Space Economy

Dai satelliti al business: come il Marketplace di IRIDE trasforma i dati dallo spazio in asset digitali disponibili anche alle imprese



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La costellazione italiana IRIDE, finanziata con i fondi PNRR, si appresta a diventare una piattaforma aperta per il reperimento e l’utilizzo di dati provenienti dalle osservazioni satellitari ad alta qualità e ad alta frequenza di aggiornamento. Ecco I dati saranno disponibili anche alle imprese che intendono valorizzare questi set informativi.

Pubblicato il 25 mag 2026

Franco Rasotto

Fondatore di ReteAgevolazioni.it



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Telecommunication satellite providing global internet network and high speed data communication above Europe. Satellite in space, low Earth orbit. Worldwide communication technology.
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Il marketplace dei dati satellitari di IRIDE ha l’obiettivo di diventare il punto di accesso per le aziende a una quantità di dati relativi alle osservazioni della Terra mai avuta in precedenza in termini di qualità e frequenza di aggiornamento.

Il concetto di marketplace è però la vera rivoluzione che questo progetto vuole portare sul mercato. Fino a oggi, l’accessibilità di questi dati è stata prerogativa di strutture governative o di grandi imprese. Con questa nuova formula l’idea è quella di rendere i dati disponibili anche a PMI e a software house che intendono valorizzare questi set informativi.

Di questo si è discusso durante il convegno “IRIDE: From Public Investment to Commercial Value”, che siè tenuto a Venezia qualche settimana fa nell’ambito degli Space Meetings.

Francesco Longo (Head of Earth Observation Unit, ASI) ha subito chiarito il modello di business: il progetto è stato fortemente finanziato con i fondi del PNRR e ha come obiettivo principale quello di rendere disponibile in forma gratuita alle pubbliche amministrazioni l’accesso a questo sistema evoluto di monitoraggio del territorio italiano.

Da sinistra a destra: Emilio Cozzi, Francesco Longo, Enrico Zampolini Faustini, Eduard Royer, Aurora Bontade

Il nome IRIDE nasce dall’acronimo Iniziative di Resilienza per l’Italia Dalle Emergenze e ben rappresenta le motivazioni alla base del progetto.

Il modello di business è stato pensato per sostenere il progetto negli anni, garantendone la funzionalità, la manutenzione e la totale gratuità per la PA. Per coprire questi costi, è prevista la creazione di una linea di ricavo basata sulla vendita al mercato dei dati e dei servizi offerti dalla costellazione di satelliti.

Come è costruita la costellazione di satelliti IRIDE

Il progetto prevede un totale di 68 satelliti, di cui il primo blocco di 31 è già operativo, mentre i rimanenti verranno lanciati entro dicembre 2028.

Sono a oggi in orbita e operativi 16 satelliti EAGLET II e 15 satelliti HEO, tutti con tecnologia ottica multispettrale ma con declinazioni di utilizzo diverse. Per questo sarebbe più corretto parlare di una serie di costellazioni di satelliti.

In particolare, EAGLET II acquisisce con frequenza subgiornaliera

  • Immagini ottiche multispettrali ad alta risoluzione (risoluzione 2 m).
  • Immagini nel visibile e vicino infrarosso.
  • Immagini radiometricamente calibrate e georiferite.
  • Immagini ortorettificate in riflettanza di superficie.
  • Stream AIS (Automatic Identification System) per il traffico marittimo: messaggi identificativi e di posizione delle navi acquisiti in orbita.

I satelliti HEO – Hawk for Earth Observation acquisiscono

  • Immagini ottiche ad alta risoluzione (risoluzione 2,6 m).
  • Canale pancromatico ad alta risoluzione.
  • 7 bande multispettrali dal visibile al vicino infrarosso.
  • Immagini calibrate e georiferite.
  • Mappe tematiche derivate (uso del suolo, stati della vegetazione, indicatori ambientali).

Dalla “fotografia” al flusso continuo di dati

Il vero salto di qualità del progetto IRIDE sta soprattutto nella frequenza di rivisita (subgiornaliera), che consente di passare da un’immagine statica a un flusso informativo costante, il cui valore risiede nelle informazioni di variazione.

Questa tipologia di dati può abilitare utilizzi fino a oggi impensabili o comunque difficili da implementare, capaci di essere trasformati in servizi ricorrenti.

Alcuni esempi di applicazioni possono essere:

  • Logistica: possibilità di monitorare porti, hub, stoccaggi all’aperto (propri o di terzi).
  • Infrastrutture: manutenzioni predittive basate sul rilievo di deformazioni millimetriche.
  • Agricoltura: valutazione dell’utilizzo della risorsa idrica e dell’utilizzo di fertilizzanti.

È chiaro che la grossa sfida che si presenterà d’ora in avanti per gli enti gestori del progetto e per i potenziali utilizzatori sarà quella di scoprire i moltissimi utilizzi che questi dati consentono e, soprattutto, individuare il valore aggiunto ottenibile dalla combinazione di tutti i parametri ora disponibili.

Tante PMI dietro il progetto

Per rendere operativo il progetto IRIDE sono state coinvolte 73 aziende italiane con un ruolo fondamentale delle PMI. Proprio queste ultime hanno dovuto, in questo caso, abbandonare la logica artigianale del “pezzo unico” per passare a una logica di standardizzazione e alla produzione in lotti che ha consentito un ulteriore miglioramento degli standard produttivi e al contempo un contenimento significativo dei costi di produzione.

Una delle strade percorse dalle aziende coinvolte è stata quella dello sviluppo di piattaforme modulari standardizzate, che saranno riutilizzabili anche in future produzioni di satelliti al di fuori di questo programma.

Quali saranno gli sviluppi possibili

Per sfruttare al meglio i dati di osservazione della Terra che si potranno trovare sul marketplace di IRIDE, sarà necessario sviluppare nuove competenze e nuove professionalità.

Proprio per questo scopo ESA (Agenzia Spaziale Europea) e Regioni hanno promosso IRIDELab, che già da mesi è al lavoro per trasferire ai primi utenti del progetto (le pubbliche amministrazioni) le conoscenze e le competenze necessarie per mettere a frutto questa importante mole di dati. I primi campi di formazione sono stati l’utilizzo dei dati geospaziali per la gestione del dissesto idrogeologico, dell’urbanistica e delle risorse forestali.

La sfida che si presenta oggi con l’apertura di questo marketplace anche per usi commerciali è quella di avere aziende pronte a coglierne l’opportunità sia per le proprie esigenze dirette, sia per creare dei servizi a valore aggiunto da proporre al mercato.

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