smart mobility

Cresce il mercato italiano delle auto e della mobilità connesse: +16% nel 2024



Indirizzo copiato

Nel 2024 il mercato italiano delle auto connesse è cresciuto del 16%, raggiungendo 3,3 miliardi di euro, nonostante le difficoltà del settore. Cresce l’utilizzo di funzioni smart da parte dei consumatori, ma oltre la metà rinuncerebbe volentieri ad utilizzare la propria vettura a favore dei mezzi pubblici, se passassero più frequentemente. Rallenta la transizione verso l’elettrico, mentre aumenta l’interesse dei comuni verso le Smart Road. I risultati della ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano.

Pubblicato il 20 mag 2025



supply chain tecnologie avanzate
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti



Nonostante le difficoltà del settore, il mercato italiano delle auto connesse e della mobilità smart continua a crescere. Nel 2024 ha raggiunto 3,3 miliardi di euro, +16% rispetto al 2023, in linea con i trend osservati nei principali Paesi occidentali che presentano una crescita tra il 10% e il 20%.

Si tratta di un settore che sta affrontando profondi cambiamenti: il mercato è stagnante, con poco più di 1,5 milioni di veicoli venduti in Italia nel 2024 (-0,5%), ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Anche il primo quadrimestre del 2025 (gennaio-aprile) presenta numeri simili, con una flessione del -0,6% sullo stesso periodo 2024.

La transizione verso la mobilità a zero emissioni non mostra concreti segni di accelerazione: le vetture elettriche pure (BEV) o ibride plug-in (PHEV) immatricolate nel 2024 si fermano a quota 7,5%, seppure in accelerazione nei primi mesi 2025 (9,7%), con un parco circolante di 624mila vetture, solo l’1,5% del totale.

I principali ostacoli per gli italiani all’acquisto di auto elettriche sono i costi: non solo il prezzo di vendita (26%), ma anche le spese di ricarica (19%) e manutenzione (17%).

Sono alcuni dei risultati che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano.

“Il settore della mobilità sta vivendo una trasformazione senza precedenti, trainata dall’innovazione tecnologica e da un contesto economico in continua evoluzione”, spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.

“La necessità di garantire, al tempo stesso, sostenibilità economica e ambientale sta ridefinendo strategie e modelli di business, costringendo tutti gli attori del settore ad adattarsi rapidamente. In Europa, e in particolare nel nostro Paese, la diffusione dei veicoli elettrici procede a rilento, frenata da costi elevati e dalla necessità di migliorare l’esperienza utente”, aggiunge.

Aumentano i veicoli connessi in Italia

A fine 2024 nel nostro paese si contano 17,7 milioni auto connesse, poco meno di metà del parco circolante (44%), una ogni tre abitanti.

Il mercato italiano delle auto connesse include:

  • le soluzioni per l’auto connessa (1,66 miliardi di euro, +7%)
  • i sistemi ADAS integrati nelle nuove vetture, come la frenata automatica di emergenza o il mantenimento di corsia (1,2 milioni di euro, +26%)
  • le soluzioni Smart Mobility nelle città, ad esempio per la gestione dei parcheggi e la sharing mobility (500 milioni di euro +25%).

L’evoluzione dell’offerta delle auto connesse in Italia

Tra le 17,7 milioni di vetture connesse in Italia, 5,6 milioni lo sono nativamente tramite SIM in ambito consumer (+10% rispetto al 2023), poi ci sono 1,6 milioni di auto aziendali connesse per il fleet management (+7%) e 10,5 milioni di box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (+2%).

L’evoluzione dell’offerta di soluzioni procede rapidamente, con un numero sempre maggiore di aziende capaci di raccogliere e valorizzare grandi quantità di dati provenienti da veicoli e infrastrutture connesse.

A fine 2024, il fatturato generato dalla vendita di servizi ha raggiunto 750 milioni di euro, pari al 22% del totale.

Il mercato internazionale

A livello internazionale, le auto nativamente connesse con SIM a bordo raggiungono quota 400 milioni nel 2024 (+14% rispetto al 2023). Questa rapida diffusione, abbinata alla crescita dei veicoli elettrici, sta spingendo anche gli enti regolatori a imporre obiettivi e target rilevanti.

Ad esempio, nell’aftermarket, è in corso di implementazione la norma europea che porterà alla certificazione “Sermi” per officine e autoriparatori: dal 1° febbraio 2025 anche in Italia ogni dipendente autorizzato può accedere ai dati su riparazione e manutenzione (RMI) delle case automobilistiche con un unico certificato standard.

Mentre per veicoli commerciali pesanti dal 1° gennaio 2025 c’è l’obbligo di adottare la seconda generazione del tachigrafo digitale, la scatola nera che memorizza le informazioni relative a velocità, guasti e dati tecnici del mezzo.

Il punto di vista dei consumatori

Dall’indagine condotta dall’Osservatorio in collaborazione con BVA Doxa su un campione di 1.000 italiani individui con età compresa tra 18 e 74 anni, emerge che l’87% degli utenti utilizza una vettura con motore a combustione come mezzo di trasporto principale per gli spostamenti.

L’occasione più frequente di utilizzo è la tratta casa-lavoro (38%), mentre a seguire troviamo le aree poco servite da mezzi pubblici e/o in sharing (37%).

L’assenza di alternative valide è il principale ostacolo alla riduzione dell’uso dell’auto privata in città. Infatti, il 57% degli italiani (in crescita di 12 punti) sarebbe disposto a rinunciare alla propria vettura se i mezzi pubblici passassero più frequentemente.

