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Il percorso 5.0 di Tecnocupole Pancaldi tra produttività ed efficienza energetica



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L’investimento in tecnologie d’avanguardia rappresenta la risposta strategica per coniugare produttività e risparmio energetico, come dimostra l’evoluzione di Tecnocupole Pancaldi verso un modello di fabbrica 5.0 dove l’integrazione tra macchine e competenze umane diventa il motore della crescita.

Pubblicato il 4 mar 2026



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L’investimento in linee produttive automatizzate, se accompagnato con la formazione del personale, permette alle aziende di raggiungere nuovi livelli di efficienza e sostenibilità in linea con i principi di Industria 5.0.

Questo approccio strategico agli investimenti consente anche di valutare nuove opportunità di mercato, favorendo la crescita, la competitività e la resilienza nel tempo.

Ne è un esempio la storia di Tecnocupole Pancaldi, tra i primi produttori di lucernari e sistemi di evacuazione fumo e calore Made in Italy. Fondata nel 1958 come azienda familiare, è oggi guidata dalla seconda generazione.

Grazie a un percorso di digitalizzazione strategico e strutturato, l’azienda ha potuto usufruire degli incentivi a supporto della transizione digitale e sostenibile delle imprese (tra cui quelli del Piano Transizione 5.0) e si è oggi affermata come realtà manifatturiera d’avanguardia, attenta all’innovazione e ai temi ESG.

Linee produttive automatizzate Salvagnini per la transizione 5.0

L’ultimo passo nel percorso di digitalizzazione dell’azienda ha visto l’implementazione di una linea produttiva completa Salvagnini nello stabilimento di Castel San Pietro Terme.

L’investimento – che ha ottenuto il riconoscimento dei requisiti previsti dal Piano Transizione 5.0 –, consente oggi all’azienda bolognese di operare con livelli di efficienza, automazione e sostenibilità energetica di assoluta eccellenza, coniugando tecnologia avanzata, qualità artigianale e centralità delle persone.

Le tecnologie Salvagnini recentemente installate consistono in una isola di piegatura robotizzata composta da una P2 1620 e un robot antropomorfo. Completa la linea di lavorazione della lamiera l’integrazione di una nuova presso-piegatrice Salvagnini B3.

Tecnologie che permettono ora a Tecnocupole Pancaldi di ottimizzare l’intero ciclo di lavorazione della lamiera, aumentando capacità produttiva, precisione, ripetibilità e riducendo consumi, tempi e sprechi.

Automazione e formazione dei dipendenti: un approccio strategico agli investimenti

Le due tecnologie di piegatura possono operare sia autonomamente sia in modalità collaborativa, garantendo la massima flessibilità produttiva. P‑Robot, in particolare, può lavorare in modalità R2R (robot‑to‑robot), gestendo carico, scarico ed eventuale impilamento delle parti, oppure in modalità R2H (robot‑to‑human), in cui si occupa solo del carico dello sviluppato, mentre l’operatore provvede allo scarico del pannello per completare la lavorazione sulla pressa piegatrice. La configurazione è anche predisposta per lavorare in modalità H2R (human-to-robot).

Robot e B3 sono inoltre connesse digitalmente tramite l’ecosistema software proprietario Salvagnini, composto dalla suite di programmazione STREAM e dal sistema di gestione della produzione OPS, che funge da coordinatore centrale, gestendo e distribuendo il flusso di informazioni e programmi tra le diverse tecnologie.

Le integrazioni tecnologiche alla linea produttiva sono andate di pari passo alla formazione degli addetti in materia di programmazione robotica, al fine di ottimizzare ogni processo ed alleggerire il movimento manuale dei carichi.

Nuove opportunità di mercato grazie alla linea produttiva automatizzata di Salvagnini

Grazie a questa integrazione, a partire da questa primavera Tecnocupole Pancaldi potrà inoltre aprirsi in modo strutturato alla produzione per conto terzi, mettendo a disposizione del mercato le proprie competenze e la nuova capacità impiantistica per la realizzazione di diversi manufatti in lamiera di acciaio o alluminio, di molteplici forme.

“Questo investimento è stato frutto di un grande coraggio per un’impresa come la nostra: ma oggi il completamento di questo percorso che ci porta pienamente dentro l’Industria 5.0, dove automazione, efficienza energetica e qualità del lavoro procedono insieme ci riempie di orgoglio” commenta Michela Pancaldi, CEO di Tecnocupole Pancaldi.

“Le tecnologie Salvagnini ci consentono di fare un salto straordinario in termini di produttività e affidabilità, ma soprattutto di mettere questa eccellenza anche al servizio di altre aziende, aprendo una nuova fase di crescita con le lavorazioni conto terzi, senza perdere la nostra identità e il nostro know-how storico. Crediamo molto nella collaborazione tra aziende vicine geograficamente o merceologicamente: il fare rete è uno dei più grandi asset per rendere ancora più forte il nostro made in Italy ”, aggiunge.

Un percorso di evoluzione tecnologica costante

Il nuovo investimento prosegue quel cammino di innovazione costante di Tecnocupole Pancaldi.

Negli ultimi anni l’azienda ha introdotto sistemi avanzati di Industria 4.0, come il taglio laser in fibra L3 Salvagnini configurato con il magazzino a torre LTWS. Questa soluzione gestisce carico, scarico e stoccaggio del materiale in modalità non presidiata. Il sistema è completato dal dispositivo di sorting automatico MCU, in grado di impilare parti con geometrie, pesi e commesse differenti.

La combinazione tecnologica composta da P Robot e B3 rappresenta oggi il completamento naturale di questo percorso, portando l’integrazione uomo-macchina, l’efficienza energetica e la sostenibilità dei processi a un livello superiore, in piena coerenza con i principi dell’Industria 5.0 e l’ottenimento del massimo risparmio energetico previsto.

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