FORMAZIONE

Fondo perduto fino a 42.000 euro per lo sviluppo delle competenze digital e green nelle PMI del Sud



Indirizzo copiato

Apre il 12 marzo lo sportello per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto per la formazione specialistica delle PMI. L’incentivo punta a sostenere la transizione verde e digitale nelle regioni del Sud. Coperto il 50% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 42.000 euro

Pubblicato il 3 feb 2026



formazione per la sicurezza industriale



Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito i dettagli operativi per il nuovo regime di aiuti dedicato al rafforzamento delle competenze specialistiche nelle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. Con la pubblicazione del decreto direttoriale del 26 gennaio 2026 vengono fissati i termini per l’invio delle domande che potranno essere caricate sulla piattaforma di Invitalia a partire dalle ore 12.00 del 12 marzo 2026 e fino al 14 maggio dello stesso anno. L’iniziativa mette a disposizione una dote finanziaria di 50 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021/2027. L’obiettivo dichiarato è permettere alle aziende di micro, piccola e media dimensione di affrontare le trasformazioni tecnologiche attraverso la formazione qualificata del personale dipendente.

I termini e le modalità per l’accesso alle agevolazioni

L’intervento si rivolge alle PMI regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese che abbiano unità locali ubicate nelle regioni meno sviluppate ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Inoltre il provvedimento stabilisce una riserva specifica pari al 40% delle risorse totali per le imprese che operano nelle filiere dell’automotive e della moda, del tessile e dell’arredamento.

Ciascuna impresa può presentare una sola domanda per percorsi formativi che devono prevedere costi ammissibili compresi tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 60.000 euro.

Attenzione, non è un incentivo automatico: le agevolazioni sono assegnate attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Questo significa che l’ordine cronologico di invio della domanda non dà alcun vantaggio, purché essa venga presentata all’interno della finestra temporale prevista (dal 12 marzo al 14 maggio 2026).

Ecco come funziona la selezione:

1. Assegnazione del punteggio

Al termine del periodo di presentazione, tutte le domande riceveranno un punteggio basato su 5 criteri oggettivi predefiniti:

  • A. Base organica: Viene valutato il numero di dipendenti impiegati nelle unità locali coinvolte nella formazione (più è alto, più punti si ottengono, fino a un massimo di 15).
  • B. Coinvolgimento del personale: Si calcola il rapporto tra il numero di lavoratori formati e il totale dei dipendenti dell’unità locale (premio per chi forma una percentuale più alta del proprio organico).
  • C. Varietà degli ambiti formativi: Viene premiato il numero di tematiche diverse affrontate nel corso (es. digitalizzazione + transizione verde).
  • D. Filiera (Contratti di rete): Vengono assegnati 3 punti fissi se l’impresa appartiene a un contratto di rete per lo sviluppo della filiera.
  • E. Settore produttivo: Vengono assegnati 5 punti fissi se l’impresa svolge un’attività manifatturiera (codice ATECO C).

2. Punteggi premiali

Al punteggio base si possono aggiungere dei bonus del 5% ciascuno se l’impresa possiede:

  • Il Rating di legalità.
  • La Certificazione della parità di genere.

3. Formazione della graduatoria

Sulla base della somma di questi punti, Invitalia formerà una graduatoria decrescente. Solo le imprese che si posizioneranno in graduatoria entro i limiti delle risorse disponibili (50 milioni di euro) accederanno alla fase successiva di controllo dei documenti e potranno ottenere il contributo.

La concessione del contributo dipende quindi dalla qualità e dalle caratteristiche del progetto e dell’impresa.

Quanto è possibile ottenere

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa nella misura del 50% dei costi ammissibili, con un importo massimo pari quindi a 30.000 euro. Tuttavia l’intensità dell’aiuto può salire sensibilmente nel caso di progetti integrati sovraregionali che coinvolgono fino a dieci imprese: in questa circostanza è prevista una maggiorazione di 20 punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 punti per le medie imprese arrivando così a coprire fino al 70% dell’investimento. L’importo massimo concedibile, in questo caso è quindi pari a 42.000 euro.

Il Ministero ha chiarito che i contratti per i servizi di formazione devono essere sottoscritti solo dopo la presentazione della domanda e le attività devono iniziare entro 6 mesi dalla data di concessione e concludersi entro dodici mesi dalla data di concessione dell’agevolazione.

L’accesso alla piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia richiede l’identificazione tramite Spid, Carta Nazionale dei Servizi o Cie mentre la sottoscrizione digitale della domanda resta in capo al rappresentante legale dell’impresa o della PMI capofila nel caso di progetti integrati.

