AUTOMAZIONE

La fabbrica data-driven dall’edge al cloud: la proposta di Relatech ed Efa Automazione



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Edge intelligence, cybersecurity OT e Industrial Data Platform al centro della presenza di Relatech ed Efa Automazione a SPS Italia. Il gruppo ha portato in fiera la sua visione per l’integrazione IT/OT, con un ecosistema capace di trasformare i dati di fabbrica in valore operativo e decisionale. Presentata la nuova piattaforma Ewon Edge & Cloud.

Pubblicato il 26 mag 2026



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All’edizione 2026 di SPS Italia Relatech e la sua business unit per l’automazione industriale – Efa Automazione – hanno mostrato in modo concreto come si costruisce una fabbrica data-driven.

Tre anni dopo l’acquisizione che aveva unito le trentennali competenze verticali sulle Operational Technologies di Efa con il know how e l’expertise su digitale e cloud di Relatech, in fiera a Parma il gruppo ha presentato quello che può essere a tutti gli effetti considerato il risultato di questo percorso simbolo della convergenza tra i domini IT e OT: un’offerta end-to-end strutturata attorno a tre pilastri – edge intelligence, cybersecurity OT e Industrial Data Platform – che copre l’intero ciclo di vita del dato industriale, dal sensore fino agli analytics avanzati in ambiente cloud.

Il filo conduttore dell’intera proposta è stato proprio la convergenza IT/OT, tema che Efa Automazione presidia da decenni sul fronte della connettività di campo e che Relatech ha elevato a strategia di gruppo.

“Ci stiamo qualificando come un operatore capace di accompagnare le aziende industriali in un percorso completo che va letteralmente dal campo e dalla fabbrica fino al cloud”, ha detto Emiliano Rantucci, Presidente e AD di Relatech. Passando per connettività, sistemi di controllo, MES e piattaforme dati, il nostro profilo ibrido di technology e solution provider ci permette di supportare concretamente le imprese nell’implementazione di queste tecnologie”.

“La divergenza che vediamo oggi tra mondo IT e mondo OT è innanzitutto figlia di due organizzazioni aziendali che ancora non si parlano pienamente”, ha aggiunto Massimo Erba, Industrial Automation BU Manager di Relatech. “Il nostro lavoro in Relatech è quello di agire come tecnologi al fianco dell’Operational Technology per aiutarli a sistematizzare le tecnologie esistenti, fungendo da ‘traduttori’ per il mondo IT e permettendo a questi due domini di comunicare in modo proficuo nonostante i diversi approcci tecnici”.

Edge intelligence e connettività evoluta: il dato elaborato a bordo macchina

Il primo pilastro della proposta presentata allo stand riguarda l’intelligenza distribuita a bordo degli impianti o, per dirla con il termine più preciso, “on the edge”.

La principale novità su questo fronte è la nuova soluzione di HMS Networks, partner storico di Efa Automazione in Italia, presentata in anteprima proprio a SPS Italia 2026, che vedremo più dettagliatamente nel prossimo paragrafo.

La tecnologia introduce un’evoluzione di grande rilievo nel paradigma della connettività industriale: i dispositivi di raccolta dati diventano nodi intelligenti in grado di elaborare informazioni localmente, abilitare la gestione e la manutenzione remota evoluta e supportare nuovi modelli di business.

È una logica che rafforza direttamente la servitizzazione: i costruttori di macchine possono affiancare al prodotto fisico servizi a valore aggiunto basati sui dati generati in campo, aprendo flussi di ricavo che fino a pochi anni fa erano semplicemente inaccessibili.

L’approccio si inserisce in un percorso che Efa Automazione già avviato da diverso tempo. Ricordiamo infatti che l’azienda, che distribuisce in Italia la piattaforma Ignition di Inductive Automation, ha dimostrato concretamente questa logica in diversi casi applicativi. Ne è un esempio concreto la storia di Zeco, azienda veneta specializzata in impianti idroelettrici, dove Ignition è stata installata in modalità SaaS sulla cloud platform di Relatech per abilitare il monitoraggio remoto degli impianti, fungendo da abilitatore per il paradigma della servitizzazione industriale.

La nuova la piattaforma Ewon Edge & Cloud

E vediamo in dettaglio la nuova piattaforma Ewon Edge & Cloud di HMS Networks. Si tratta di una soluzione integrata che combina gateway edge plug-and-play con un servizio cloud in abbonamento. Si tratta di un’architettura scalabile progettata per superare il concetto di semplice teleassistenza, trasformando la connettività in una leva strategica per la servitizzazione nel mondo OEM.

Grazie alla capacità di elaborare i dati direttamente on edge (a bordo macchina), i costruttori possono infatti evolvere verso modelli di business basati su flussi di ricavo ricorrenti e servizi digitali avanzati, come la manutenzione predittiva e l’analisi proattiva del parco macchine, rispondendo alla crescente domanda del mercato di soluzioni basate su OpEx piuttosto che su investimenti iniziali (CapEx).

Dal punto di vista della sicurezza e della gestione, la piattaforma integra funzionalità avanzate per rispondere alle rigorose aspettative del mondo IT, mantenendo al contempo la solidità necessaria per gli ambienti operativi (OT). Tra queste spiccano il supporto a VPN sicure, sistemi di Single Sign-On (SSO), autenticazione multifattore (MFA) e log di audit completi, garantendo prestazioni di accesso remoto superiori rispetto alle generazioni precedenti.

