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Innovazione, formazione e servizi per l’AI industriale: il bilancio del primo anno di IT4LIA AI Factory



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Con quasi 500 progetti attivi, IT4LIA AI Factory traccia il bilancio del primo anno. L’infrastruttura di supercalcolo di Bologna ha erogato 37 milioni di ore GPU e formato 600 professionisti. Una survey rileva però che la mancanza di competenze e i costi infrastrutturali frenano l’adozione dell’intelligenza artificiale per un’azienda su due.

Pubblicato il 28 mag 2026



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Oltre 37 milioni di ore GPU allocate, più di 460 progetti attivi, un portafoglio di 27 servizi operativi e un Registro Nazionale dei Dati con una capacità superiore a 20 petabyte: sono questi i risultati del primo anno di operatività di IT4LIA AI Factory.

L’infrastruttura nazionale, con sede presso il DAMA-Tecnopolo di Bologna e co-finanziata da Euro HPC JU, dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, è entrata nella sua fase operativa a partire da aprile 2025, unendo supercalcolo, gestione dei dati e servizi avanzati per l’intelligenza artificiale.

Modelli applicativi per l’industria e la ricerca strategica

Le risorse computazionali hanno consentito lo sviluppo di modelli applicativi all’interno di comparti industriali e di ricerca strategici.

Nel settore della manifattura sono stati realizzati dataset specifici destinati a simulazioni e collaudi operativi, mentre nell’ambito della sicurezza informatica le attività si sono concentrate sull’analisi avanzata delle minacce.

Ulteriori applicazioni hanno riguardato l’agritech, attraverso l’ottimizzazione dei sistemi di irrigazione, e l’elaborazione di previsioni meteorologiche e climatiche avanzate.

Il progetto, ricordiamo, si rivolge a startup, piccole e medie imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni accademiche attraverso una formula di accesso gratuito, affiancata da soluzioni personalizzate per gli altri attori dell’innovazione con l’obiettivo di incrementare la competitività del tessuto produttivo europeo.

Lo sviluppo delle competenze e l’offerta formativa sul territorio

L’offerta di IT4LIA AI Factory include l’erogazione di servizi formativi finalizzati a sviluppare competenze specifiche sull’intelligenza artificiale, destinati a professionisti, imprese, ricercatori e operatori della pubblica amministrazione.

Nel corso del primo anno di attività sono state organizzate 20 sessioni di formazione, che hanno registrato oltre 600 partecipanti, affiancate da hackathon e da cinque percorsi di tirocinio extracurriculari retribuiti della durata di sei mesi, gestiti attraverso i membri del consorzio.

Dal punto di vista della distribuzione geografica, i corsi in presenza si sono tenuti nelle città di Bologna, La Spezia e Napoli, integrando modelli didattici online e ibridi per garantire la massima accessibilità sul territorio nazionale, con una partecipazione particolarmente concentrata nelle regioni dell’Italia centrale e meridionale.

Il programma didattico ha affrontato tematiche trasversali come l’etica, la sicurezza informatica, la gestione dei dati e il quadro normativo dell’AI Act, prevedendo approfondimenti tecnologici per le figure professionali incaricate di integrare queste soluzioni nelle proprie organizzazioni.

La composizione del pubblico ha evidenziato una presenza significativa di dipendenti delle piccole e medie imprese e di operatori attivi nei servizi pubblici e nel campo dell’educazione.

Per l’anno che si sta aprendo, le attività proseguiranno con il rilascio di una piattaforma di e-learning che raccoglierà tutto il materiale didattico prodotto e con la strutturazione di un percorso modulare.

La pianificazione spazierà dalle competenze di base su supercalcolo e intelligenza artificiale fino a nozioni avanzate di carattere tecnico, per rispondere alle specifiche necessità manifestate da imprese, startup e pubblica amministrazione.

Intelligenza artificiale, la mappatura dei bisogni dell’industria e gli ostacoli all’adozione

Una survey condotta da IT4LIA AI Factory tra ottobre e novembre 2025 su un campione di 200 organizzazioni – tra imprese, startup, università, gruppi di ricerca e pubblica amministrazione – ha permesso di mappare i bisogni, gli ostacoli e le aspettative legati all’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia.

I dati raccolti indicano che il 50% dei rispondenti ha già attivato o pianificato progetti basati sull’AI, mentre la restante metà si dichiara pronta a partire pur non disponendo delle metodologie necessarie per farlo.

Il principale freno allo sviluppo delle iniziative è rappresentato dalla carenza di competenze interne, segnalata dal 65% delle organizzazioni, seguita dai vincoli di budget e dai costi infrastrutturali, indicati da una realtà su due.

L’indagine evidenzia inoltre una diffusa richiesta di supporto operativo. Il 48% dei partecipanti necessita di assistenza nella definizione stessa dei progetti legati all’intelligenza artificiale, mentre il 45% riscontra difficoltà nell’identificare i corretti casi d’uso aziendali.

Sul piano tecnico, il 38% dichiara problemi relativi alla gestione e alla qualità dei dati, mentre il 33% manifesta incertezze rispetto al quadro normativo vigente.

Nonostante le barriere all’avvio, l’interesse verso l’innovazione rimane elevato: il 64% delle organizzazioni esprime la volontà di prendere parte a open call e partnership per il co-sviluppo di soluzioni dedicate, e il 55% è alla ricerca attiva di canali di finanziamento per avviare o scalare i propri progetti.

La carenza di competenze si conferma l’elemento più critico. Il 63% delle realtà analizzate richiede figure specializzate per lo sviluppo e l’implementazione dell’AI, mentre il 50% rileva una scarsa comprensione strategica della tecnologia a livello manageriale.

Le organizzazioni evidenziano infine il bisogno di un supporto tecnico mirato per la configurazione di ambienti e framework operativi (37%), per il trasferimento di dati e modelli (33%) e per l’ottenimento di procedure di accesso semplificato alle risorse (28%).

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