Sono passate poche settimane dalla pubblicazione del decreto attuativo dell’iperammortamento, il provvedimento firmato il 4 maggio dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy che ha finalmente definito le regole operative per accedere alla maggiorazione prevista dai commi da 427 a 436 dell’articolo 1 della legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Regole attese da mesi – la legge di bilancio era stata approvata a dicembre 2025 – e che, come abbiamo già illustrato su queste pagine, contengono alcune scelte procedurali tutt’altro che banali per le aziende.
Il 15 giugno alle 16:30 nella sede di ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, in Via Rasella 157 a Roma) queste regole saranno al centro di un incontro organizzato da Atlante Group, società di consulenza specializzata in finanza agevolata, sostenibilità e innovazione industriale. Sarà possibile seguire l’evento anche in streaming.
Indice degli argomenti
Il programma e i protagonisti
L’introduzione all’evento sarà curata da Nicolò Berghinz, Team Manager Sviluppo, Relazioni Esterne e Public Affairs per ALIS, l’associazione di riferimento per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese, che riunisce imprese di logistica, autotrasportatori, compagnie armatoriali, aeree e ferroviarie, terminalisti, spedizionieri, interporti e porti. Un settore che guarda con interesse diretto al nuovo iperammortamento: le imprese della logistica e del trasporto investono in modo continuativo in beni strumentali – dai sistemi di automazione dei magazzini alle infrastrutture di calcolo per la gestione delle flotte, dai sistemi di monitoraggio energetico agli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili – che rientrano a pieno titolo negli Allegati IV e V della legge di bilancio 2026.
A seguire il saluto di Manuel Manotti, Sales Manager di Atlante Group, che illustrerà la visione della società di consulenza specializzata in finanza agevolata, sostenibilità e innovazione industriale.
Ospite d’eccezione dell’incontro sarà Marco Calabrò, Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese del MIMIT, che presenterà il quadro normativo aggiornato dell’iperammortamento 2026-2028 e offrirà tutti i chiarimenti interpretativi richiesti dalle imprese in queste settimane.
La discussione prenderà spunto anche dai dati di consuntivo del piano Transizione 5.0 (biennio 2024-2025) e del piano Transizione 4.0 (2020-2023), le due misure di cui il nuovo iperammortamento è chiamato a raccogliere l’eredità.
Sul fronte del Transizione 5.0, per esempio, i dati mostrano che a fronte di oltre 18.000 istanze presentate – ripartite tra piccole imprese (12.158), medie (3.884) e grandi (2.907) – gli investimenti complessivamente attivati nel biennio si sono attestati su cifre significative, con il manifatturiero che ha assorbito il 71,6% delle risorse. Una questione irrisolta fino a pochi mesi fa era quella degli “esodati”, cioè le imprese che avevano completato le pratiche per gli investimenti 5.0 dopo la fatidica data del 7 novembre 2025: il DL 27 marzo 2026, n. 38 e il DL 3 aprile 2026, n. 42, in fase di conversione in legge in Parlamento, hanno risolto il nodo prevedendo un credito d’imposta pari all’89,77% per gli investimenti in beni strumentali e le attività di formazione e un contributo triennale pari al 100% per gli investimenti nelle FER, per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi tra crediti (1.302,3 milioni) e contributi (197,7 milioni).
E poi ci sono i dati del precedente piano Transizione 4.0: il rapporto congiunto di Banca d’Italia, MEF e MIMIT pubblicato nel maggio 2026 ha certificato 35 miliardi di crediti d’imposta maturati tra il 2020 e il 2023, con un moltiplicatore degli investimenti compreso tra 1,5 e 2 euro per ogni euro di credito erogato. Numeri che offrono una base di confronto interessante per valutare le aspettative sul nuovo strumento.
Accanto a Calabrò interverrà Stefano Cogoli, Operations Manager Finanza Agevolata-Ambiente-Energia, che porterà invece il punto di vista del consulente sulle implicazioni pratiche della misura per le imprese: la procedura tramite la piattaforma del GSE, gli oneri documentali, i vantaggi della combo iperammortamento – leasing, la cumulabilità con gli altri incentivi, le cause di decadenza e le comunicazioni periodiche e altro ancora.
Perché partecipare
L’iperammortamento 2026 ha struttura diversa rispetto ai piani precedenti, essendo basato sul meccanismo della maggiorazione degli ammortamenti. Ma la nuova misura presenta alcune caratteristiche che lo rendono molto interessante, a partire dalle aliquote: per investimenti fino a 2,5 milioni di euro garantisce un risparmio del 43,2% indipendentemente dal conseguimento di un risparmio energetico, contro un massimo del 20% del credito 4.0 e del 45% del credito 5.0. Le aliquote sono strutturate su tre scaglioni: 180% per la quota fino a 2,5 milioni, 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, 50% per la quota tra 10 e 20 milioni.
A moderare l’incontro sarà Franco Canna, direttore di Innovation Post.
La partecipazione è aperta in presenza presso la sede ALIS di Roma e in streaming. Per informazioni è possibile rivolgersi ad Atlante Group. Le iscrizioni sono aperte a questo indirizzo.








