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Tecnologie quantistiche, aperta la nuova consultazione pubblica per aggiornare la strategia nazionale



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Dal 21 luglio al 6 settembre 2026 il Mimit raccoglie il contributo di imprese dell’offerta e della domanda su calcolo, comunicazione, sensoristica e metrologia quantistica, aggiornando la mappatura del 2024 confluita nella Strategia nazionale. Ecco chi può partecipare e che cosa viene richiesto

Pubblicato il 23 lug 2026



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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto una nuova consultazione pubblica dedicata alle tecnologie quantistiche. Il questionario è online dal 21 luglio 2026 e resterà disponibile per la compilazione fino al 6 settembre, rivolto agli operatori di mercato attivi nelle applicazioni industriali e produttive del settore.

L’iniziativa, promossa dalla Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti del Ministero, si pone in continuità con la prima consultazione avviata nel 2024 (qui il report della prima consultazione pubblicato a marzo 2025) e rientra nell’attuazione della Strategia italiana per le tecnologie quantistiche (qui potete leggere il documento integrale del settembre 2025).

L’obiettivo è dare continuità al monitoraggio del settore, così da fornire alle future decisioni di policy un contributo più aggiornato e coerente con le esigenze reali degli stakeholder.

Che cosa chiede il nuovo questionario

Il questionario copre le quattro principali famiglie di tecnologie quantistiche: calcolo, comunicazione, sensoristica e metrologia. Per ciascuna di esse chiede alle imprese di collocarsi lungo la catena del valore, che va dai componenti abilitanti allo sviluppo hardware, middleware e software, fino a system integration, consulenza, formazione e fondi di venture capital.

Le domande approfondiscono sia il lato dell’offerta sia quello della domanda. Alle aziende che sviluppano tecnologia viene chiesto di indicare il livello di maturità tecnologica (TRL) raggiunto dai propri prodotti, le tecnologie di qubit utilizzate, le collaborazioni internazionali in corso e le eventuali criticità di approvvigionamento nella supply chain, con particolare attenzione alla dipendenza da fornitori extra-UE. Alle imprese utilizzatrici si chiede invece di descrivere applicazioni e casi d’uso già sperimentati.

Il questionario dedica inoltre spazio a temi trasversali come la protezione della proprietà intellettuale e del know-how strategico nazionale, il rischio di acquisizioni ostili da parte di soggetti esteri, la formazione del personale e le difficoltà nel reperire competenze specialistiche sul quantum. Un capitolo specifico riguarda infine la partecipazione a progetti IPCEI (Important Projects of Common European Interest), lo strumento della politica industriale europea che sostiene con risorse pubbliche lo sviluppo di tecnologie strategiche ad alto contenuto tecnologico e difficilmente sostenibili dal solo mercato.

La partecipazione ha senso sia per le aziende che sviluppano hardware, software o componentistica quantistica sia per quelle che utilizzano o valutano di utilizzare queste tecnologie nei propri processi: la mappatura serve infatti a restituire un quadro completo tanto della filiera produttiva quanto della domanda reale espressa dal mercato.

Dalla mappatura del 2024 alla strategia nazionale

La prima consultazione pubblica sulle tecnologie quantistiche si era chiusa nell’estate del 2024 e aveva coinvolto 52 stakeholder industriali. I risultati erano confluiti in un report, redatto dal Ministero in collaborazione con l’Osservatorio Quantum Computing & Communication del Politecnico di Milano e pubblicato a marzo 2025, che aveva fotografato per la prima volta l’ecosistema industriale italiano del quantum.

Quell’analisi era stata alla base della prima bozza della Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, elaborata da un gruppo di lavoro istituito dal Ministero dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Difesa, il Mimit, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio e l’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza. Dopo un ulteriore giro di consultazione degli stakeholder di settore, il documento finale della strategia è stato pubblicato a settembre 2025 (se ne può leggere una sintesi in questo articolo).

La strategia si articola su quattro pilastri: lo sviluppo scientifico e industriale nei cinque ambiti del quantum (calcolo, simulazione, comunicazione, sensoristica e scienza di base), la costruzione di un ecosistema nazionale integrato tra ricerca, trasferimento tecnologico, industria e formazione, l’internazionalizzazione e la sicurezza tecnologica, e infine un modello di governance e misurabilità che consenta di aggiornare nel tempo il piano d’azione. La nuova consultazione si inserisce esattamente in quest’ultimo pilastro, fornendo al Ministero dati aggiornati per calibrare gli interventi.

Un ecosistema di ricerca solido, ma investimenti ancora indietro

I numeri raccolti nell’ambito della strategia restituiscono un settore a due velocità. Sul fronte della ricerca l’Italia si colloca al settimo posto mondiale per pubblicazioni scientifiche sul calcolo quantistico, con oltre 4.200 lavori pubblicati, sostenuta da una rete di enti pubblici come CNR, INFN e IIT e da oltre 130 ricercatori coinvolti in un’indagine del Mur.

Anche sul piano dei finanziamenti pubblici alla ricerca il quadro è positivo: tra il 2021 e il 2024 il MUR ha stanziato 228,9 milioni di euro per le tecnologie quantistiche, di cui l’86% proveniente dal PNRR, con il partenariato esteso NQSTI che da solo ha assorbito oltre la metà dei fondi totali.

Il fronte industriale racconta però una storia diversa. Gli investimenti privati tra il 2023 e il 2024 si sono fermati a 12,5 milioni di euro, e le startup native italiane del settore sono appena 13, contro le 39 del Canada, le 35 del Regno Unito e le 28 della Germania. Anche guardando alla spesa pubblica pluriennale l’Italia resta dietro ai principali competitor europei, con Regno Unito, Germania e Francia che hanno stanziato rispettivamente 4.122, 3.030 e 1.800 milioni di euro su orizzonti temporali più lunghi. Un segnale di inversione di tendenza arriva dalla costituzione del fondo Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital dedicato alle tecnologie deep tech, quantum compreso, con una dotazione di un miliardo di euro.

È in questo contesto che si colloca la nuova consultazione: raccogliere dati aggiornati direttamente dalle imprese dell’offerta e della domanda serve a capire se e come questo divario si stia colmando, e a orientare di conseguenza le prossime scelte di policy industriale sul quantum.

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