L’ordine globale fondato su regole, pazientemente costruito da Stati Uniti ed Europa nel dopoguerra, è di fatto terminato, sostituiti da un nuovo ordine – o disordine – in cui caos e incertezza sono i protagonisti. Tra i vettori dell’incertezza figurano le politiche protezionistiche statunitensi che, lungi dal raggiungere i propri obiettivi, hanno finito per isolare Washington e avvantaggiare Pechino. È la diagnosi che Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, ha proposto prima in occasione del suo intervento a Cernobbio, al Forum Ambrosetti, e poi a Milano, in occasione dell’evento “Competitività e nuove sfide Globali” organizzato da Assolombarda, dove ha discusso della necessità di ripensare la competitività affrontando la realtà.
Il PARERE DEL PREMIO NOBEL
Il Nobel Stiglitz: “Difesa, innovazione e unità: così l’Europa può tornare protagonista
L’Europa deve mettere in atto una serie di azioni e politiche che le permettano in primis di rafforzarsi militarmente, per difendersi dalla Russia, e poi di sviluppare un’autonomia tecnologica che sia la base per una reale sovranità e indipendenza dagli USA. La ricetta che il premio Nobel Joseph Stiglitz propone all’UE si basa quindi su tre pilastri: la creazione di un’industria della difesa autonoma, il potenziamento di un ecosistema di innovazione sovrano e una maggiore unità politica per dare la giusta rilevanza al proprio peso economico.

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