POLItiCA INDUSTRIALE

Urso: “A ottobre un nuovo decreto con misure per le imprese”



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Il ministro Urso ha annunciato per fine ottobre un nuovo pacchetto di misure per semplificare i processi di autorizzazione per gli investimenti produttivi, aumentare gli investimenti in rinnovabili e sistemi di accumulo e per migliorare la capacità del sistema industriale su AI, robotica e umanoidi e non restare indietro rispetto a USA e Cina…

Pubblicato il 26 ago 2026



Il ministro Urso al Meeting di Rimini
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Un decreto imprese entro la fine di ottobre per semplificare ulteriormente le autorizzazioni agli investimenti produttivi, spingere su rinnovabili e sistemi di accumulo e introdurre nuove misure per l’intelligenza artificiale, la robotica e gli umanoidi nell’industria italiana. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso questa settimana, a margine del Meeting di Rimini, spiegando che il provvedimento è allo studio “con altri dicasteri” e arriverà a ridosso della prossima legge di bilancio, “per la fine di ottobre”.

Il nuovo intervento si innesta su un impianto già rodato, quello della legge di bilancio 2026 che ha introdotto l’iperammortamento (nuovo piano Transizione 5.0), la misura che nei primi mesi di attività ha già raccolto oltre 15.000 domande per investimenti vicini ai 5 miliardi di euro.

Autorizzazioni più snelle, energia e capacità di innovazione

Il decreto, dice Urso, dovrà anzitutto “ulteriormente semplificare i processi di autorizzazione per gli investimenti produttivi”. Il modello a cui guarda il Governo è quello della ZES Unica per il Mezzogiorno, il cui sportello telematico ha già mostrato di poter accelerare le autorizzazioni: la semplificazione punterà a replicarne i meccanismi anche per gli investimenti produttivi sul resto del territorio nazionale.

Il secondo asse riguarda l’energia: il testo punterà ad “aumentare l’energia rinnovabile del nostro paese con particolare attenzione al sistema degli accumuli e delle batterie e anche a livello industriale”. Il ministro lega il tema alla necessità di conservare l’energia prodotta per i momenti in cui il sistema industriale ne ha effettivamente bisogno.

Vale la pena ricordare che l’iperammortamento sta incentivando pochissimi investimenti in fonti rinnovabili – meno del 2% sul totale degli investimenti prenotati secondo i dati più recenti – perché la misura ammette solo i pannelli fotovoltaici iscritti alle lettere b) e c) del registro Enea, di fatto riconducibili alla sola produzione della 3Sun. Un limite che spiega perché, accanto all’iperammortamento, siano necessarie altre misure di supporto alla produzione di energia rinnovabile.

Il terzo fronte è quello dell’innovazione: il governo interverrà “per migliorare la capacità del nostro sistema industriale nel campo dell’innovazione”. E qui Urso ha fatto esplicito riferimento alle tecnologie di frontiera – AI e umanoidi in primis.

Intelligenza artificiale e umanoidi in fabbrica, con la persona al centro

La parte più innovativa del provvedimento riguarderà infatti l’intelligenza artificiale e la Physical AI applicata all’industria. Urso ha parlato di una “accelerazione dello sviluppo della robotica e dell’utilizzo degli umanoidi nel nostro sistema produttivo”, richiamando quanto già avviene in altri paesi e la volontà di non “rimanere indietro”.

Il riferimento è alla corsa agli umanoidi industriali che sta interessando Stati Uniti e Cina, un fenomeno su cui restano aperti diversi interrogativi, a partire dalla reale maturità della tecnologia, come abbiamo raccontato commentando la quotazione di Unitree.

Il ministro ha collegato la spinta sulla robotica a un impegno sul fronte sociale, parlando di “un sistema di welfare che tuteli la persona” perché “la nostra visione è sempre stata e resterà antropocentrica”. Nel suo intervento, tenuto subito dopo quello di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini, Urso ha infatti richiamato l’enciclica del pontefice sull’intelligenza artificiale, Magnifica Humanitas – in cui il Papa mette in guardia dal paradigma tecnocratico e sostiene che l’intelligenza artificiale non è neutrale – indicandola come un riferimento per l’approccio del governo alla trasformazione tecnologica dell’industria.

L’iperammortamento traina gli investimenti, in vista la sfida sull’AI

L’annuncio di Urso arriva in un momento in cui l’iperammortamento (nuovo piano Transizione 5.0) sta già mostrando risultati concreti. Secondo i dati citati dal ministro, tra il 12 giugno e il 24 agosto la misura ha raccolto oltre 15.000 progetti d’impresa per investimenti pari a quasi 5 miliardi di euro. Si tratta di un aggiornamento (marginale) rispetto al dato dei 4,75 miliardi rilevati a metà agosto e di cui abbiamo raccontato in questo articolo.

Per il ministro si tratta di un successo che dimostra la volontà delle imprese italiane di investire in innovazione. Il decreto di fine ottobre, in questo senso, potrebbe rappresentare il tassello con cui il governo – iperammortamento a parte – prova a spingere in modo più specifico sulle tecnologie di intelligenza artificiale e robotica avanzata applicate alla manifattura.

Dalle imprese cauto ottimismo e richieste di semplificazione reale

Le associazioni di categoria guardano con interesse all’annuncio di Rimini, ma chiedono che ai propositi seguano strumenti concreti.

A margine dello stesso Meeting, CNA Rimini ha incontrato il ministro Urso portando al tavolo le priorità delle piccole e medie imprese: continuità della Nuova Sabatini, accesso al credito tramite il Fondo Centrale di Garanzia e, in particolare, la richiesta di rendere l’iperammortamento “più semplice, accessibile e realmente efficace” nel sostenere gli investimenti, accanto al nodo del costo dell’energia per le imprese di dimensioni più piccole, come riportato da RiminiNotizie.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, la richiesta più concreta arriva da Confindustria, che già in occasione della propria assemblea nazionale aveva chiesto di estendere l’iperammortamento agli investimenti in software, cloud e intelligenza artificiale almeno fino al 2028, con una programmazione pluriennale degli incentivi, come avevamo raccontato. Il decreto di ottobre sarà anche l’occasione per verificare se il Governo intende raccogliere questa indicazione.

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