LGli interventi legati a brevetti, ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, software e design rappresentano oggi quasi il 40% delle misure di sostegno pubblico attive, in attivazione o di prossima pubblicazione.
Con 203 bandi su un totale di 517 opzioni disponibili, l’innovazione e la protezione della proprietà intellettuale si confermano leve indispensabili per rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale nazionale.
Un trend che trova conferma nei dati di operativi di Muffin, piattaforma digitale specializzata nella gestione integrata del ciclo completo dei progetti di investimento, che evidenziano la crescente attenzione delle imprese verso strumenti dedicati a ricerca, sviluppo, brevetti e proprietà intellettuale.
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I principali strumenti nazionali
A livello nazionale, diverse misure sostengono gli investimenti in ricerca, sviluppo e proprietà intellettuale.
Tra queste, il Credito d’Imposta Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design (RSID) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti. Secondo il rapporto finale del Piano Transizione 4.0, tra il 2020 e il 2023 la misura ha generato circa 4,5 miliardi di euro di crediti d’imposta, distribuiti su oltre 58.000 iniziative di investimento, con una forte concentrazione nel settore manifatturiero e nelle Regioni del Nord Italia.
Accanto al credito d’imposta, il Patent Box continua a rappresentare uno strumento centrale per la valorizzazione degli asset immateriali, grazie alla possibilità di beneficiare di una super-deduzione fiscale del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti per software protetti, brevetti e disegni industriali.
Il mercato guarda, inoltre, con attenzione alla possibile riapertura delle misure Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, che nelle precedenti edizioni hanno registrato una domanda particolarmente elevata. Le prime indicazioni confermano contributi potenziali fino a 140.000 euro per Brevetti+, 60.000 euro per Disegni+ e 9.000 euro per Marchi+.
I programmi regionali
Accanto agli strumenti nazionali, le Regioni continuano a sostenere attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.
Tra le misure più rilevanti figurano la seconda edizione di Collabora & Innova in Lombardia, il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione e diversi programmi dedicati a progetti di ricerca industriale e innovazione delle PMI.
Si tratta di strumenti che confermano una progressiva evoluzione delle politiche pubbliche: sempre meno orientate all’acquisto di tecnologie standard e sempre più focalizzate sulla capacità delle imprese di sviluppare innovazione proprietaria, tutelarla e trasformarla in vantaggio competitivo.
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione importante: brevetti, software, know-how e attività di ricerca non vengono più percepiti come elementi accessori, ma come asset strategici per la crescita delle imprese”, commenta Michele Bonelli, CEO e Co-Founder di Muffin.
“La finanza agevolata sta accompagnando questa evoluzione, premiando sempre più la capacità di sviluppare innovazione proprietaria e valorizzarla nel tempo. In questo scenario, la proprietà intellettuale diventa non solo uno strumento di tutela, ma una vera leva di competitività e sviluppo industriale”, aggiunge.
Dalla tecnologia agli asset immateriali
Il quadro che emerge è quello di un sistema sempre più orientato a sostenere non soltanto l’acquisto di tecnologia, ma la capacità delle imprese di generare conoscenza, innovazione e proprietà intellettuale.
Questa evoluzione si riflette anche nella natura degli incentivi: accanto agli strumenti tradizionali, cresce il peso delle misure dedicate a ricerca industriale, sviluppo sperimentale, software proprietario, brevetti e design.
In questo contesto, la competitività delle imprese passa sempre più dalla capacità di trasformare ricerca e innovazione in asset protetti e valorizzabili nel tempo, in linea con una politica industriale che premia lo sviluppo tecnologico e la tutela della proprietà intellettuale.










