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Droni, il mercato italiano tocca i 168 milioni di euro (ma la crescita rallenta)



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I dati dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano mostrano un settore che consolida la propria base imprenditoriale, con 675 aziende attive, ma che fatica a scalare verso l’operatività commerciale a causa di vincoli normativi e tecnologici. Mentre l’integrazione dell’AI e i test sull’idrogeno tracciano la rotta per il futuro, il consenso dei cittadini resta solido e orientato prioritariamente ai servizi di pubblica utilità e soccorso.

Pubblicato il 24 feb 2026



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Nel 2025 il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in
Italia (B2b e B2g) ha raggiunto un valore complessivo di 168 milioni di euro, registrando una crescita del 5% rispetto al 2024.

Un risultato che conferma le potenzialità del settore, ma che evidenzia un progressivo rallentamento del tasso di crescita rispetto agli anni precedenti (+29% nel 2021, +26% nel 2022, +23% nel 2023, +10% nel 2024), segnalando la necessità di un cambio di passo per sostenere lo sviluppo futuro.

Il numero di aziende è salito a 675, segnando il primo saldo positivo tra nuove attività e cessazioni dell’ultimo quinquennio.

La struttura del mercato vede una netta prevalenza delle Aerial Operations, che generano il 95% del fatturato totale attraverso servizi di ispezione e monitoraggio territoriale.

Il segmento dedicato alla consegna merci e al trasporto passeggeri, denominato Innovative Air Mobility & Delivery, rappresenta il restante 5% del valore ed è guidato principalmente da imprese produttrici.

L’opinione pubblica mostra una crescente apertura verso l’impiego civile della tecnologia, specialmente per scopi sanitari, con il 93% dei cittadini favorevole al trasporto di materiale medico. Un consenso che riflette un’attenzione crescente verso il valore sociale delle applicazioni, nonostante le tensioni geopolitiche globali possano ancora rappresentare un freno alla percezione collettiva dello sviluppo tecnologico

È lo scenario che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano.

Il mercato italiano dei droni nel 2025

Per il mercato italiano dei droni, la domanda pubblica resta marginale, rappresentando solo il 10% del valore complessivo, anche se in aumento negli ultimi anni (da 5,8 milioni nel 2021 a 15,6 nel 2024).

Nel 2025, la struttura del mercato complessivo resta in linea con gli anni precedenti: l’Aerial Operations è dominato dai fornitori di servizi, che generano il 65% del valore e rappresentano il 78% delle 661 aziende attive in questo segmento.

Il segmento IAM&D, invece, è composto soprattutto da produttori, che costituiscono l’84% delle 37 imprese attive e detengono anch’essi il 65% del valore del mercato.

Per la prima volta dopo cinque anni aumentano le imprese attive nel settore, con un numero di nuove aperture leggermente superiore alle cessazioni. Nel 2025 sono 675, rispetto alle 657 nel 2024 e alle 663 nel 2023.

Le nuove realtà si stanno orientando verso servizi avanzati come agricoltura di precisione, pulizia e manutenzione, a maggior valore aggiunto rispetto alle offerte tradizionali. Un trend che apre nuovi scenari di mercato e riduce la dipendenza dai fornitori cinesi, che offrono perlopiù soluzioni standardizzate.

La necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza e apertura alle sperimentazioni

La normativa costituisce la principale barriera allo sviluppo del mercato, indicata come ostacolo prioritario dal 43% delle aziende attive nelle operazioni aeree e dal 37% di quelle focalizzate sulla mobilità avanzata.

Negli ultimi anni l’Italia ha tuttavia compiuto passi avanti significativi sul piano regolatorio, autorizzativo e infrastrutturale.

Attualmente si contano oltre 148.000 droni registrati sulla piattaforma d-flight e più di 185.000 operatori attivi, numeri in costante aumento rispetto ai 126.000 droni e 145.000 operatori del 2024. Nel 2025 sono state rilasciate 44 autorizzazioni per voli BVLOS (oltre il campo visivo diretto del pilota), con un incremento del 57% rispetto all’anno precedente che apre la strada ad applicazioni a maggior valore aggiunto.

L’ecosistema delle infrastrutture e delle sperimentazioni si sta ampliando con l’attivazione di tre sandbox regolamentari a Roma, Milano e Padova, aree di test con procedure semplificate. È operativo il test bed di Grottaglie, polo di riferimento internazionale per la validazione di tecnologie, ed è stata istituita a San Salvo la prima zona U-space europea. Sono inoltre stati avviati o annunciati dieci progetti di vertiporti in diverse città per supportare modelli di mobilità urbana ed extra-urbana più sostenibili.

La normativa UE è riconosciuta come uno dei quadri regolatori più completi, ma altre aree geografiche adottano approcci più flessibili. In Cina sono attivi test su larga scala con iter semplificati, in Brasile è concessa maggiore libertà per i voli BVLOS in ambito agricolo e industriale, mentre nel Regno Unito la divisione Future Safety and Innovation promuove un quadro costantemente allineato all’evoluzione tecnologica.

In tale fase di sviluppo, evidenzia la ricerca, il settore deve trovare un equilibrio tra sicurezza e apertura alle sperimentazioni per non compromettere una crescita solida nel lungo periodo.

Competenze tecniche e gestionali: l’assetto delle imprese italiane dei droni

Analizzando 27 aziende italiane attive nel segmento IAM&D, la ricerca ha individuato 285 dipendenti con competenze prevalentemente tecnologiche (45%) e strategico-manageriali (41%).

