Ci sono momenti in cui l’assenza di notizie è essa stessa notizia. E questo è uno di quei momenti. Si attendeva con ansia il Consiglio dei Ministri del 10 marzo, che avrebbe dovuto approvare il Decreto fiscale contenente, tra le altre misure, l’aggiornamento normativo dell’iperammortamento 2026-2028 e, magari, anche la sistemazione delle imprese in “coda” per il piano Transizione 5.0 2025.
POLITICHE PER L’INDUSTRIA
Iperammortamento e Transizione 5.0, destini incrociati: l’incognita guerra e la variabile incertezza
Il rinvio del decreto fiscale che doveva contenere l’eliminazione del vincolo del Made in EU per l’iperammortamento 2026-2028 e la soddisfazione delle domande in coda per Transizione 5.0 2025 lascia le imprese nell’incertezza. E c’è il rischio concreto che le risorse finora appostate per sostenere gli investimenti in beni strumentali e energie rinnovabili vengano dirottate verso altri provvedimenti urgenti. Nell’articolo la ricostruzione dei fatti e una nota sui costi nascosti dei dietro-front e dell’incertezza normativa.

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