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L’appello di Anitec-Assinform e del Tech7 ai Governi: “Servono azioni concrete su AI e cyber security”



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La dichiarazione firmata a Parigi dalle associazioni riunite nel Tech7, tra cui Anitec-Assinform, chiede ai Governi azioni per passare dalle parole a piani d’azione concreti. Focus su AI industriale, cyber security, crittografia post-quantistica e passaporto digitale.

Pubblicato il 28 mag 2026



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Rafforzare la crescita, la competitività e l’innovazione nell’economia digitale globale: è l’obiettivo della dichiarazione congiunta Tech7 (“Tech7 Joint Declaration”) siglata a Parigi dalle 9 principali associazioni industriali del comparto digitale attive nei Paesi del G7 e nell’Unione Europea, tra cui l’italiana Anitec-Assinform, la tedesca Bitkom e l’americana Iti, alla vigilia della riunione ministeriale del G7 su Digitale.

Il documento, firmato alla vigilia della riunione dei Ministri digitali del G7, promuove la creazione di ecosistemi caratterizzati da elevati livelli di apertura, interoperabilità e sicurezza, identificando le tecnologie di ultima generazione come fattori determinanti per la stabilità e la solidità delle economie avanzate.

La dichiarazione fornisce delle raccomandazioni operative strutturate attorno a otto grandi temi strategici:

  • cybersicurezza e resilienza delle infrastrutture critiche;
  • flussi e governance dei dati;
  • impiego dell’intelligenza artificiale nei settori strategici;
  • tecnologie quantistiche;
  • sicurezza delle catene di approvvigionamento e delle infrastrutture digitali;
  • salute digitale;
  • competenze e futuro del lavoro;
  • sostegno alle PMI nell’economia digitale.

La dichiarazione si basa sui progressi ottenuti durante la precedente presidenza canadese (2025), segnalando la necessità di passare “dalla teoria all’implementazione” su larga scala.

Intelligenza artificiale: accelerare il deployment industriale

Il passaggio da una fase di pura governance istituzionale – definita storicamente dal percorso del processo di Hiroshima sull’intelligenza artificiale – a un’adozione operativa e su larga scala rappresenta l’asse centrale delle richieste industriali per i settori manifatturiero, dell’energia e dei trasporti.

Per concretizzare questo orientamento la dichiarazione evidenzia la necessità di adottare piani d’azione nazionali coordinati in modo diretto con il comparto industriale, supportati da investimenti strutturali nelle infrastrutture abilitanti, con particolare riferimento ai sistemi cloud, all’edge computing e alle reti di comunicazione in tempo reale.

L’accessibilità alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale deve includere specifiche misure di incentivazione per le piccole e medie imprese, riducendo al contempo la frammentazione normativa internazionale che ostacola la definizione delle responsabilità e limita l’accesso transfrontaliero ai dati.

Sicurezza delle infrastrutture e crittografia post-quantistica

All’interno della dichiarazione congiunta del Tech7, le associazioni di categoria evidenziano come la protezione delle reti industriali e delle infrastrutture pubbliche digitali richieda l’integrazione nativa dei requisiti di sicurezza fin dalle prime fasi di progettazione, sollecitando l’applicazione dei principi secure-by-design all’interno dei bandi di gara e degli appalti pubblici.

Per contrastare minacce informatiche sempre più sofisticate e interconnesse, il documento propone ai leader del G7 l’istituzione della G7 Cyber Resilience Initiative.

L’iniziativa è concepita per strutturare uno scambio bidirezionale di informazioni sui rischi e sugli incidenti in tempo reale, coinvolgendo direttamente le agenzie nazionali preposte alla sicurezza informatica e i partner industriali ritenuti affidabili.

Sul fronte dell’evoluzione tecnologica, il testo raccomanda di accelerare la migrazione verso sistemi di crittografia post-quantistica, facendo riferimento agli standard internazionali sviluppati da enti riconosciuti come il Nist e l’Etsi.

L’obiettivo dichiarato è mitigare la vulnerabilità legata alla strategia di attacco nota come “store now, decrypt later”, all’interno della quale i dati cifrati vengono sottratti nel presente per essere decodificati in futuro tramite la potenza di calcolo dei computer quantistici.

Il coordinamento richiesto ai governi deve inoltre favorire il consolidamento dei percorsi di trasferimento tecnologico dai laboratori di ricerca al mercato economico, supportando l’adozione delle soluzioni quantistiche nei segmenti industriali critici.

Supply chain e infrastrutture digitali resilienti

La Tech7 Joint Declaration affronta con determinazione il tema della sicurezza negli approvvigionamenti, sottolineando come le catene del valore digitali dipendano in misura cruciale dall’accesso sicuro e protetto alle tecnologie critiche.

Per questa ragione, il documento evidenzia la necessità di facilitare la circolazione dei sistemi dual-use, ovvero a duplice uso civile e militare, tra i partner economici ritenuti affidabili all’interno dell’area G7.

Le raccomandazioni invitano i governi ad armonizzare i controlli sulle esportazioni di software, servizi cloud e modelli di intelligenza artificiale, definendo regole coerenti e basate sulla valutazione del rischio.

Lo scopo di questa auspicata convergenza amministrativa è impedire l’accesso alle tecnologie sensibili da parte di soggetti avversari, evitando però la creazione di barriere commerciali superflue e dannose per la competitività industriale dei mercati alleati.

