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Efficienza sui mercati esteri e protezione del valore aziendale: la consulenza di Ayming per l’internazionalizzazione



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L’espansione nei mercati esteri richiede un approccio integrato che unisca il reperimento di risorse attraverso la finanza agevolata a un presidio rigoroso delle variabili fiscali e doganali. Grazie a una forte specializzazione trasversale e alla presenza operativa in 14 Paesi, Ayming affianca le imprese in tutti gli aspetti del loro percorso di internazionalizzazione, garantendo l’accesso ai capitali e la tutela dei margini per una crescita globale solida e sostenibile

Pubblicato il 6 feb 2026


Ayming Point of View

consulenza internazionalizzazione e fiscalità

L’apertura verso mercati internazionali costituisce oggi una direttrice di crescita imprescindibile per le imprese che mirano a consolidare la propria competitività su scala globale.

Si tratta, tuttavia, di un percorso non privo di insidie strutturali. Molte aziende rinunciano ad opportunità strategiche oltreconfine per mancanza delle risorse necessarie, ignare dell’esistenza di strumenti di finanza agevolata che mirano proprio a supportare questi processi.

Anche quando si riesce ad andare oltre questi ostacoli vi sono numerose insidie inerenti alla gestione della fiscalità internazionale. L’ingresso in nuovi mercati impone, infatti, il confronto con una stratificazione di norme di natura tributaria e doganale che variano sensibilmente da Paese a Paese, richiedendo una capacità di adattamento che va ben oltre la pianificazione commerciale.

Gestire la fiscalità internazionale richiede un approccio analitico rigoroso, poiché una valutazione approssimativa dei profili di rischio può generare passività impreviste e sanzioni di rilevante entità, capaci di compromettere i margini dell’intera operazione.

Ostacoli che possono essere trasformati in vantaggi competitivi affidandosi a professionisti che affiancano alla finanza agevolata un presidio costante su ogni profilo della fiscalità internazionale.

Grazie a una presenza globale e conoscenze specifiche che integrano finanza agevolata e compliance fiscale, Ayming assiste le aziende in tutti gli aspetti del percorso di internazionalizzazione, assicurando una crescita solida e finanziariamente sostenibile.

Fondi Simest: il supporto finanziario per l’espansione internazionale

Molte organizzazioni, soprattutto le PMI, faticano a strutturare un percorso di internazionalizzane. A mancare spesso è la conoscenza del mercato e della potenziale base clienti – che si potrebbe acquisire, ad esempio, attraverso la partecipazione a fiere o eventi internazionali –, nonché la capacità di proporre la propria offerta oltreconfine. Basti pensare che solo una piccola e media impresa su quattro (circa il 25%) effettua vendite o accetta prenotazioni online.

Per queste realtà l’internazionalizzazione è un percorso che deve necessariamente partire dalla revisione del modello di business e della cultura aziendale che richiede investimenti in tecnologie, figure professionali e competenze adeguate.

Esistono tuttavia strumenti di finanza agevolata pensati proprio per supportare le imprese in questo percorso. Simest, attraverso il Fondo 394/81, offre diverse linee di intervento rivolte a facilitare l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso una combinazione di risorse economiche agevolate.

Le varie misure messe a disposizione delle aziende nell’ambito del Fondo permettono di affrontare gli investimenti necessari per l’ingresso in nuovi mercati, attraverso il sostegno a diverse voci di spesa, quali:

  • partecipazione a fiere e mostre internazionali 
  • sviluppo di soluzioni e-commerce 
  • servizi per l’ottenimento di certificazioni e consulenze strumentali all’internazionalizzazione 
  • l’inserimento temporaneo nell’impresa di Temporary Manager per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica a sostegno dell’internalizzazione  
  • l’apertura di strutture commerciali permanenti all’estero 

I vantaggi per le imprese si traducono in un duplice beneficio economico: l’accesso a un finanziamento a tasso agevolato e l’erogazione di una quota a fondo perduto fino al 20% per le PMI innovative, le startup e le aziende del Sud Italia.

Fondi Simest per l’internazionalizzazione, le novità per il 2026  

In questi anni le varie linee di intervento sono state riviste ed ampliate per supportare le imprese nelle varie esigenze legate all’espansione oltreconfine.

