Secondo il rapporto "Futuro del lavoro", entro il 2025 i datori di lavoro divideranno equamente il lavoro tra uomo e macchina.

Automazione e digitalizzazione: il saldo occupazionale resta positivo, ma la creazione di posti di lavoro sta rallentando

Il rapporto The Future of Job del World Economic Forum presenta i cambiamenti nel mondo del lavoro da qui a 5 anni. Automazione e digitalizzazione accelerano, anche sotto la spinta della pandemia. Complessivamente si creeranno 97 milioni di posti di lavoro e se ne perderanno 85 milioni. Per rimanere rilevanti in un contesto in così rapido cambiamento, i lavoratori dovranno concentrarsi sull’acquisizione di nuove competenze, con particolare attenzione alle soft skill.

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Da Fondimpresa 10 milioni di euro per la formazione delle micro e piccole imprese

Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha emesso un nuovo avviso, il numero 2/2020, dedicato a tutte le micro e piccole imprese aderenti al fondo, che prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro destinati al finanziamento di Piani formativi interaziendali condivisi rivolti ai lavoratori delle micro e piccole imprese che aderiscono al fondo.

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Anintec-Assinform ha presentato il rapporto sulla ricerca e innovazione ICT in Italia.

ICT, per stare al passo con l’Europa servono 3,5 miliardi di investimenti all’anno in Ricerca e Innovazione

Il rapporto “Ricerca e Innovazione ICT Italia”, presentato da Anitec-Assinform, con la partecipazione dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, indica gli interventi da seguire nei prossimi 3 anni per competere nel settore ICT con gli altri paesi europei: investimenti privati per 3,5 miliardi l’anno, stanziamenti pubblici per quasi mezzo miliardo e 6.500 ricercatori in più. Necessaria una strategia condivisa tra imprese, scuole e settore pubblico per formare profili specializzati e dotare tutti i cittadini di competenze trasversali e competenze digitali di base.

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Competenze digitali mai così critiche, ma quasi la metà della popolazione mondiale non usa Internet

Uno studio pubblicato dall’ITU, l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (agenzia specializzata delle Nazioni Unite) sottolinea l’importanza di possedere competenze digitali di base in quasi tutti i lavori. Tuttavia, quasi la metà della popolazione non usa Internet ed è spesso la mancanza di competenze digitali di base a creare un ostacolo all’accesso. Urge, quindi, chiudere il divario di competenze (esacerbato ulteriormente dal Covid-19) per dotare i lavoratori delle skill necessarie a rimanere rilevanti anche nei momenti di crisi.

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Le aziende non riescono a trovare profili specializzati: aumenta sempre di più l'importanza delle digital skill.

Imprese sempre più in cerca di profili specializzati e competenze digitali

Le aziende puntano su automazione e competenze digitali, ma il 54% a livello globale fatica a trovare profili specializzati. Continua ad essere molto alta la domanda di skill in ambito cyber security, sviluppo di software e data analysis. Sempre più importanti anche le soft skill, che aumentano la versatilità del lavoratore.

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Lo studio dell'ITU, agenzia specializzata delle Nazioni Unite, evidenzia un'allarmante carenza in competenze digitali di base.

Gli Italiani hanno paura di perdere il lavoro per la pandemia: fondamentali le competenze digitali

La pandemia di Covid-19 ha spinto i lavoratori a concentrarsi sull’acquisizione di nuove competenze e a rivalutare il rapporto lavoro-vita privata. L’importanza sempre maggiore delle competenze digitali per le aziende sta, tuttavia, creando disuguaglianze tra i lavoratori che possiedono queste skill e coloro che non ne hanno. Si accentuano anche le disuguaglianze di genere, soprattutto nel nostro Paese.

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