Innovazione, tecnologia, ambiente, lavoro, impresa e alleanza: la ricetta di Federmeccanica per promuovere la competitività del sistema Paese

Agire subito, con misure efficaci e adeguate, per le imprese, per le famiglie, per l’Italia: è questo il messaggio che il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, lancia dal palco dell’assemblea generale della Federazione Sindacale dell’Industria Metalmeccanica Italiana.

Un appello che richiama quello lanciato nel 2011, quando l’Italia si trovava “sull’orlo di un baratro” su cui era stata spinta dalla crisi del debito sovrano. Ora come allora, nonostante siano diverse le circostanze e le cause, l’Italia si trova ad affrontare una situazione drammatica, che potenzialmente può causare ancora serie difficoltà.

Una situazione in cui è necessario che tutti gli stakeholder collaborino insieme per tornare ai valori fondamentali del sistema Italia, che Federmeccanica ha voluto riassumere in: Innovazione, Tecnologia, Ambiente, Lavoro, Impresa e Alleanza, cinque temi le cui iniziali compongono la parola Italia.

L’aumento dei prezzi erode la ricchezza delle imprese

E sono i proprio i dati a sottolineare l’urgenza del momento, spiega Visentin. Dopo un 2021 positivo, in cui l’industria metalmeccanica italiana ha performato meglio di quella francese e tedesca, il rialzo dei prezzi delle materie prime e dell’energia sta mettendo a dura prova le imprese del settore.

“Per effetto dell’incremento dei costi dei prodotti energetici, già nel mese di giugno, più del 60% delle nostre imprese perdeva ricchezza, e la grande maggioranza è costretta a riorganizzarsi o a sospendere l’attività produttiva, numeri questi che sono destinati a peggiorare”, commenta Visentin.

“Il caro energia e delle materie prime, l’inflazione che ha raggiunto livelli record, hanno colpito tutti indistintamente, le imprese come le famiglie. È vitale quindi agire subito, con misure efficaci e adeguate, per le imprese, per le famiglie, per l’Italia”, aggiunge.

Una situazione che nasce da una catena di avvenimenti improvvisi e destabilizzanti – la pandemia, la guerra e, nello scenario interno, l’instabilità politica con la caduta del Governo Draghi – e di importanti trend di cambiamento, sia per l’industria che per gli equilibri dei mercati internazionali, come la transizione tecnologica della mobilità – che mette a rischio molte filiere industriali – il rallentamento delle economie cinese e statunitense, la carenza di competenze rispetto alla domanda delle imprese e, infine, il peggioramento delle condizioni del credito.

Innovazione, tecnologia, ambiente, lavoro, impresa: le direttrici strategiche per promuovere la competitività del Paese

Stress test importanti in un momento carico di difficoltà e incertezze che segna però l’avvio di un nuovo ciclo che dovrà affrontare – ricorrendo anche allo strumento del PNRR – sia le indispensabili riforme strutturali del Paese, sia una congiuntura difficile e densa di incognite.

E in questa congiuntura, tutti gli attori sociali sono chiamati, sottolinea il presidente di Federmeccanica, a unire le proprie energie per raggiungere un grande obiettivo: ridefinire il ruolo e il peso dell’Italia nello scacchiere internazionale, a partire dall’industria che rappresenta il suo bene più prezioso ed il cui valore è riconosciuto su scala globale”.

Per raggiungere questo obiettivo, Federmeccanica ha indicato le direttrici strategiche da seguire che partono proprio dal nome del nostro Paese per sottolineare importanti fattori di competitività: Innovazione, tecnologia, ambiente, lavoro, impresa e, infine, alleanza (Italia).

“Fondamentali fattori di competitività del Paese e costituiscono la ‘materia prima’ ideale che in Federmeccanica alimenta sia l’idea di ‘Rinnovamento’, sia l’azione di rappresentanza”.

A cominciare proprio dall’innovazione, che permette da sempre di trasformare la creatività degli imprenditori italiani in prodotti e marchi riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Ma per fare innovazione, spiega Visentin, servono “idee e ingenti risorse, serve un’adeguata organizzazione, servono conoscenze e competenze distintive”, ma anche una forte consapevolezza, sia dell’importanza di fare innovazione che della qualità dell’innovazione, che deve sempre essere consapevole.

Fattori indispensabili a perseguire l’obiettivo di creare una nuova generazione di imprenditori e di lavoratori capaci di consolidare l’attitudine all’innovazione, nelle aziende di domani, promuovendo questa soft skill in ogni ordine e grado del percorso formativo dei ragazzi.

Non basta, quindi, introdurre nuove tecnologie senza la consapevolezza che queste devono essere inserite in nuovi modelli di business, diventando parte integrante di un progetto di crescita delle aziende.

“La ricerca e sviluppo, che sono il cuore dell’innovazione, dovrebbero diventare l’anima delle politiche industriali e anche delle politiche educative”, spiega Visentin.

