Il termine “disruption” è ormai decisamente inflazionato. Distinguere le mode passeggere dalle reali forze di trasformazione sistemica è però fondamentale per ogni organizzazione che voglia navigare con successo nella complessità che caratterizza ormai ogni aspetto dei tempi moderni.
INNOVAZIONE
Come riconoscere – e affrontare – i veri cambiamenti disruptive
Secondo l’analista di Gartner Daryl Plummer, per governare la disruption le aziende non devono commettere l’errore di valutare solo gli effetti iniziali. I veri cambiamenti disruptive sono quelli che hanno il maggior potenziale trasfomativo negli effetti secondari, le “onde lunghe” che modificano in modo permanente mercati e comportamenti. Per riconoscerle e affrontarle Plummer suggerisce di adottare un metodo basato su riconoscimento, prioritizzazione e autodisruption e di passare da un approccio reattivo a una strategia proattiva.

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