Rallenta la crescita dell’industria italiana delle macchine per il confezionamento e l’imballaggio. Dopo aver chiuso il 2025 con un fatturato record di 10,46 miliardi di euro, in aumento del 4%, il settore registra nei primi nove mesi del 2026 un incremento di appena lo 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato, rilevato dall’indagine congiunturale del Centro Studi MECS per UCIMA, conferma un rallentamento già emerso nei mesi precedenti. Nel primo semestre del 2026 il fatturato era infatti cresciuto del 2,3%. La frenata del terzo trimestre ha quindi ridotto ulteriormente il ritmo di crescita del comparto.
A sostenere il fatturato è soprattutto il mercato italiano, con vendite in aumento dell’11,8% nei primi nove mesi, mentre quelle sui mercati esteri registrano una lieve contrazione (-0,6%). Nel solo terzo trimestre il divario è ancora più marcato, con un +10,5% sul mercato interno e un -4,2% all’estero.
Un andamento che pesa particolarmente su un settore fortemente orientato all’esportazione: nel 2025, secondo i dati definitivi di UCIMA, le vendite internazionali avevano raggiunto 8,19 miliardi di euro, rappresentando il 78,3% del fatturato complessivo.
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Gli ordini peggiorano, il portafoglio scende a 7,4 mesi
Il segnale più preoccupante arriva dalla raccolta ordini, in contrazione del 4,7% nei primi nove mesi dell’anno. La flessione è determinata soprattutto dalla domanda estera, in calo del 5,4%, mentre gli ordinativi provenienti dal mercato italiano crescono del 2,3%.
Anche su questo fronte il confronto con i dati precedenti evidenzia un deterioramento. Nei primi sei mesi del 2026 gli ordini erano diminuiti del 2,5%: il dato cumulato a settembre mostra quindi un peggioramento della domanda nel terzo trimestre.
Il portafoglio ordini resta su livelli relativamente consistenti, ma scende dai 7,7 mesi di produzione assicurata rilevati a giugno agli attuali 7,4 mesi. I servizi di after sales rappresentano invece il 20,9% del fatturato complessivo.
Bertocco: “Un rallentamento che preoccupa”
“Pur confermando la solidità del nostro settore in una fase internazionale ancora altalenante, l’andamento dei primi nove mesi e il rallentamento della raccolta ordini destano preoccupazione”, commenta Maurizio Bertocco, presidente di UCIMA.
Secondo Bertocco il mercato italiano sta beneficiando, soprattutto negli ultimi due trimestri, degli effetti dell’iperammortamento, mentre all’estero le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica rendono più difficile per le imprese clienti programmare gli investimenti in nuovi impianti e tecnologie.
Il confronto con le macchine utensili
Il rallentamento del packaging nel 2026 si inserisce in un quadro complesso per la meccanica strumentale italiana ed è simile all’andamento degli ordinativi delle macchine utensili. Elaborando gli indici trimestrali pubblicati da UCIMU, nei primi nove mesi del 2026 la raccolta ordini dei costruttori italiani di macchine utensili risulta in calo di circa il 4,2%, un dato molto vicino al -4,7% registrato dalle macchine per il packaging.
Le dinamiche dei due settori sono però quasi speculari. Nel packaging il mercato italiano continua a crescere (+2,3%) mentre gli ordinativi esteri diminuiscono del 5,4%. Nelle macchine utensili, al contrario, la domanda interna registra un pesante -30%, compensato solo in parte dalla crescita del 13,4% degli ordini esteri.
Va poi segnalato che, per le macchine utensili, il terzo trimestre ha comunque segnato un’inversione di tendenza, con una crescita degli ordinativi del 10,5% dopo il -25,8% del secondo trimestre.











