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Voucher Doppia Transizione Lombardia: 10.000 euro per i progetti digitali e green delle Pmi



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In linea con il piano nazionale dei PID, il bando della Lombardia finanzia progetti che uniscono tecnologie digitali, consulenza e formazione per la Transizione 5.0. Ammessi investimenti in IA, cloud, cybersecurity, robotica, IoT, analytics e sistemi gestionali

Pubblicato il 22 lug 2026



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Il Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026 porta sul territorio la nuova stagione dei contributi camerali per digitale, sostenibilità e Transizione 5.0. La dotazione complessiva per le imprese della Regione è di 4.463.500 euro, a carico delle Camere di commercio lombarde, con la quota più alta destinata al territorio di Milano Monza Brianza Lodi: 2,5 milioni di euro per micro, piccole e medie imprese che investono in tecnologie, consulenza e formazione.

La misura si inserisce nel quadro del nuovo ciclo dei Voucher dei Punti impresa digitale, già avviato a livello nazionale con una dotazione di 150 milioni di euro nel periodo 2026-2029 per accompagnare le imprese nella doppia transizione. Nel precedente approfondimento sul Bando Voucher Doppia Transizione 2026 vi abbiamo già raccontato gli elementi principali della misura: sostegno agli investimenti digitali e green, attenzione all’intelligenza artificiale, collegamento con Transizione 5.0 e ruolo delle Camere di commercio nella gestione territoriale degli sportelli.

Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026, risorse e territori

Il bando lombardo è stato approvato da Unioncamere Lombardia con determinazione del 2 luglio 2026 e coinvolge le Camere di commercio aderenti: Brescia, Como-Lecco, Cremona-Mantova-Pavia, Milano Monza Brianza Lodi, Sondrio e Varese. Le risorse sono assegnate alle imprese in base al territorio della sede oggetto dell’intervento.

Il quadro finanziario mostra una forte concentrazione sull’area metropolitana e produttiva di Milano, Monza Brianza e Lodi, che assorbe oltre la metà della dotazione complessiva.

La ripartizione delle risorse in Lombardia

TerritorioStanziamento
Milano Monza Brianza Lodi2.500.000 euro
Brescia600.000 euro
Cremona-Mantova-Pavia460.000 euro
Como-Lecco430.000 euro
Varese380.000 euro
Sondrio93.500 euro
Totale Lombardia4.463.500 euro

L’agevolazione è concessa sotto forma di voucher a fondo perduto. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 10.000 euro per impresa. L’investimento minimo richiesto è di 4.000 euro. Sono previste premialità aggiuntive per le imprese con rating di legalità o certificazione della parità di genere, nel rispetto dei limiti applicabili.

Cosa finanzia il bando: tecnologia più competenze

Il bando sostiene progetti coerenti con la strategia del Piano nazionale Transizione 5.0 e richiede una caratteristica precisa: l’intervento deve comprendere sia una componente tecnologica sia una componente di consulenza o formazione. La somma delle spese per consulenza e formazione deve pesare tra il 30% e il 70% del totale delle spese ammissibili.

Tra le tecnologie finanziabili rientrano manifattura additiva e stampa 3D, cloud, fog e quantum computing, cybersecurity e business continuity, intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni, robotica industriale e collaborativa, big data e analytics, blockchain, realtà aumentata e virtuale, IoT e sensoristica interconnessa, sistemi gestionali integrati come Erp, Mes, Plm e Scm, Crm, geolocalizzazione e soluzioni per l’esperienza cliente in-store.

Il perimetro è ampio, ma il bando evita una lettura puramente hardware dell’innovazione. Per essere finanziabile il progetto deve tenere insieme investimento, competenze e capacità di esecuzione. Per una Pmi manifatturiera questo può tradursi in una linea produttiva più monitorata, in un sistema di raccolta dati per consumi e manutenzione, in strumenti di IA applicati al controllo qualità o in un percorso di formazione per rendere utilizzabile una nuova architettura digitale.

Domande dal 28 luglio: procedura a sportello

La compilazione e il caricamento della documentazione sono disponibili sulla piattaforma ReStart dalle ore 10 dell’8 luglio 2026. L’invio telematico della domanda sarà invece possibile dalle ore 11 del 28 luglio 2026. La procedura è valutativa a sportello e segue l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse del singolo territorio.

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere. Il bando richiede la domanda generata dalla piattaforma, l’allegato di progetto, il prospetto delle spese, il modulo per il calcolo della dimensione di impresa, i preventivi, il report di self-assessment Self i4.0 compilato o aggiornato a partire dal primo gennaio 2026 e il certificato di polizza assicurativa a copertura dei rischi catastrofali.

I preventivi non possono essere antecedenti al primo gennaio 2026 e, nel caso di beni strumentali e software, devono essere accompagnati dalle schede tecniche. Le spese dovranno essere sostenute, quietanzate e rendicontate entro il 30 aprile 2027.

I vincoli da considerare prima di candidarsi

Il voucher non finanzia qualunque spesa digitale. Sono escluse, tra le altre, le spese in autofatturazione, le fatture con importi ammissibili inferiori a 300 euro al netto dell’Iva, trasporto, vitto e alloggio, apparecchi telefonici, siti web aziendali, web advertising, consulenze ordinarie fiscali, contabili, legali o commerciali, beni usati, noleggio di attrezzature, formazione obbligatoria e certificazioni obbligatorie.

Per i servizi di consulenza e formazione sono ammessi fornitori qualificati: Competence Center, università, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, European Digital Innovation Hub, incubatori, fablab, startup e Pmi innovative, enti di formazione accreditati, esperti in gestione dell’energia, energy service company, energy manager e innovation manager certificati o iscritti negli elenchi previsti. Non sono invece richiesti requisiti specifici per i fornitori di beni strumentali.

La logica industriale del bando è quindi selettiva. Non basta acquistare un software o una macchina digitale: serve costruire un progetto con obiettivi, fornitori, competenze e rendicontazione coerenti. È proprio questo il passaggio che distingue il voucher lombardo da un contributo generico all’acquisto: la misura prova a finanziare piccoli progetti di trasformazione, non singole spese isolate.

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