Sul versante delle infrastrutture di comunicazione, le associazioni firmatarie identificano nella connettività di nuova generazione un pilastro strategico per la continuità operativa del sistema produttivo.

La dichiarazione sollecita un allineamento rigoroso tra i Paesi membri nell’approccio allo sviluppo delle reti 5G, 6G e nella convergenza tra le infrastrutture terrestri e quelle satellitari non geostazionarie.

Per garantire l’interoperabilità globale e operazioni sicure, il testo reputa indispensabile una gestione coordinata dello spettro radio e l’adozione di standard armonizzati a livello internazionale, affiancando ai sistemi spaziali una rete altrettanto resiliente di cavi in fibra ottica per il trasporto sicuro dei flussi di dati ad alta velocità.

Governance dei dati e digital health

La dichiarazione pone un forte accento sulla necessità di rendere pienamente operativo il principio della libera circolazione dei dati con fiducia, noto come Data Free Flow with Trust.

Il documento evidenzia come la persistenza di requisiti di localizzazione dei dati e la divergenza tra i regimi di privacy nazionali rappresentino un freno per l’innovazione industriale e per lo sviluppo dei sistemi transfrontalieri.

Per superare queste barriere le associazioni firmatarie chiedono il passaggio da una fase di pura enunciazione di principi a standard tecnologici comuni e condivisi.

In questo percorso, si raccomanda di promuovere l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate per la tutela della riservatezza, le cosiddette Privacy Enhancing Technologies, e di istituire spazi di dati condivisi e data trust capaci di garantire flussi informativi sicuri e conformi tra le diverse giurisdizioni.

Nel comparto della sanità digitale, le raccomandazioni evidenziano un potenziale di valore rimasto ampiamente inespresso, segnalando che fino al 97% dei dati sanitari globali risulta attualmente sottoutilizzato per le decisioni cliniche e di sistema.

Al fine di sbloccare queste risorse e migliorare l’accuratezza della diagnostica e l’efficacia della ricerca biomedica, la dichiarazione reputa indispensabile l’adozione di standard aperti e globalmente rilevanti, indicando esplicitamente i protocolli Hl7 Fhir e l’International Patient Summary.

Le richieste rivolte ai leader del G7 mirano pertanto a definire schemi di governance capaci di digitalizzare i registri storici cartacei, rimuovere gli ostacoli alla telemedicina e consentire un utilizzo secondario e sicuro delle informazioni mediche, salvaguardando l’equità di accesso alle cure.

Competenze, lavoro e il “passaporto digitale” per le pmi

Il documento dedica un’ampia sezione alle dinamiche occupazionali e formative, evidenziando come la diffusione delle competenze digitali avanzate stia avvenendo in modo disomogeneo all’interno della forza lavoro.

Per colmare questo divario le associazioni firmatarie invitano i governi a trasformare i sistemi didattici nazionali attraverso il potenziamento di partenariati pubblico-privati che coinvolgano istituzioni, università e fornitori di formazione.

L’obiettivo indicato dalla dichiarazione è garantire percorsi di riqualificazione continua in grado di supportare l’evoluzione professionale dei lavoratori a bassa e media specializzazione, rendendo l’intera struttura produttiva pronta a integrare i sistemi di intelligenza artificiale.

Nel medesimo ambito il testo individua la necessità di introdurre strumenti specifici per facilitare l’operatività transfrontaliera delle realtà imprenditoriali minori, spesso penalizzate da regimi fiscali frammentati e complesse procedure burocratiche di conformità.

Tra le proposte concrete presentate ai vertici del G7 spicca l’istituzione del G7 Digital Business Passport, uno strumento concepito per abilitare il mutuo riconoscimento della conformità normativa tra le diverse giurisdizioni dell’alleanza.

Le raccomandazioni auspicano infine la progettazione di un impianto regolatorio proporzionato e attento all’impatto amministrativo, all’interno del quale la stesura delle normative tenga in debito conto i carichi gestionali ed economici che gravano su startup e micro-imprese.

Digitale, l’appello all’azione delle settori di categoria

La dichiarazione congiunta Tech7 si conclude con un appello rivolto ai capi di Stato e di governo, affinché il vertice di Parigi si traduca in un’opportunità di reale svolta esecutiva.

Le associazioni industriali sollecitano i rappresentanti dei Paesi membri a superare la fase delle pure enunciazioni di principio, traducendo gli impegni assunti nelle precedenti sessioni istituzionali in piani d’azione definiti dal punto di vista finanziario e vincolati a scadenze temporali precise.

Il documento esorta i vertici politici a modificare l’approccio strategico verso la transizione tecnologica, considerando gli investimenti nella cybersicurezza, nelle infrastrutture di calcolo, nella migrazione crittografica e nello sviluppo delle competenze non come voci di spesa discrezionali o contingenti, ma come investimenti infrastrutturali a lungo termine.

L’obiettivo finale consiste nel consolidare una partnership pubblico-privata strutturata e permanente, che riconosca l’industria digitale come un alleato fondamentale per garantire la prosperità condivisa, la sicurezza economica e la competitività globale delle economie del G7.

Il documento

TECH7-Declaration-France-28-May-2026

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