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STMicroelectronics, a Castelletto il nuovo centro di R&S sul Digital Twin per i semiconduttori


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A Castelletto, nel comune di Cornaredo (Milano), STMicroelectronics ha presentato il progetto per un centro di Ricerca e sviluppo dedicato al Digital Twin dei processi produttivi dei semiconduttori. L’obiettivo è anticipare al digitale la validazione di tecnologie e prodotti.

Pubblicato il 16 set 2026



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Il sito di STMicroelectronics a Castelletto





STMicroelectronics, il gruppo franco-italiano dei semiconduttori, ha presentato a Castelletto, nel comune di Cornaredo (Milano), il progetto per un nuovo centro di ricerca e sviluppo dedicato al Digital Twin dei processi e dei dispositivi a semiconduttore. All’incontro erano presenti il presidente di Stm Italia Giuseppe Notarnicola, l’amministratore delegato Alberto Della Chiesa e l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi.

Obiettivo dichiarato dell’iniziativa è spostare sul digitale una parte crescente del lavoro di ricerca, così da ridurre i tempi che separano un’idea tecnologica dalla sua validazione fisica. A illustrare l’architettura dell’iniziativa è stato Fabio Gualandris, presidente per Qualità, Manifattura e Tecnologia di STMicroelectronics.

Un ecosistema digitale prima della fabbrica

“La creazione di questo nuovo Centro Digitale per la Ricerca e Sviluppo a Castelletto rappresenta un passo importante nella trasformazione del modo in cui conduciamo la ricerca e lo sviluppo nel settore dei semiconduttori, compresa la velocità con cui lo facciamo”, ha detto Gualandris.

Il nuovo centro, spiega Gualandris, “sarà progettato come un ecosistema digitale connesso, capace di integrare modellizzazione, emulazione e simulazione dei processi tecnologici”. Il progetto arriva a coprire anche la progettazione e il collaudo dei nuovi dispositivi, con l’obiettivo di stimare in anticipo la loro affidabilità prima ancora che vengano realizzati fisicamente.

Al centro di questo approccio c’è il concetto di gemello digitale: una rappresentazione virtuale che si aggiorna in continuazione, calibrata sui dati raccolti dagli esperimenti fisici e dalla caratterizzazione dei materiali. Ogni prova, spiega il gruppo in un comunicato internazionale firmato dallo stesso Gualandris, arricchisce i modelli digitali, rendendo i cicli di sviluppo successivi più rapidi, più precisi e più capaci di anticipare i risultati. Tra i benefici attesi il gruppo elenca cicli di sviluppo più corti, un time-to-market più veloce, una maggiore percentuale di successo al primo tentativo e costi di sviluppo più contenuti. “Queste capacità – dice Gualandris – dovrebbero aiutare ST a offrire ai clienti tecnologie e prodotti differenziati in tempi più brevi e con maggiore prevedibilità”.

Le attività del nuovo centro integreranno modellazione basata sulla fisica, simulazione, dati, intelligenza artificiale, competenze ingegneristiche e feedback dal silicio in un unico ambiente di ricerca e sviluppo. Ma l’obiettivo non è sostituire la sperimentazione fisica. “La validazione su silicio rimarrà essenziale”, dice Gualandris. “Vogliamo invece esplorare più possibilità in digitale, identificare i potenziali problemi in anticipo e raggiungere la validazione fisica con maggiore sicurezza. Il tutto per ridurre i cicli di apprendimento ripetitivi e accelerare la maturazione delle nuove tecnologie”.

Tempi, numeri e il peso del polo di Agrate-Castelletto

Per quanto riguarda le tempistiche Gualandris ha detto che nei prossimi mesi il gruppo allestirà le infrastrutture fisiche a Castelletto, dal 2027 vi concentrerà le attività di ricerca oggi distribuite in più sedi, con l’obiettivo di raggiungere l’80% dei traguardi previsti nel 2029 e completare il percorso tra il 2030 e il 2031.

Il team assegnato al centro di Castelletto dovrebbe arrivare a contare fino a 250 persone, con il supporto di collaboratori esterni.

L’iniziativa fa parte di un più ampio investimento da 4,3 miliardi di euro nel periodo 2028-2034 sul polo di Agrate-Castelletto.

Perché conta ora per STMicroelectronics

Il centro si inserisce in una rete più ampia di collaborazioni con università, partner e fornitori, con cui il gruppo intende mettere a fattor comune competenze di ricerca, sviluppo tecnologico ed esperienza industriale. Per Gualandris la posta in gioco riguarda la competitività complessiva di ST sui mercati internazionali: “Se non facciamo questo sforzo, difficilmente riusciremo a competere a livello mondiale”, ha detto.

Il progetto di Castelletto arriva in un momento in cui STMicroelectronics sta ridisegnando anche altri capitoli del proprio piano industriale in Italia, tra cui l’investimento sul nuovo stabilimento di Catania. A differenza di quest’ultimo, però, l’investimento su Castelletto riguarda la parte più a monte della catena: quella in cui si decide come progettare i chip, prima ancora di produrli.

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