software

Nasce il Centro Studi Software per l’Innovazione Digitale di AssoSoftware



Indirizzo copiato

Il nuovo Centro studi software per l’innovazione digitale di AssoSoftware nasce per monitorare un comparto che, tra il 2000 e il 2024, ha visto crescere il proprio valore aggiunto del 166%. Attraverso la collaborazione con i principali atenei italiani, l’organismo analizzerà la filiera produttiva e l’impatto delle tecnologie digitali sulle PMI.

Pubblicato il 2 apr 2026



Robotic,Process,Automation,(rpa),Technology,To,Automate,Business,Tasks,With
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti



Contribuire alla definizione di una visione strategica sul futuro dell’industria del software, sia dal lato della sua filiera produttiva sia da quello del suo utilizzo da parte del sistema economico: è l’obiettivo del nuovo Centro Studi Software per l’Innovazione Digitale di AssoSoftware.

L’inziativa nasce per rafforzare la produzione di conoscenza su un settore sempre più centrale per la competitività economica, la trasformazione digitale e la sovranità tecnologica italiana ed europea.

Il ruolo strategico del software per la sovranità digitale italiana

Studi condotti da atenei italiani quali Luiss, Politecnico di Milano, Bocconi e Università di Pavia confermano il ruolo strategico del software per l’innovazione e la sovranità digitale italiana.

Ad esempio, la ricerca di Livia De Giovanni, prorettore per rankings, accreditamenti e qualità della Luiss, evidenzia che il comparto è caratterizzato da un dinamismo superiore alla media nazionale.

Tra il 2019 e il 2024, il settore ha infatti registrato una crescita annua del 6,1% per i redditi da lavoro e del 5,2% per il valore aggiunto. In una prospettiva temporale più ampia, ovvero tra il 2000 e il 2024, il valore aggiunto è aumentato del 166%, superando nettamente l’hardware, fermo al 63%, e la manifattura, cresciuta del 46%.

La ricerca di Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (LEAP), evidenzia invece come la filiera resti un asset fondamentale nonostante il rallentamento post-incentivi 4.0 e PNRR.

I dati dell’osservatorio tech company del Politecnico di Milano rivelano che l’85% dei produttori si focalizza sui software gestionali, seguiti da sicurezza, analytics e AI.

Tuttavia, il confronto europeo evidenzia una criticità strutturale legata alla frammentazione del tessuto produttivo italiano, un fattore che limita la capacità delle imprese di scalare il mercato e investire in ricerca rispetto ai competitor esteri impegnati in processi di consolidamento.

Il ruolo del Centro Studi Software per l’Innovazione Digitale di AssoSoftware

In questo quadro, il Centro Studi Software per l’Innovazione Digitale di AssoSoftware nasce per offrire un contributo stabile e qualificato all’analisi del settore, mettendo in relazione rappresentanza, ricerca e policy in un ambito sempre più decisivo per la crescita del sistema economico italiano.

Il Centro promuoverà ricerche in collaborazione con i alcuni dei principali Atenei italiani che si concentreranno in particolare su due direttrici: da un lato l’analisi della filiera produttiva del software, del suo valore economico, del suo impatto sull’occupazione qualificata e sulla capacità di innovazione; dall’altro il ruolo del software nella digitalizzazione delle PMI, con attenzione alla diffusione delle soluzioni, alla maturità di utilizzo e agli effetti su produttività e competitività.

“Con il Centro Studi AssoSoftware vuole rafforzare il proprio contributo alla costruzione di una visione sul ruolo del software nello sviluppo del Paese”, commenta Pierfrancesco Angeleri, presidente di AssoSoftware.

“Oggi il software non è soltanto un comparto produttivo, ma una leva trasversale di innovazione, produttività e competitività. Per questo servono analisi solide, indipendenti e capaci di orientare il confronto tra imprese, istituzioni e mondo accademico, soprattutto in una fase in cui l’Italia è chiamata a colmare i propri ritardi nella diffusione del digitale”, aggiunge.

Articoli correlati