Occorre quindi promuovere una maggiore integrazione tra scuola e impresa, ad ogni livello: la conoscenza della tecnologia, dell’innovazione, dell’importanza di ricerca e sviluppo e di stimolare la creatività non devono essere qualcosa che riguarda unicamente le scuole tecniche.

La tutela dell’ambiente: una sfida soprattutto per l’Automotive

Questo passaggio è imprescindibile per affrontare un’altra delle grandi sfide che l’industria si trova ora ad affrontare: la sostenibilità.

“La tutela dell’ambiente viene prima di ogni cosa e Federmeccanica è convinta che si debba fare tutto ciò che è possibile per perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’Industria per renderla pienamente sostenibile, ricorrendo a ogni tecnologia disponibile che la scienza è in grado di offrire”, spiega Visentin.

Una sfida importante per tutta l’industria, ma soprattutto per l’Automotive, in vista dello stop alla vendita dei veicoli a combustione interna entro il 2035 deciso dall’UE che impone di adottare una politica industriale organica superando “gli approcci emergenziali che puntano a supportare principalmente la domanda attraverso incentivi ma che prevedono interventi ancora marginali per il sostegno all’offerta”.

“Stiamo vedendo alcune risposte alle istanze portate avanti con il Sindacato: dalla creazione di una cabina di regia, ai recenti decreti sulla filiera. Si deve comunque fare di più e si deve fare insieme alle parti sociali, attraverso un confronto continuo. Il futuro dell’Automotive, passa dall’innovazione di prodotto e su questa occorre concentrarsi”, spiega Visentin.

Imprese e lavoro, l’Italia deve saper creare quei “campioni” che ancora mancano

E per farlo servono grandi investimenti, ingenti risorse e quei rimorchiatori – le aziende leader – che mancano in Italia e che quindi il nostro Paese dovrà sia creare in casa che attirare dall’estero.

Una visione di più lungo termine che deve guidare anche le politiche in materia di lavoro, cominciando dall’abbattimento del cuneo fiscale – provvedimento necessario, spiega Visentin, sia per affrontare le difficoltà contingenti, sia come intervento strutturale finalizzato a favorire la competitività dell’intero sistema –, passando poi per le politiche attive, rilanciando l’alleanza tra pubblico e privato.

“Le politiche attive devono partire dal sistema educativo avviando un percorso di apprendimento permanente che consenta alle persone di essere occupabili nel tempo. Inoltre potrebbero essere facilitate dalle politiche industriali, in modo tale che le nuove competenze create corrispondano a nuovi lavori in nuove fabbriche”, spiega Visentin.

“L’obiettivo deve essere la crescita dell’economia, del Settore e delle singole imprese per far sì che i potenziali problemi possano diventare concrete opportunità”, aggiunge.

Una crescita che per il sistema imprenditoriale italiano deve essere anche dimensionale sfruttando, in primo luogo, quegli strumenti già esistenti che possono essere potenziati – come la Cassa Depositi e Prestiti –  e agendo, sempre nell’ottica dell’alleanza, per creare negli imprenditori quelle competenze necessarie a guidare i nuovi gruppi industriali che nasceranno, puntando su un senso di responsabilità e di intesa che è indispensabile per svincolarsi dalle dipendenze ancora esistenti.

“Non tutte le imprese possono scaricare a valle gli extra costi, molte pur potendo non lo fanno, per quel senso di responsabilità sociale che caratterizza la stragrande maggioranza delle nostre aziende. È necessario sentirsi tutti alleati in queste grandi sfide, avere senso di responsabilità ed a questo mi appello, lo dobbiamo alle nostre filiere, alle nostre persone, al nostro Paese”, commenta Visentin.

Inaugurare una nuova era di riforme che coinvolga tutte le parti interessate

Il filo conduttore che riunisce la visione di Federmeccanica per promuovere la competitività del nostro Paese in un momento così difficile è quindi quello dell’alleanza di tutti gli stakeholder coinvolti e basata proprio sul pieno coinvolgimento delle persone nei processi produttivi.

Una visione che guida già il comparto della metalmeccanica, come dimostrato dai Contratti Nazionali del 2016 e del 2021 che hanno introdotto tasselli importanti – nel 2016 la formazione e il welfare, nel 2021 il nuovo inquadramento – che permettono all’industria di superare la logica del mero scambio, per diventare laboratorio di riforme condivise.

“Dall’industria Metalmeccanica si leva un messaggio che ci auguriamo verrà recepito da Confindustria e da CGIL, CISL e UIL, così come dal nuovo Governo. Il nostro settore ha avuto bisogno di riforme e le parti coinvolte – Federmeccanica e i Sindacati – hanno iniziato ad attuarle con determinazione sempre maggiore. Oggi è il Paese a esprimere altrettanto bisogno di riforme da avviare attraverso il confronto tra tutte le parti interessate”, conclude.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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