L’approccio è spiccatamente modulare: le aziende possono iniziare implementando l’accesso remoto sicuro per poi scalare progressivamente verso applicazioni complesse di edge computing, raccolta dati e integrazione con piattaforme IIoT, il tutto senza dover sostituire l’infrastruttura esistente e garantendo la standardizzazione della connettività anche in ambienti multi-vendor.

“Siamo entusiasti di affiancare partner come HMS nel loro salto di qualità verso modelli che affiancano componenti OPEX a quelle CAPEX. Dopo anni focalizzati sulla connettività, il mercato si sta spostando verso i servizi e il controllo; essere al loro fianco in questa transizione conferma la nostra volontà di essere i primi praticanti di un modello di business basato sul valore continuo offerto al cliente”, dice Rantucci.

“In un mercato che oggi è ancora fortemente focalizzato sulla componente tecnico-meccanica della macchina, questa soluzione porta l’intelligenza direttamente on edge, trasformando la connettività da semplice strumento di teleassistenza a leva strategica per nuovi modelli di business basati su servizi digitali avanzati”, spiega Erba.

Cybersecurity OT: la pressione normativa impone di agire oggi

Il secondo tema al centro della presenza a SPS Italia 2026 è stata la sicurezza degli ambienti industriali, su cui la pressione normativa europea sta aumentando in modo significativo.

La Direttiva NIS2, il Cyber Resilience Act e il Regolamento macchine stanno imponendo nuovi obblighi di sicurezza per le aziende manifatturiere. È chiaro che, considerando i tempi di sviluppo e commercializzazione dei nuovi macchinari o dei prodotti soggetti alla normativa, i costruttori devono partire subito con l’adeguamento ai requisiti che entreranno pienamente in vigore nei prossimi anni. Chi aspetterà l’entrata in vigore degli obblighi rischia chiaramente di arrivare fuori tempo.

La proposta di Efa Automazione su questo fronte è strutturata in modo da combinare la consulenza specialistica in ambito OT security – declinata in vulnerability assessment, remediation plan e security by design – con un ecosistema tecnologico che include i firewall industriali HMS, la piattaforma di gestione e protezione AMDT Octoplant e gli HMI evoluti della serie X3 di Beijer Electronics.

“La cyber security nell’ambito Operational Technology è una materia complessa che va affrontata con un approccio di integrazione di sistema, analizzando variabili architetturali e tecniche specifiche”, spiega Erba. “Per questo collaboriamo con partner italiani d’eccellenza, come Gyala, per portare soluzioni di sintesi software che nascono proprio dal nostro ecosistema nazionale per proteggere il mondo industriale”.

Industrial Data Platform: chiudere il ciclo di vita del dato

Il terzo pilastro – e probabilmente il più strategico nella proposta complessiva del gruppo – è la Industrial Data Platform, su cui come vi abbiamo già raccontato su queste pagine Relatech ed Efa Automazione lavorano come a un elemento qualificante dell’intera offerta.

L’architettura si basa sull’integrazione di Ignition, come layer OT per la raccolta e supervisione dei dati dal campo, e di Microsoft Fabric per gli analytics avanzati nel layer IT. In mezzo la pipeline che permette di correlare i dati di produzione con informazioni di altra natura, per esempio sulle performance energetiche o sulla supply chain, identificare inefficienze e pattern nascosti e supportare operatori e manager nel prendere decisioni strategiche basate su dati in tempo reale.

L’intelligenza artificiale entra in questa architettura in modo trasversale: sia come strumento di analisi avanzata sui dati raccolti, sia come acceleratore nello sviluppo delle applicazioni industriali. Allo stand Efa/Relatech era infatti presente anche una postazione con AI conversazionale in grado di fornire informazioni in tempo reale su soluzioni, documentazione tecnica e casi applicativi: un esempio concreto di come l’AI possa diventare un supporto operativo piuttosto che una tecnologia di vetrina.

La proposta nel suo insieme si fonda su un ecosistema di partner tecnologici – HMS Networks, Inductive Automation, Beijer Electronics, Sepasoft, AMDT, Fuji Electric, Kepware, inray – che Efa Automazione gestisce in qualità di distributore a valore aggiunto (VAR). Un modello che, unito alle competenze digitali e cloud di Relatech, consente al gruppo di proporsi come interlocutore unico lungo l’intero percorso di digitalizzazione delle imprese manifatturiere, dalle PMI alle grandi aziende.

Il futuro? È nei servizi

Per restare competitivi rispetto ai mercati emergenti, il bundle di prodotti e servizi è ormai un must. “In Italia siamo maestri nella pura integrazione di sistemi, unendo pezzi di mondi diversi. Offrire servizi tecnologici a valore aggiunto, in aggiunta alla vendita di hardware e licenze software, permette di ottenere un premio al prezzo e di rispondere a un mercato che oggi richiede un’unione coerente tra le diverse anime della tecnologia”, spiega Erba.

“Crediamo che il tempo delle grandi progettualità isolate stia finendo: le aziende oggi hanno bisogno di velocità e di servizi ‘ready-to-use'”, aggiunge Rantucci. “Stiamo evolvendo la nostra proposta per rendere i servizi disponibili anche attraverso portali dedicati, offrendo soluzioni a misura di PMI che possano essere acquistate e attivate rapidamente, valorizzando sempre più la componente di servizio rispetto al puro possesso tecnologico”.

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