EXPORT

Energia per la competitività, da Simest 800 milioni per le imprese colpite dalla crisi di Hormuz



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Arriva una misura a sostegno delle aziende danneggiate dai rincari energetici e dalla contrazione del fatturato legati al conflitto nell’area del Golfo Persico. Lo sportello sarà operativo dal 25 maggio. Finanziamenti fino a 5 milioni, fondo perduto fino al 30% per le PMI, durata estesa a 8 anni. La misura è aperta anche alle imprese della filiera

Pubblicato il 8 mag 2026



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Il Governo si muove per andare incontro agli aumenti dei costi dell’energia sostenuti dalle imprese esportatrici e di chi, pur non esportando, opera lungo la filiera. Arriva la misura “Energia per la competitività internazionale”, gestita da Simest – la società del gruppo Cdp che finanzia i percorsi di internazionalizzazione delle imprese italiane – con un plafond dedicato di 800 milioni di euro a valere sul Fondo 394/81. Due i benefici offerti: finanziamento agevolato e fondo perduto. Le domande potranno essere presentate attraverso il portale Simest a partire dalle ore 9:00 del 25 maggio 2026 e fino al 31 dicembre 2026.

L’intervento, come anticipato, nasce per rispondere all’emergenza legata ai rincari dell’energia che stanno colpendo in modo diffuso il tessuto produttivo italiano. “Questo nuovo conflitto così veloce ha accelerato una curva ascendente già molto forte per il costo dell’energia che in Italia crea riflessi negativi sulla competitività delle imprese”, ha spiegato al Sole 24 Ore la ceo di Simest, Regina Corradini D’Arienzo. “Il ragionamento che abbiamo fatto, ascoltando le associazioni industriali, è che oggi sono pochissime le aziende che non hanno subito incrementi della bolletta in questi primi mesi del 2026.”

I requisiti di accesso e la struttura del finanziamento

Possono accedere alla misura le imprese – PMI e grandi aziende – che ricadano in almeno una di due categorie: aver registrato un incremento dei costi medi unitari energetici pari ad almeno il 10% nel confronto tra il primo quadrimestre 2026 e lo stesso periodo del 2025, oppure aver subito una riduzione del fatturato (voce A1 del conto economico) di almeno il 10% a causa del conflitto nel Golfo Persico a partire dal 28 febbraio 2026.

In entrambi i casi è richiesta un’asseverazione redatta da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal MEF, secondo un format che Simest renderà disponibile sul proprio sito.

Finanziamento agevolato e fondo perduto

Il finanziamento agevolato ha un importo minimo di 10.000 euro. Il massimo erogabile non può superare il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con soglie differenziate: 500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per le PMI e le start-up innovative, 5 milioni per le altre imprese. La durata è stata estesa a 8 anni complessivi, di cui 2 di pre-ammortamento, rispetto ai 6 anni della misura precedente per gli energivori.

A questa si affianca la quota a fondo perduto: fino al 20% dell’importo per le grandi imprese, fino al 30% per le PMI, in entrambi i casi con un tetto di 200.000 euro e nel rispetto dei limiti del plafond de minimis disponibile (Reg. 2831/2023).

Risorse per transizione digitale e green o rafforzamento patrimoniale

Le imprese beneficiarie devono realizzare un programma di investimento articolato in due macro-categorie: la transizione digitale o ecologica, obbligatoria per almeno il 10% dell’importo deliberato, e il rafforzamento patrimoniale, che può assorbire fino al 90% delle risorse erogate. Le imprese con classi di scoring 1 o 2, le PMI innovative e le start-up innovative sono esentate dalla prestazione di garanzie.

L’apertura alle filiere e i dati del primo trimestre

Una delle caratteristiche distintive della nuova misura – e più in generale della strategia con cui Simest sta ridisegnando il proprio perimetro di azione – è l’estensione esplicita alle imprese di filiera, anche quando non siano esportatrici dirette. “Chi esporta direttamente è meno del 9% delle imprese italiane”, ha ricordato Corradini D’Arienzo. “Per raggiungere l’obiettivo di 700 miliardi di export definito sotto la guida della Farnesina dobbiamo aumentare il numero delle aziende che esportano e sostenere tutte le imprese della filiera, anche le più piccole.”

I numeri del primo trimestre 2026 confermano che questo cambio di passo sta producendo risultati concreti: la finanza agevolata a valere sul Fondo 394 è cresciuta del 58%, con quasi il 90% degli interventi a favore di PMI. Di queste, il 60% non aveva mai utilizzato gli strumenti Simest in precedenza. Sul fronte degli strumenti geografici, la misura “USA” ha mobilitato 22,3 milioni di euro per 45 iniziative, la misura “Africa” 18,1 milioni per 13 operazioni e la misura “America Latina” 4,9 milioni per 6 progetti.

Nella stessa riunione del Comitato Agevolazioni sono stati deliberati 402 prestiti agevolati per un valore complessivo di 209 milioni di euro a sostegno di 386 aziende impegnate nell’espansione dell’export, in investimenti di transizione digitale ed ecologica, in programmi fieristici internazionali e nell’apertura di piattaforme di e-commerce.

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