La manifattura italiana, seconda in Europa per dimensioni, potrebbe azzerare il divario di costo che oggi la separa dalla Cina se investisse nelle tecnologie di automazione che permettono di trasformare le attuali fabbriche in fabbriche del futuro. È quanto emerge dal nuovo studio del BCG Institute, l’istituto di ricerca di Boston Consulting Group, dal titolo “How the Factory of the Future Is Reshaping the Economics of Manufacturing Competitiveness”. Secondo l’analisi la Fabbrica del Futuro, ovvero la combinazione integrata di intelligenza artificiale, automazione avanzata e sistemi agentici, può cambiare in modo strutturale l’equazione dei costi produttivi: in alcuni comparti aggiornare gli impianti esistenti risulta oggi già più conveniente che delocalizzare.
SCENARI
Delocalizzare? Non serve più, se l’Automazione fa guadagnare fino al 60% di produttività
Secondo uno studio del BCG Institute su 1.000 produttori a livello globale l’automazione avanzata può generare guadagni di produttività fino al 60%. Per una fabbrica italiana nell’automotive o nell’alimentare è possibile azzerare il gap di costo con la Cina. Delocalizzare, quindi, non è più la scelta più conveniente…

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