati e della società.

Siamo molto attivi nell’ambito della mobilità. Da questo punto di vista la digitalizzazione e le tecnologie digitali abilitanti sono fondamentali per costruire un network di ricariche sempre più accessibile. Siamo molto attivi su questo fronte e sulla parte di distribuzione dell’energia, che comporta la creazione di un network che consenta l’utilizzo dell’energia per chi lo necessita”, spiega Lanzani.

Ed è anche in virtù del principio di apertura e trasparenza che da sempre anima l’azienda che Phoenix Contact vuole rendere possibile toccare con mano i vantaggi e le opportunità che le tecnologie digitali offrono in tema di sostenibilità. In questa direttiva rientra la creazione dell’All Electric Society Park nella sede di Blomberg, in Germania.

“Abbiamo costituito un vero e proprio parco, nel quale è possibile vedere tutte le tecnologie di cui noi disponiamo e ci facciamo promotori: quindi la possibilità di generare energia in forme diverse, di distribuire o accumulare energia. Ci sono una serie di isole dove le persone possono accedere e toccare con mano la tecnologia disponibile. È pensato per un pubblico di qualsivoglia natura, è interattivo e vuole dare concretezza alle nostre idee e renderle fruibili a tutti”, conclude Lanzani.

L’intervista

Il video integrale dell’intervista di Franco Canna, Direttore di Innovation Post, a Francesco Lanzani, Presidente di Phoenix Contact Italia.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.
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