Per il 2026, l’ente ha impresso un’ulteriore accelerazione attivando nuovi strumenti finanziari per oltre 1 miliardo di euro, destinati a rafforzare la competitività del Made in Italy in aree geografiche ad alto potenziale.

Tra le novità di maggior rilievo figurano i programmi dedicati agli Stati Uniti che, dal 14 gennaio 2026, finanziano l’inserimento di Temporary export manager (Tem) con importi fino a 500.000 euro e un tasso agevolato fissato allo 0,321%.

Prosegue anche il supporto per le imprese che intendono espandersi in altri mercati strategici, con il rifinanziamento di linee agevolative inaugurate nel biennio 2024-2025. Tra queste vi sono:

  • Lo strumento “Affiancamento strategico per il mercato indiano”, attivo dal 16 settembre 2025; 
  • La misura “Potenziamento mercati africani”, istituita nell’ambito del cosiddetto “Piano Mattei” e definita nell’art.10 del DL 89/2024; 
  • La misura “Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale” regolata dall’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207. 

Tra le novità del 2026 vi è anche l’estensione delle agevolazioni della linea “Transizione Digitale ed Ecologica” alle imprese energivore esportatrici e a quelle con percorsi certificati di efficientamento energetico, oltre a nuove Sezioni Equity.

Finanza agevolata a supporto dell’internazionalizzazione: perché affidarsi a consulenti specializzati

Selezionare la linea di intervento più coerente con i propri obiettivi di crescita richiede una valutazione strategica approfondita, data la pluralità delle misure e il rigore dei requisiti richiesti.

Affidarsi a consulenti esperti permette di decodificare la complessità delle circolari ministeriali e di individuare l’agevolazione capace di generare il massimo beneficio finanziario in relazione al profilo aziendale.

Ayming affianca le imprese in ogni fase della procedura, dalla verifica preliminare dei parametri di bilancio e del fatturato export alla gestione della documentazione sul portale, prevenendo errori formali o mancanze che porterebbero all’archiviazione della domanda.

Il supporto specialistico garantisce inoltre una gestione tempestiva di eventuali richieste di integrazione e una valutazione ottimale dello scoring di merito, trasformando l’accesso ai fondi Simest in un percorso rapido, sicuro e funzionale alle reali necessità dell’azienda.

Dalle risorse alla tutela del valore attraverso il presidio della fiscalità internazionale

L’accesso ai capitali agevolati costituisce il motore finanziario della crescita internazionale, ma la reale sostenibilità del business dipende dalla capacità di proteggere i margini operativi.

Una volta garantita la provvista economica, è essenziale rivolgere l’attenzione alla gestione delle variabili fiscali per evitare che una compliance frammentata eroda il valore generato.

Un approccio integrato permette di trasformare gli adempimenti in opportunità di risparmio, a partire dal recupero delle imposte assolte fuori dai confini nazionali.

L’IVA internazionale: come evitare di trasformare i crediti in costi irrecuperabili

Le imprese che operano su scala globale si trovano frequentemente a sostenere costi rilevanti all’estero sia per l’acquisizione di servizi necessari all’attività commerciale, sia per la gestione di commesse produttive delocalizzate.

È il caso, ad esempio, delle aziende che partecipano a fiere internazionali, o di quelle realtà che acquistano stampi o macchinari presso fornitori esteri lasciandoli in loco per la produzione o delle società di trasporti e logistica che operano quotidianamente fuori dai confini nazionali.

In tutti questi scenari l’IVA assolta localmente può essere recuperata, trasformandosi da un costo fisso in una risorsa finanziaria utile a ottimizzare il cash flow, a patto di presidiare correttamente il complesso quadro normativo dei diversi Paesi.

Due sono le direttive principali da conoscere. La Direttiva 2008/9/CE, nota come Ottava Direttiva, governa il rimborso dell’imposta tra i Paesi membri dell’Unione Europea, consentendo alle imprese di recuperare l’Iva pagata in un altro Stato membro per spese strettamente inerenti all’esercizio dell’attività.

Per quanto concerne i rapporti con i Paesi extra-Ue, la Tredicesima Direttiva (86/560/CEE) ne subordina la restituzione all’esistenza di accordi di reciprocità con l’Italia, condizione attualmente vigente con Paesi di destinazione rilevanti come Regno Unito, Svizzera e Norvegia.

