La Commissione Europea propone una direttiva sulla responsabilità civile per l’Intelligenza Artificiale

La Commissione Europea ha presentato una proposta che mira ad armonizzare le normative nazionali a tutela dei consumatori per quanto riguarda i rischi derivanti dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

La proposta, la prima del suo genere, si inserisce nel quadro del più ampio aggiornamento della normativa inerente la responsabilità dei prodotti difettosi e tutela dei consumatori e nell’impegno europeo a promuovere lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in un mercato che tuteli i diritti dei cittadini.

Nell’aprile del 2021, ricordiamo, la Commissione aveva presentato una proposta di Regolamento in materia di AI, unica al mondo, con l’obiettivo di trasformare l’Europa nell’hub globale per l’Intelligenza Artificiale affidabile.

La Commissione ritiene che la revisione sia necessaria per aggiornare la normativa, risalente a 40 anni fa, al nuovo contesto di transizione digitale ed ecologica, mentre la direttiva sulla responsabilità da Intelligenza Artificiale ha lo scopo di adattare il diritto privato alle nuove sfide poste dall’AI.

La proposta di direttiva sulla responsabilità da Intelligenza Artificiale

Scopo della direttiva sulla responsabilità da Intelligenza Artificiale (AI Liability Directive) è stabilire norme uniformi per l’accesso alle informazioni e l’alleggerimento dell’onere della prova in relazione ai danni causati dai sistemi di AI, garantendo una protezione più ampia per le vittime (siano esse persone fisiche o imprese) e promuovendo il settore dell’AI grazie a un aumento delle garanzie.

Essa armonizzerà alcune norme per le azioni che esulano dall’ambito di applicazione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, nei casi in cui il danno sia causato da un comportamento scorretto.

Si tratta, ad esempio, delle violazioni della privacy o dei danni causati da problemi di sicurezza. Le nuove norme agevoleranno, tra l’altro, l’ottenimento di un risarcimento da parte delle persone vittime di discriminazione nel corso di un processo di assunzione che comporta l’uso di tecnologie basate sull’AI.

La direttiva semplifica il processo giuridico per le vittime, aiutando la parte lesa nel dimostrare l’imputabilità del danno a una persona. In primo luogo, la normativa intende fornire un quadro che aiuti le vittime a superare le difficoltà associate alla cosiddetta presunzione di casualità, che richiede alla parte lesa di spiegare nel dettaglio in che modo il danno sia stato causato da una specifica colpa od omissione, cosa che può risultare particolarmente difficile quando si tratta di complessi sistemi di AI.

In secondo luogo, le vittime disporranno di maggiori strumenti di ricorso, grazie all’introduzione di un diritto di accesso alle prove da aziende e fornitori, nei casi in cui sia coinvolta l’AI ad alto rischio.

“Vogliamo che le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale prosperino nell’UE, e perché questo sia possibile occorre che le persone abbiano fiducia nelle innovazioni digitali”, spiega la Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová.

“Con la proposta odierna sulla responsabilità civile per l’Intelligenza Artificiale diamo ai consumatori strumenti di ricorso in caso di danni da essa causati, affinché possano beneficiare dello stesso livello di protezione di cui godono nel caso delle tecnologie tradizionali, e garantiamo la certezza del diritto per il nostro mercato interno”, aggiunge.

Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, adattamento alla transizione verde e digitale e alle catene globali del valore

Contestualmente, la Commissione ha presentato anche una proposta di revisione per la normativa in merito alla responsabilità per danno da prodotti difettosi. La direttiva riveduta aggiorna e rafforza le esistenti norme consolidate, basate sulla responsabilità oggettiva dei produttori, per il risarcimento delle lesioni personali, dei danni alle cose o della perdita di dati causati da prodotti non sicuri, che siano mobili da giardino o macchinari sofisticati.

Punta a garantire norme eque e prevedibili sia per le imprese che per i consumatori, attraverso:

  • l’aggiornamento delle norme in materia di responsabilità per i modelli di impresa dell’economia circolare, rendendo le norme in materia di responsabilità chiare ed eque per le imprese che modificano in maniera sostanziale i prodotti
  • l’aggiornamento delle norme in materia di responsabilità per i prodotti nell’era digitale, consentendo risarcimenti per i danni causati da prodotti come robot, droni o sistemi di domotica, diventati non sicuri in seguito ad aggiornamenti del software, dei servizi di AI o dei servizi digitali necessari al funzionamento dei prodotti stessi, nonché quando i fabbricanti non rimediano alle vulnerabilità esistenti in termini di cyber sicurezza
  • la creazione di parità di condizioni tra sia tra consumatori e produttori, imponendo a questi ultimi di divulgare gli elementi di prova, introducendo una maggiore flessibilità nei termini per la presentazione dei reclami e alleggerendo l’onere della prova per i danneggiati in casi complessi, come quelli riguardanti i prodotti farmaceutici o l’AI
  • uno stesso quadro normativo per produttori UE e non UE. I consumatori che subiscono danni causati da prodotti non sicuri importati da Paesi terzi potranno esigere un risarcimento dall’importatore o dal rappresentante del produttore nell’UE

“Nel tenere presente l’enorme potenziale delle nuove tecnologie, dobbiamo sempre garantire la sicurezza dei consumatori. Disporre di adeguate norme di protezione per i cittadini dell’UE costituisce la base per la fiducia dei consumatori e quindi per il successo dell’innovazione”, commenta il Commissario per la Giustizia Didier Reynders.

“Le nuove tecnologie come i droni o i servizi di consegna gestiti dall’IA possono funzionare solo se i consumatori si sentono sicuri e protetti. Oggi proponiamo norme moderne in materia di responsabilità che risponderanno precisamente a questa esigenza. Stiamo adattando il nostro quadro giuridico alle realtà della trasformazione digitale”, aggiunge.

Le nuove norme vogliono rappresentare un punto di equilibrio tra la protezione dei consumatori e la promozione dell’innovazione, eliminando ulteriori ostacoli per l’accesso al risarcimento da parte delle vittime, e stabilendo nel contempo garanzie per il settore dell’AI con l’introduzione, ad esempio, del diritto di contestare un’azione di responsabilità sulla base di una presunzione di causalità.

La proposta della Commissione dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Si propone, inoltre, che cinque anni dopo l’entrata in vigore della direttiva sulla responsabilità da Intelligenza Artificiale, la Commissione valuti la necessità di norme in materia di responsabilità oggettiva per le azioni connesse all’AI, se necessario.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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