Nel 2023 il mercato del software italiano ha raggiunto un fatturato di 66,7 miliardi di euro, secondo i dati presentati nel corso dell’Assemblea di AssoSoftware, l’Associazione Italiana Produttori Software.
Secondo i dati, parte di una relazione ad opera di Claudio Socci, nel 2023 l’attività di programmazione, consulenza informatica, attività connesse e servizi d’informazione ha generato circa 78 miliardi di euro di produzione, pari all’1,8% della produzione complessiva delle attività produttive italiane, e 39,6 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2% del valore aggiunto dell’economia italiana.
Lo studio ha inoltre stimato gli effetti della proposta di policy “Investo Digitale”, che prevede un contributo pubblico pari al 60% degli investimenti effettuati dalle società non finanziarie in software e servizi informatici per un periodo di tre anni.
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Economia e software, i risultati dello studio su Investo Digitale
La proposta – a cui il Governo potrebbe dare seguito nella Legge di Bilancio attualmente in discussione –, è stata presentata da Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), insieme a Confcommercio, Confimi Industria, Assosoftware, Confartigianato e Confprofessioni.
L’iniziativa prevede un contributo pubblico pari al 60% degli investimenti effettuati dalle società non finanziarie in software e servizi informatici per un periodo di tre anni. Lo strumento è pensato per sostenere la digitalizzazione di micro e piccole imprese, studi professionali ed enti del Terzo settore, coprendo cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza, oltre a formazione e consulenza.
Secondo le stime dei promotori, la misura attiverà miliardi di euro di investimenti, generando un impatto rilevante sulla produttività e sulla crescita del PIL del Paese.
Nello specifico, il modello di equilibrio economico generale utilizzato nella ricerca – che in questa prima fase analizza solo l’effetto di incremento della domanda–, evidenzia che la misura determinerebbe una crescita del PIL reale dello 0,16% nel primo anno, dello 0,18% nel secondo e dello 0,20% nel terzo, con un effetto sull’occupazione rispettivamente dello 0,09%, 0,10% e 0,11%.
Il moltiplicatore del PIL raggiungerebbe 1,36 nel terzo anno, con una media di 1,22 nell’orizzonte considerato. Risultati di crescita del Paese già molto significativi a cui andranno aggiunti, nella seconda parte dello studio, gli effetti derivanti dall’incremento di produttività che già si preannunciano molto rilevanti.
Lo stato degli investimenti e della filiera tecnologica
Nel corso dell’Assemblea è intervenuta anche Valentina Meliciani, Professor of Applied Economics e direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (LEAP) della Luiss Guido Carli.
La Professoressa Meliciani ha presentato la relazione “Software e crescita della produttività. Il contributo all’economia italiana”, evidenziando come il Paese presenti ancora un ritardo negli investimenti in software rispetto ai principali concorrenti internazionali.
Nel 2023, la quota degli investimenti in software sul valore aggiunto era pari all’1,92% in Italia, contro il 2,56% della Spagna, il 3,54% degli Stati Uniti e il 5,01% della Francia.
A completare la discussione la relazione “La filiera del Software in Italia” di Raffaello Balocco, professore di Digital Business e co-fondatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
L’intervento ha illustrato lo scenario del settore e le principali trasformazioni in corso, dall’intelligenza artificiale alla sovranità digitale.
Particolarmente significativo il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’evoluzione del comparto: secondo l’indagine dell’Osservatorio Tech Company su 171 aziende della filiera attive in Italia, il 71% ha già adottato soluzioni di IA nello sviluppo e nell’erogazione del software, in maniera estesa o attraverso applicazioni circoscritte e sperimentazioni.
Riconfermati i vertici dell’Associazione
Nel corso dell’Assemblea dei Soci l’Associazione ha riconfermato Pierfrancesco Angeleri nel ruolo di presidente per i prossimi quattro anni. Insieme ad Angeleri sono stati riconfermati anche Mario Pedrazzini e Piermassimo Colombo nel ruolo di vice presidenti.
“Questa riconferma ci permette di dare continuità al lavoro avviato e di affrontare con ancora maggiore determinazione le sfide che abbiamo davanti: sostenere la trasformazione digitale del Paese, rafforzare la competitività delle imprese italiane e valorizzare il ruolo strategico del software per la crescita e la produttività dell’economia”, commenta Angeleri.