L’ammissibilità al rimborso si estende a un elenco eterogeneo di costi, che spaziano dalla mobilità e logistica – quali il noleggio di autoveicoli e l’acquisto di carburante – fino agli oneri per lo sviluppo commerciale, inclusi i servizi alberghieri, la ristorazione e le quote di accesso a manifestazioni fieristiche.

Tuttavia, la gestione di queste istanze nasconde non poche insidie procedurali: la frammentarietà delle prassi amministrative locali e l’inderogabilità dei termini perentori di presentazione espongono l’azienda al rischio concreto di perdere definitivamente il credito.

Una mancata conformità ai requisiti tecnici di ogni singola giurisdizione trasforma l’imposta da elemento neutro a costo operativo non recuperabile, gravando direttamente sulla marginalità delle operazioni internazionali.

Dogane: l’efficienza della supply chain come vantaggio competitivo

Altro aspetto di complicata gestione per le imprese con una spiccata proiezione internazionale riguarda la movimentazione fisica delle merci.

Le operazioni doganali rappresentano una variabile strategica fondamentale, poiché incidono direttamente sulla fluidità della catena di approvvigionamento e sulla struttura complessiva dei costi.

Una gestione doganale efficace, oltre a provvedere al rigoroso rispetto degli obblighi di legge, consente di trasformare le complessità legate al passaggio delle frontiere in reali vantaggi competitivi. Un obiettivo che si realizza presidiando con precisione i pilastri tecnici del diritto doganale: la corretta attestazione dell’origine della merce e l’istanza per le Informazioni tariffarie vincolanti (Itv).

Tali strumenti, disciplinati dal Codice doganale dell’Unione (Regolamento UE n. 952/2013), permettono di definire con assoluta certezza il trattamento daziario applicabile, garantendo l’accesso ai regimi preferenziali previsti dagli accordi commerciali e conferendo stabilità giuridica all’intera supply chain.

La stratificazione normativa in materia doganale può però generare criticità operative rilevanti: errori nella classificazione delle merci o un’inadeguata gestione della documentazione di origine espongono l’azienda al rischio di ispezioni e accertamenti doganali.

Evenienze che, oltre a comportare oneri sanzionatori, possono causare blocchi logistici capaci di compromettere la reputazione aziendale e la regolarità delle forniture. È quindi fondamentale puntare a standard elevati attraverso l’ottenimento dello status di Operatore economico autorizzato (AEO), una certificazione che assicura semplificazioni procedurali, una riduzione dei controlli e un rafforzamento della credibilità presso le autorità.

In assenza di una pianificazione preventiva e di un’attività costante di due diligence, le imprese rischiano di subire passività occulte che erodono il valore generato dall’espansione globale.

Transfer pricing: la difesa delle operazioni infragruppo

L’evoluzione dell’attività internazionale, quando trascende lo scambio commerciale per strutturarsi attraverso filiali o consociate estere, introduce la necessità di governare la ripartizione del valore tra le diverse entità del gruppo.

Tutte le realtà che intrattengono relazioni transfrontaliere con parti correlate devono gestire un altro aspetto dell’ordinamento tributario: la disciplina dei prezzi di trasferimento (transfer pricing), che impone che le transazioni infragruppo avvengano nel rispetto del “principio di libera concorrenza” (arm’s length principle), criterio codificato nelle Linee guida Ocse e recepito nell’ordinamento italiano dall’articolo 110, comma 7 del Tuir.

L’obiettivo primario è prevenire l’erosione della base imponibile, assicurando che i profitti siano dichiarati laddove viene effettivamente generato il valore economico. La definizione di politiche di transfer pricing coerenti è una tutela necessaria per evitare fenomeni di doppia tassazione e proteggere il patrimonio aziendale da eventuali contestazioni.

La complessità della materia risiede nell’obbligo di predisporre un apparato documentale probatorio rigoroso, articolato nel Masterfile e nella Documentazione nazionale, secondo i requisiti definiti dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Le imprese devono confrontarsi con normative locali spesso divergenti, che prevedono soglie dimensionali e modalità di rendicontazione specifiche, aumentando l’esposizione al rischio di accertamento in caso di asimmetrie informative.

