IL DOCUMENTO DEL GOVERNO

Nella revisione del PNRR 6,26 miliardi per la transizione green del sistema produttivo (e 4 per Transizione 5.0)

Il Governo ha messo nero su bianco la lista delle modifiche che intende apportare al PNRR. Il documento comprende sia i correttivi all’attuale piano sia la sua integrazione con le risorse provenienti dal RePowerEU: una cifra che si aggira intorno ai 19,2 miliardi destinati all’accelerazione della transizione green, di cui oltre 6 miliardi destinati al sostegno della transizione del sistema produttivo, compresi i 4 miliardi per il piano Transizione 5.0.

Pubblicato il 27 Lug 2023

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Il Governo ha messo nero su bianco la lista delle modifiche che intende apportare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ha iniziato a delineare i contorni degli investimenti che saranno finanziati con le risorse del piano RePowerEU.

Si tratta di un documento del Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, ha portato il 27 luglio all’esame della Cabina di regia. Il prossimo 1 agosto è prevista una discussione in Parlamento e successivamente la trasmissione alla Commissione Europea.

Il documento, come dicevamo, prevede sia la revisione del PNRR sia l’integrazione del Piano con le risorse assegnate all’Italia dal piano RePowerEU: una cifra che si aggira intorno ai 19,2 miliardi destinati all’accelerazione della transizione green. Di questa cifra, 6,26 miliardi sono destinati al sostegno della transizione del sistema produttivo, compresi i 4 miliardi per il piano Transizione 5.0.

Le proposte di modifica del Piano Transizione 4.0

Iniziamo però dalle proposte di revisione dell’attuale PNRR, che prevede il taglio di nove misure considerate irrealizzabili, per complessivi 15,89 miliardi di euro, una diversa assegnazione di una parte delle risorse nonché la ridefinizione di alcune scadenze.

Per quanto riguarda il “vecchio” piano Transizione 4.0, che come sappiamo è stato finanziato dal PNRR per il biennio 2021-2022, il Governo si limiterà però solo a un “aggiornamento della stima iniziale, elaborata su base previsionale, del numero di crediti d’imposta assegnati alle diverse tipologie di investimento (crediti d’imposta per beni strumentali materiali 4.0, crediti per beni strumentali immateriali 4.0, beni strumentali immateriali standard, attività di ricerca sviluppo e innovazione, crediti per attività di formazione). Tali modifiche riguardano due target (M1C2-2, T2-2024 e M1C2-3, T2-2025)”.

In parole semplici, saranno ritoccati i due target numerici del piano Transizione 4.0: il primo target intermedio, che prevedeva la concessione di 69.900 crediti d’imposta alle imprese sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel periodo 2021-2022 entro il 30/06/2024, e il secondo target finale che prevede la concessione di 111.700 crediti d’imposta concessi alle imprese sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel periodo 2021-2023 al 30/06/2025.

Non si parla invece di dirottare ulteriori risorse su questo piano, che – lo ricordiamo – da quest’anno è finanziato interamente con fondi nazionali. Dunque mentre il piano Transizione 5.0 per la componente green, come vedremo a breve, potrà godere dei fondi europei del RePowerEU, l’eventuale aumento delle aliquote relativamente alla parte dedicata alla digitalizzazione continuerà a doversi poggiare su risorse nazionali da trovare nelle pieghe della legge di bilancio.

L’integrazione del PNRR con le risorse del RePowerEU

Il PNRR sarà poi integrato con misure da oltre 19,2 miliardi a valere sul piano RePoweEU.

Queste nuove risorse, tutte dedicate alla transizione energetica, saranno distribuite in 19 interventi suddivisi in tre capitoli tematici o “investimenti”:

  • Capitolo 1 – Reti (2,3 miliardi)
  • Capitolo 2 – Transizione verde ed efficientamento energetico privato e pubblico (14,8 miliardi)
  • Capitolo 3 – Filiere (2 miliardi).

Oltre a queste tre linee di investimento si prevedono poi sei riforme settoriali (per complessivi 100 milioni): Riduzione costi connessione alle reti della produzione di biometano; Power Purchasing Afreement (PPA) rinnovabili; Green Skill settore private e pubblico (due riforme); Roadmap per la razionalizzazione dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili; Testo unico rinnovabili.

6,26 miliardi per la transizione green del sistema produttivo

Soffermandoci sul Capitolo 2, il più corposo nonché quello che riguarda più da vicino le imprese, vale la pena evidenziare che è composto da diversi sottocapitoli, di cui uno espressamente dedicato al settore produttivo (Sub-chapter B – Transizione verde – Settore produttivo). Questo sottocapitolo include 4 interventi del valore complessivo di 6,26 miliardi.

Di tutti gli interventi dedicati al settore produttivo, quello di gran lunga più importante è proprio il piano Transizione 5.0, che assorbirà ben 4,04 miliardi di euro.

Gli altri tre sono:

  • Credito di imposta per l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (1,5 miliardi)
  • Sostegno per gli investimenti green e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI – Sabatini Green (320 milioni)
  • Miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità nei settori agroalimentare, zootecnico, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo (400 milioni)
Vediamoli ora tutti e quattro in dettaglio.

