Il mercato italiano dei sistemi di accumulo elettrico attraversa una fase di marcato rallentamento, segnato da una netta inversione di tendenza rispetto alla dinamica di crescita che aveva caratterizzato il settore negli ultimi anni.
Secondo i dati dell’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili, elaborati sulle informazioni rese disponibili dal Sistema GAUDÌ di Terna, negli ultimi dodici mesi l’installato ha registrato una contrazione del 58% in capacità e del 42% in potenza.
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Un secondo trimestre particolarmente critico
Il quadro appare ancora più severo osservando l’andamento tra aprile e giugno 2026. La capacità installata è diminuita dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la potenza ha segnato una flessione del 68%.
Una frenata diffusa a livello territoriale, confermata dal fatto che nel confronto tra il primo semestre del 2026 e quello dell’anno precedente tutte le regioni italiane registrano variazioni negative sia in termini di capacità sia di potenza installata.
Il peso della crisi nel segmento residenziale
A pesare in maniera determinante è la persistente debolezza del comparto domestico, che negli ultimi anni aveva rappresentato il principale motore di sviluppo della filiera nazionale.
Il settore ha registrato l’undicesimo trimestre consecutivo di calo tendenziale, evidenziando nel secondo trimestre del 2026 una contrazione del 36% della capacità installata rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel primo semestre sono stati installati 60.030 sistemi di accumulo, per 593 MW di nuova potenza e 1.349 MWh di nuova capacità.
La composizione del parco nazionale e la centralità delle batterie al litio
Al 30 giugno 2026, escludendo gli impianti di pompaggio esistenti, l’Italia può contare complessivamente su circa 19 GWh di capacità di accumulo e 8 GW di potenza, ripartiti su 941.911 sistemi installati.
Le batterie agli ioni di litio rappresentano la tecnologia predominante, costituendo il 99,7% del numero dei sistemi, il 98,9% della potenza e il 96,9% della capacità complessiva del primo semestre.
I dati dell’Osservatorio evidenziano andamenti differenti tra i segmenti: il residenziale con circa 9,5 GWh rappresenta quasi la metà della capacità installata, il Commercial & Industrial supera i 2,2 GWh, gli impianti Utility Scale contano circa 0,2 GWh e i Large Utility Scale raggiungono i 7,4 GWh.
Il divario rispetto ai target della transizione energetica
Durante il primo semestre sono stati installati 1,3 GWh di nuova capacità, di cui 0,9 GWh in abbinamento a impianti fotovoltaici e 0,4 GWh costituiti da sistemi stand-alone centralizzati.
Il ritmo di sviluppo appare tuttavia insufficiente rispetto alle esigenze individuate dalla pianificazione nazionale. Il confronto con il target previsto dallo scenario PNIEC Policy del Documento di Descrizione degli Scenari 2024 di Terna e Snam evidenzia un gap di circa 2 GWh per gli accumuli distribuiti e di 50 GWh per quelli centralizzati.
Le aste Macse e le prospettive al 2030
Un contributo importante arriverà dalla prima asta MACSE (Mercato a Termine degli Stoccaggi Elettrici) – lo strumento istituito in Italia e gestito da Terna per promuovere e contrattualizzare la realizzazione di nuovi impianti di accumulo di energia di grandi dimensioni (accumuli centralizzati o utility scale) –, attraverso la quale Terna ha già aggiudicato circa 10 GWh di nuova capacità da realizzare entro il 2027.
Nel corso dell’anno ARERA ha inoltre disposto nuove procedure competitive tra Macsee Capacity Market per ulteriori 16 GWh, con entrata in esercizio prevista entro il 2029 e asta programmata per il 24 novembre 2026. Nonostante questi interventi, il percorso resta impegnativo: ipotizzando il pieno raggiungimento dei volumi già assegnati, rimarrebbero circa 24 GWh aggiuntivi da realizzare entro la fine del decennio.
Le incognite normative e il ruolo strategico del settore
A rendere più complesso lo scenario contribuisce l’attesa per i provvedimenti sulle aliquote delle detrazioni fiscali nel residenziale, l’eventuale prolungamento del DM CACER, gli effetti dell’iperammortamento per le imprese e le tempistiche delle prossime aste.
A queste variabili si aggiunge l’attesa per il nuovo Documento di Descrizione degli Scenari Terna-Snam, previsto entro la fine di settembre 2026. Il rallentamento delle nuove installazioni non ridimensiona comunque il ruolo strategico degli accumuli, la cui capacità di favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili e di garantire sicurezza al sistema elettrico rende necessario accelerarne lo sviluppo.
“Il rallentamento del mercato e il crescente divario rispetto ai target nazionali confermano che gli accumuli rappresentano oggi uno dei nodi centrali della transizione energetica”, dichiara Raffaello Teani, Presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo di Federazione ANIE.
“Nel 2025, secondo i dati ARERA, è stato necessario limitare circa 0,8 TWh di generazione rinnovabile: energia prodotta a costi significativamente più competitivi rispetto ai prezzi registrati sulla borsa elettrica e che, se adeguatamente valorizzata attraverso i sistemi di accumulo, avrebbe potuto contribuire a ridurre la pressione sui prezzi dell’energia”, aggiunge, sottolineando l’esigenza di una strategia energetica con un orizzonte di medio-lungo periodo, capace di coordinarsi anche con le politiche industriali europee, dall’Industrial Accelerator Act al Net Zero Industry Act, e di “offrire alla filiera upstream le condizioni necessarie per programmare gli investimenti in capacità produttiva.”