I costi

Sono inclusi tra le spese ammissibili i costi del personale relative ai formatori e ai partecipanti per le ore di formazione, i costi di esercizio direttamente connessi al progetto e i servizi di consulenza specialistica.

Una delle novità più significative riguarda la modalità di rendicontazione dei costi. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi le spese saranno rimborsate attraverso l’utilizzo di opzioni semplificate di costo sotto forma di tariffe orarie unitarie. Queste tariffe variano in base alla regione in cui è attuato il progetto: si va dai 41,19 euro l’ora della Calabria ai 47,22 euro l’ora di Basilicata e Sicilia passando per i 46,13 euro di Campania e Sardegna. Questo meccanismo evita alle imprese la gestione analitica di ogni singola pezza d’appoggio concentrando i controlli sull’effettivo svolgimento delle ore di formazione certificate tramite timesheet e registri di presenza.

Gli ambiti tecnologici

I percorsi formativi non possono riguardare la formazione obbligatoria per legge ma devono focalizzarsi su tematiche strategiche per la specializzazione intelligente e la transizione ecologica.

Tra gli ambiti individuati figurano l’aerospazio e la difesa con focus su robotica spaziale e riduzione dell’impatto ambientale, la salute e l’e-health, l’industria intelligente e sostenibile, oltre alle tecnologie digitali avanzate come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche e la connettività avanzata. Un rilievo particolare è dato anche alle tecnologie pulite per l’energia e ai processi di economia circolare.

Più in dettaglio gli ambiti tecnologici su cui deve vertere la formazione sono strettamente collegati alle traiettorie della Strategia nazionale di specializzazione intelligente e alle tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), con un forte accento sulla transizione verde e digitale.

Ecco le 9 aree tematiche principali individuate dal decreto, con alcuni esempi concreti delle materie ammissibili:

1. Tecnologie Digitali Avanzate

È uno dei pilastri centrali e include lo sviluppo di competenze su:

  • Intelligenza Artificiale (AI) e robotica.
  • Semiconduttori avanzati e tecnologie quantistiche.
  • Connettività avanzata e Cybersecurity (inclusa nel concetto di tecnologie digitali e sicurezza urbana).

2. Industria Intelligente, Energia e Ambiente

Riguarda la modernizzazione dei processi produttivi:

  • Processi innovativi per l’efficienza e la sostenibilità industriale.
  • Materiali innovativi ed ecocompatibili.
  • Tecnologie per le smart grid e le fonti rinnovabili.
  • Sistemi per il trattamento delle acque e dei rifiuti.

3. Tecnologie Pulite (Clean Tech)

Focus specifico sulle fonti energetiche e la decarbonizzazione:

  • Energia solare, eolica e tecnologie dell’idrogeno.
  • Tecnologie delle batterie e stoccaggio dell’energia.
  • Cattura e stoccaggio del carbonio.
  • Economia circolare.

4. Aerospazio e Difesa

Formazione su tecnologie specifiche del settore:

  • Riduzione dell’impatto ambientale (green engine).
  • Robotica spaziale e droni (UAV a uso civile).
  • Sistemi di osservazione della terra.

5. Salute, Alimentazione e Qualità della Vita

Innovazione nel campo life-science e agrifood:

  • E-health, diagnostica avanzata e medicina rigenerativa.
  • Agricoltura di precisione e tracciabilità alimentare.
  • Nutraceutica e biotecnologie.

6. Biotecnologie

Sviluppo di competenze altamente specialistiche su:

  • Tecnologie relative a DNA/RNA e proteine.
  • Ingegneria cellulare e tissutale.
  • Bioinformatica.

7. Turismo, Cultura e Creatività

Applicazione della tecnologia alla valorizzazione del patrimonio:

  • Realtà aumentata e sistemi per la fruizione dei beni culturali.
  • Artigianato digitale e design evoluto.
  • Gaming ed editoria digitale.

8. Agenda Digitale e Smart Communities

Soluzioni per le città del futuro:

  • Mobilità urbana intelligente e logistica.
  • Internet of Things (IoT) e sensori intelligenti.
  • Banda Ultra Larga.

9. Transizione Verde e Digitale (Generale)

Un’area trasversale per i progetti che non rientrano nelle precedenti ma riguardano:

  • Digitalizzazione delle catene del valore.
  • Gestione sostenibile delle risorse.
  • Analisi dei dati per l’innovazione sostenibile.

I decreti

Decreto ministeriale 4 settembre 2025

DM_4_settembre_Competenze_nuova_impaginazione_2025

Decreto direttoriale 26 gennaio 2026

DD_26_gennaio_Rafforzamento_competenze_PN_RIC_2026-nf

Articoli correlati