Oltre 4 miliardi per Transizione 5.0

Sono dunque 4,04 i miliardi del RePowerEU che andranno a finanziare il nuovo Piano Transizione 5.0, una misura che, come è scritto nel documento, “intende proiettare il Piano Transizione 4.0 verso un nuovo paradigma 5.0, orientato alla transizione ecologica” e consiste in “un ampio schema di sostegno all’innovazione digitale a supporto della transizione verde nel sistema produttivo”.

Ma che cosa prevederà il piano e come funzionerà? Il documento non  scende nei dettagli, ma mette alcuni importanti paletti.

Durata del Piano Transizione 5.0 e tipo di incentivi

In primis, come tutti gli interventi finanziati dal RePowerEU, anche il piano Transizione 5.0 partirà nel 2024 e si dovrà concludere (almeno per quanto riguarda questa linea di finanziamento) entro il 2025.

Nel documento è scritto che si tratta di un set di misure destinate “a tutte le imprese, anche alle piccole e medie, che costituiscono l’ossatura centrale dell’economia italiana”. Non è quindi riservato alle imprese manifatturiere. Si precisa inoltre che “sfrutterà il sistema, da tempo collaudato, del credito di imposta”.

Qualche dettaglio interessante è scritto poco più avanti, dove si specifica che l’obiettivo della misura è “accelerare la riconversione sia della dotazione di beni strumentali, sia dei processi produttivi delle imprese, attraverso un sostegno automatico e non selettivo, il credito di imposta, in modo da permettere ad un ampio numero di imprese di partecipare all’investimento”, confermando quindi quanto aveva recentemente affermato il ministro Adolfo Urso.

Transizione 5.0, gli investimenti incentivati

Quali saranno concretamente gli investimenti agevolati?

Il documento spiega che saranno incentivate le imprese che intendono “realizzare progetti volti alla transizione ecologica”, in particolare indirizzati alle seguenti azioni:

  • riduzione del consumo dell’energia nei processi produttivi
  • sostituzione dei combustibili fossili
  • riduzione delle emissioni in atmosfera
  • recupero di materie prime critiche
  • circolarità dei processi produttivi attraverso un uso più efficiente delle risorse.

Gli altri interventi per la transizione green del sistema produttivo

Il Credito di imposta per l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili

La seconda misura presentata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è il credito di imposta a sostegno dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Con una dotazione di 1,5 miliardi, questo incentivo “ha l’obiettivo di favorire investimenti in impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle imprese, per consentire loro una riduzione significativa dei costi energetici connessi alla propria attività produttiva”.

L’intervento – si legge nel documento – “intende sostenere le imprese negli investimenti in impianti (realizzazione di nuovi, nonché ampliamento di impianti già esistenti) per la produzione diretta di energia da fonti rinnovabili da utilizzare esclusivamente nel proprio processo produttivo.

Sabatini green per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI

La terza misura è quella per il “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle Piccole e Medie Imprese (PMI)”, anche nota come Sabatini Green.

Con i suoi 320 milioni di euro di dotazione la misura intende “favorire la transizione energetica del sistema delle PMI italiane nei processi di attivazione, consolidamento e modernizzazione di modelli produttivi basati su un utilizzo più razionale, efficace e sostenibile delle risorse, con particolare attenzione all’adozione di soluzioni innovative sul piano tecnologico e digitale, che consentano la realizzazione di programmi di investimento diretti alla autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e all’ottimizzazione dei consumi energetici, funzionali ad una riduzione significativa dei costi energetici di produzione, nonché a garantire la sostenibilità ambientale del ciclo produttivo”.

La misura funzionerà con lo stesso meccanismo collaudato della “Nuova Sabatini” (di qui il nome Sabatini Green): a fronte della concessione di un finanziamento bancario, all’impresa beneficiaria è riconosciuto un contributo a fondo perduto parametrato a un tasso di interesse convenzionalmente assunto.

Le misure per il settore agricolo

La quarta misura dedicata al settore produttivo è focalizzata sull’agricoltura.

L’iniziativa, che prevede un investimento totale di 400 milioni di euro, mira a migliorare le performance e la sostenibilità in vari settori, tra cui l’agroalimentare, la zootecnia, la pesca e l’acquacoltura, la silvicoltura, la floricoltura e il vivaismo.

L’obiettivo è supportare investimenti innovativi per il risparmio energetico e idrico, in linea con le direttive del REPowerEU e della nuova PAC 2023-2027.

Verranno incentivati gli investimenti in digitalizzazione indirizzati al miglioramento delle prestazioni, della gestione dell’impresa, dell’utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme e infrastrutture 4.0.

Gli interventi che rientrano negli obiettivi di risparmio energetico, incremento del ricorso alle energie rinnovabili, miglioramento del rapporto acqua/energia, stimolo alle green skills, potranno essere orientati alla realizzazione e utilizzo di:

  • impianti fotovoltaici e impianti solari per l’energia termica destinati all’autoconsumo;
  • acquisto di mezzi, macchine ed attrezzature a zero emissioni, sia elettriche che a biometano;
  • interventi per la riduzione dei volumi d’acqua utilizzati e delle perdite idriche;
  • soluzioni di economia circolare, basate su soft engineering (es. SuDS – sustainable drainage systems) e nature-based per ridurre l’utilizzo dell’energia e della risorsa idrica; – soluzioni innovative basate sulle tecnologie digitali come IoT, AI, per agricoltura 4.0.

Il documento sulla revisione del PNRR in PDF

Qui di seguito potete scaricare il documento sulla revisione del PNRR in PDF

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Franco Canna
Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, laureato in Economia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.

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