La rilevante presenza di figure direttive deriva dalle dimensioni ridotte di queste imprese, dove CEO e AD mantengono un ruolo operativo più centrale rispetto alle realtà strutturate.

Sul fronte tecnico le professionalità si concentrano sul design e sulla configurazione hardware, sullo sviluppo software dedicato alla cybersecurity e al controllo macchina, oltre che sull’integrazione dei sistemi.

Sotto il profilo gestionale emergono abilità consolidate nella pianificazione strategica e nel business modelling. Tuttavia, il 24% delle imprese del settore conferma la persistenza di lacune significative negli ambiti regolatori, operativi e della sicurezza. La complessità e la continua evoluzione delle normative richiedono infatti un aggiornamento costante sia per i fornitori sia per gli utenti finali.

Le carenze relative alle competenze operative e di servizio sono invece legate alla natura ancora sperimentale del segmento IAM&D e potranno essere colmate solo con la progressiva transizione verso l’operatività dei servizi.

L’impatto dell’AI e le sfide hardware

L’integrazione di sistemi di AI sta trasformando il settore, abilitando soluzioni avanzate per la pianificazione delle missioni, la navigazione e l’analisi dei dati.

Da un’indagine condotta su 146 startup internazionali emerge che il 71% delle realtà si concentra sull’elaborazione delle informazioni raccolte durante monitoraggi e ispezioni, finalizzandole alla manutenzione predittiva. Il 24% lavora invece sulla gestione autonoma delle flotte e sul controllo del volo, mentre una quota residua del 5% si occupa della simulazione delle missioni e del supporto burocratico per le autorizzazioni.

Sul fronte dell’hardware il limite principale per il trasporto merci rimane l’autonomia energetica. Le attuali batterie al litio garantiscono una densità compresa tra 150 Wh/kg e 200 Wh/kg, ma per rendere pienamente operativi i servizi avanzati sarebbe necessario raggiungere una soglia tra 300 Wh/kg e 500 Wh/kg. Le celle a combustibile a idrogeno rappresentano un’alternativa concreta, già oggetto di sperimentazione anche nel contesto italiano per le loro prestazioni superiori.

La tecnologia eVTOL (“electric Vertical Take-Off and Landing”, velivoli elettrici in grado di decollare e atterrare verticalmente, senza bisogno di piste) mostra segnali di difficoltà in Europa.

L’Europa attraversa infatti una fase complessa segnata dalle difficoltà di produttori di riferimento, mentre la Cina ha già avviato i primi voli dimostrativi certificati. Negli Stati Uniti il settore accelera grazie a investimenti consistenti e al programma federale eIPP lanciato nel 2025 per velocizzare l’integrazione dei nuovi velivoli.

Per mantenere la competitività il sistema europeo è chiamato a potenziare gli investimenti negli operatori locali e a consolidare una filiera tecnologica indipendente.

Cresce la fiducia dei cittadini verso la tecnologia

L’opinione dei cittadini verso le nuove tecnologie di volo riflette un’apertura significativa, pur accompagnata da alcune riserve cautelative.

L’accettazione sociale verso il trasporto passeggeri tramite velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, gli eVTOL è piuttosto elevata: l’86% dei cittadini dichiara che salirebbe su un mezzo con pilota a bordo, mentre il 74% si affiderebbe anche a sistemi completamente autonomi.

Nel confronto con le auto a guida autonoma emerge un dato interessante: sebbene il 28% preferisca ancora il veicolo terrestre, il 40% si dichiara indifferente tra i due mezzi e il 4% sceglierebbe addirittura il drone con maggiore convinzione rispetto all’automobile.

L’integrazione dell’AI per ottimizzare sicurezza e funzionalità dei droni raccoglie un sentiment prevalentemente positivo. Il 16% del campione si dice estremamente favorevole e il 36% abbastanza favorevole, a fronte di un 31% che manifesta invece preoccupazione o una netta contrarietà.

Un tema dibattuto riguarda l’incremento della spesa per la sicurezza legata ai droni: per il 39% degli intervistati, un aumento degli investimenti in questo ambito potrebbe paradossalmente ridurre l’accettazione sociale delle applicazioni civili, mentre il restante 61% non ritiene che tale aspetto incida sulla percezione della tecnologia.

Rimangono tuttavia dei nodi critici che alimentano i timori della popolazione. Tra le principali preoccupazioni espresse dai cittadini italiani figurano la tutela della privacy, la corretta gestione dello spazio aereo e il rischio che questi mezzi possano essere oggetto di utilizzi criminali.

La sfida per i prossimi anni consisterà proprio nel bilanciare l’innovazione tecnologica con la creazione di un quadro di fiducia che affronti questi timori in modo trasparente.

Il 2025 del mercato dei droni italiano: un anno a due velocità

Paola Olivares, direttrice dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata, evidenzia come il 2025 sia stato un anno a doppia velocità per l’Italia. Se da un lato i droni salvavita e l’agricoltura hanno segnato progressi concreti, dall’altro si sono registrati i ridimensionamenti dei piani di Amazon e il mancato debutto degli air taxi durante il Giubileo.

“Con una tecnologia ormai matura, la vera sfida consiste nel trasformare le moltissime sperimentazioni in servizi commerciali continuativi”, afferma Olivares, sottolineando l’urgenza di accelerare su infrastrutture e partnership per garantire competitività globale.

Secondo la direttrice lo sviluppo futuro non può prescindere da una comunicazione efficace che valorizzi l’impatto sociale della tecnologia, elemento “indispensabile per consolidare la fiducia e superare le resistenze della società verso la diffusione dei droni”.

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