Di fronte alle limitazioni indette dalla Commissione Europea per il 2035 sullo stop alla vendita di auto con motore a combustione interna, molti consumatori sono ancora scettici: il 48% non è influenzato dalla normativa e sceglie di utilizzare il più possibile la propria auto o di comprarne una a motore a combustione poco prima della deadline.

Solo il 10% vuole adeguarsi fin da subito, mentre il 34% preferisce attendere che le vetture elettriche diventino più convenienti ed affidabili prima di prenderle in considerazione.

Ben il 95% degli acquirenti di auto elettriche o ibride è complessivamente soddisfatto (voto tra 6 e 10) dell’acquisto, ma ancora poco più di 1 utente su 4 lo è solo parzialmente (voto 6-7).

Ne emerge un cauto ottimismo, ma restano barriere da superare per rendere l’acquisto realmente vantaggioso e privo di vincoli.

Tra le principali criticità, il fattore economico è predominante e non si limita al momento dell’acquisto: il prezzo è percepito ancora troppo elevato rispetto al reale valore del veicolo (26%), le spese di ricarica (19%) e manutenzione (17%) risultano superiori alle aspettative.

Auto connesse, cresce il numero di utenti che utilizza funzioni smart

Il 44% degli italiani possiede una vettura con almeno una funzione smart, in linea con gli anni precedenti. Ma cresce il numero di utenti (92%) che utilizza regolarmente queste funzionalità nelle auto.

I più utilizzati sono i sistemi di infotainment (90%), seguono le soluzioni per monitorare lo stato della ricarica elettrica (83%) e i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS, 79%).

Le auto connesse sono sempre meno percepite come invasive: il 61% (+7%) è disposto a condividere i dati di guida in cambio di servizi a valore aggiunto.

Oltre la metà degli italiani utilizzerebbe auto a guida autonoma

In futuro, avremo vetture connesse e sempre più autonome: il 55% utilizzerebbe auto a guida autonoma, ritenendole più sicure (47%), affidabili (36%) e in grado di parcheggiarsi autonomamente (33%).

Chi si oppone esprime preoccupazioni sulla perdita del controllo del veicolo e alla sicurezza, preferendo ancora la guida tradizionale.

La Smart Mobility in Italia e in Europa

A fine 2024 sono 21 (78%) i Paesi europei che hanno sviluppato strategie di Smart Mobility e realizzato documenti nazionali dedicati al tema, soprattutto nell’ambito della mobilità elettrica (70%), della gestione del traffico (52%) e delle piattaforme centralizzate per la rielaborazione di dati (37%).

In Italia la Smart Mobility è inclusa nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e nel Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS), ed è oggetto di più di una Missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Cresce l’interesse dei comuni italiani, che però faticano a valorizzare i dati

E il tema è centrale per i comuni italiani: più di 4 su 5 (78%) con popolazione superiore a 15.000 abitanti lo considerano molto rilevante o fondamentale.

Al tempo stesso si diffondono le iniziative: i comuni che hanno avviato progetti raggiungono quota 36% nel 2024 (+4% vs 2023, +18% vs 2022) e più di 3 comuni su 5 (65%) hanno avviato almeno un progetto nel triennio 2022-24.

Le più consolidate sono le applicazioni di mobilità elettrica (70%), sharing mobility (57%) e gestione del traffico (49%), con iniziative in fase di adozione da parte delle città o già completamente integrate nella strategia complessiva di mobilità.

Centrale è la capacità di valorizzare i dati raccolti: il 29% dei comuni italiani non utilizza i dati generati dai progetti, anche se il 25% (+9%) vuole utilizzarli in futuro, riconoscendone l’importanza strategica.

Tra coloro che già li utilizzano, il 33% li impiega per finalità interne, mentre cresce l’uso per offrire servizi ai cittadini o condividerli con altre società (26%).

La modalità di utilizzo prevalente è di tipo informativo o diagnostico: ancora nessun comune utilizza i dati in modo predittivo, sfruttando l’Intelligenza Artificiale, e quasi un comune su due (48%) non ha intenzione di utilizzarla in futuro.

Aumenta l’interesse per le Smart Road

La strategia europea per perseguire gli obiettivi di efficienza, sicurezza e sostenibilità nella mobilità emerge anche attraverso le sperimentazioni in ambito Smart Road, sempre più diffuse e innovative: dei 166 progetti censiti a partire dal 2017 a livello globale, ben 46 sono stati lanciati nel 2024, in crescita rispetto ai 44 del 2023 e ai 28 del 2022.

I principali obiettivi delle iniziative avviate riguardano la sicurezza stradale, il maggior comfort per chi guida, l’ottimizzazione dei flussi di traffico, la possibilità di ottimizzare la manutenzione dell’infrastruttura stradale e la riduzione dell’inquinamento.

“In ambito Smart Road, l’evoluzione delle tecnologie V2X giocherà sicuramente un ruolo chiave”, commenta Monica Nicoli, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.

“I veicoli e le infrastrutture saranno in grado di condividere in tempo reale grandi volumi di dati, aumentando la capacità di coordinamento delle manovre in scenari complessi di mobilità e rendendo la comunicazione robusta, versatile, sicura ed efficiente”, aggiunge.

In Italia sono 21 le iniziative attivate nel solo triennio 2022-2024, a riprova dell’impegno e dell’interesse del Paese su questo fronte.

Articoli correlati