L’assenza di un set documentale conforme o una valutazione superficiale dei rischi e delle funzioni svolte dalle singole entità può innescare contenziosi di lunga durata.

Sistemi di e-invoicing e gestione del rischio digitale transfrontaliero

La gestione del rischio fiscale si estende necessariamente anche alla sfera digitale, dove l’adozione di sistemi di fatturazione elettronica internazionale (e-invoicing) costituisce il presupposto essenziale per garantire la tracciabilità delle operazioni transfrontaliere.

Su questo fronte la sfida spesso risiede nel differente livello di digitalizzazione dei diversi Paesi, con ogni giurisdizione che adotta standard tecnici, piattaforme governative e cronoprogrammi di implementazione differenti.

In questo ambito il principale rischio per le imprese risiede nella potenziale disconnessione tra i sistemi gestionali interni e le piattaforme fiscali nazionali, un disallineamento che può causare il fermo operativo delle transazioni commerciali o l’irrogazione di sanzioni per mancata conformità.

I servizi specialistici di Ayming per l’ottimizzazione fiscale e doganale

L’efficace presidio delle dinamiche fiscali e doganali richiede competenze tecniche che permettano di trasformare i vincoli normativi in leve di efficienza finanziaria. Ayming risponde a queste necessità attraverso un portafoglio di servizi di consulenza specialistici incentrati sui principali ambiti della fiscalità internazionale e progettati per supportare le imprese in ogni fase della loro espansione all’estero.

L’offerta si articola in soluzioni operative volte a mitigare i rischi e a ottimizzare le risorse finanziarie attraverso i seguenti ambiti d’intervento:

  • IVA internazionale per la gestione completa delle procedure di rimborso disciplinate dalla Ottava e dalla Tredicesima Direttiva. I servizi offerti in questo ambito comprendono l’analisi dell’eleggibilità dei costi – inclusi beni che non transitano in Italia, come gli stampi – e il supporto per le identificazioni fiscali estere necessarie a operare in giurisdizioni transfrontaliere. 
  • Ottimizzazione doganale con assistenza specialistica per l’ottenimento della certificazione di Operatore economico autorizzato (Aeo) e presidio tecnico su classificazione tariffaria, origine delle merci e gestione delle accise, al fine di garantire la fluidità della supply chain e la correttezza dei dazi assolti. 
  • Transfer pricing per la strutturazione del set documentale probatorio, comprensivo di Masterfile e Documentazione nazionale in linea con gli standard Ocse, accompagnata dall’esecuzione di benefit test sui servizi infragruppo per validare la deducibilità dei costi e prevenire contestazioni per doppia tassazione. 
  • E-invoicing, tramite consulenza strategica per l’implementazione tecnologica e normativa di sistemi di fatturazione elettronica internazionali, con team dedicati per assicurare la piena conformità ai requisiti tecnici e ai cronoprogrammi di mercati complessi. 

L’approccio integrato di Ayming alla gestione dei rischi transfrontalieri

Il valore distintivo del modello proposto da Ayming risiede nella capacità di coniugare una visione d’insieme sulla strategia fiscale con una presenza operativa capillare. Con una presenza diretta in oltre 14 Paesi e un team di oltre 50 consulenti a livello internazionale, il Gruppo garantisce alle imprese un supporto basato sulla conoscenza diretta delle prassi amministrative e delle evoluzioni normative locali in tutta Europa e Nord America.

Un presidio territoriale che ha già permesso di gestire con successo più di 160 progetti e attività, generando un risparmio di 12 milioni di euro per i propri clienti, consentendo di superare con efficacia le barriere linguistiche e procedurali che spesso rallentano il recupero dei crediti Iva o la risoluzione di complessità doganali.

Oltre alla gestione degli adempimenti, Ayming offre una visione d’insieme che mette in sicurezza il futuro internazionale dell’impresa, garantendo che ogni operazione transfrontaliera sia presidiata e ottimizzata.

La stabilità fiscale così ottenuta, supportata da dati concreti e competenze locali, si traduce in una maggiore resilienza finanziaria, permettendo al business di scalare senza subire l’impatto di passività latenti o inefficienze burocratiche.

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