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Fabbrica connessa: il ruolo dell’automazione nella nuova industria data-driven



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 Superare la frammentazione tecnologica per costruire una fabbrica data-driven: grazie a un approccio metodologico che unisce operatività e consulenza, Relatech traduce i flussi di produzione in insight strategici, garantendo competitività e centralità del fattore umano. 

Pubblicato il 7 mag 2026


Relatech Point of View

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Molte aziende manifatturiere possiedono già macchine connesse, ma si ritrovano sommerse da una mole di dati che non sanno come utilizzare. La vera sfida della trasformazione digitale non è più tanto la raccolta delle informazioni, ma la creazione di un ponte capace di portare il dato dal campo ai sistemi informativi aziendali, per trasformarlo così in elementi su cui basare decisioni e strategie. 

In assenza di un’architettura coerente e di una strategia integrata l’automazione industriale rimane un vettore dal forte potenziale inespresso anziché diventare, come potrebbe, il motore di analytics avanzati e la base per utilizzare soluzioni AI.

Relatech si propone come interlocutore unico capace di orchestrare questa transizione, offrendo un approccio end-to-end che integra una “sensibilità” costruita nel corso di decenni sulle tematiche specifiche dell’industria e quelle competenze digitali avanzate necessarie per trasformare i dati di fabbrica in insight strategici.

Superare i silos: la sfida culturale e organizzativa

L’integrazione tra i sistemi informatici aziendali e l’automazione industriale rappresenta un passaggio complesso che trascende la semplice implementazione tecnologica. Le barriere che rallentano questo processo hanno una natura prevalentemente culturale e organizzativa, derivante da decenni di evoluzione separata tra i due mondi.

Se l’informatica aziendale è storicamente orientata alla protezione del dato, alla standardizzazione e alla sicurezza delle architetture, l’automazione di fabbrica risponde a logiche più orientate al pragmatismo, dove la priorità assoluta è la continuità operativa delle linee produttive.

“L’OT è in realtà una Business Technology che il management di fabbrica ha adottato per ottimizzare i macchinari, proprio come accadde decenni fa con i primi computer nei dipartimenti amministrativi”, spiega Massimo Erba, Business Unit Manager dell’Area Industrial Automation di Relatech.

Secondo Erba l’ostacolo principale risiede nella difficoltà di far dialogare figure professionali che utilizzano linguaggi e metriche differenti, portando a una percezione della tecnologia di stabilimento come un dominio isolato anziché come una risorsa strategica per l’intera organizzazione.

A rendere ancora più marcata questa distanza interviene la gestione del patrimonio informativo. In molti impianti la sensoristica e l’automazione generano già enormi volumi di dati, che però rimangono intrappolati all’interno delle singole macchine o in database locali non comunicanti.

Una simile frammentazione impedisce di trasformare i segnali di campo in insight utili per il decision-making direzionale. La vera sfida per le imprese non consiste più nel trovare il modo di raccogliere le informazioni, ma nel superare un’architettura a compartimenti stagni che rende il dato “muto” per chi deve governare le strategie di business, limitando la visibilità sulle reali efficienze e sulle potenzialità di ottimizzazione dei processi.

L’unione tra automazione industriale e soluzioni digitali: l’approccio di Relatech

La capacità di Relatech di supportare le aziende nel superare questa frammentazione poggia le sue radici nell’evoluzione dell’azienda stessa che ha saputo integrare competenze storicamente separate attraverso un percorso di acquisizioni strategiche mirate a coprire l’intera catena del valore del dato.

L’ingresso di EFA Automazione ha portato al gruppo trent’anni di esperienza verticale nel mondo dell’OT e della connettività di campo, mentre l’integrazione di BTO ha apportato competenze profonde nell’advisory e nella consulenza direzionale.

Una sinergia, questa, che consente di approcciare i progetti di digitalizzazione con la capacità unica di parlare il linguaggio tecnico dei sensori e, contemporaneamente, di tradurre le informazioni nella visione strategica richiesta dai decisori aziendali.

L’efficacia dell’approccio deriva dal fatto che Relatech ha vissuto e risolto le frizioni tra sistemi digitali e reparti di produzione all’interno dei propri team di lavoro.

“Aiutiamo le aziende a risolvere la convergenza perché l’abbiamo vissuta e implementata nei nostri team. L’esperienza maturata sul campo permette di superare la naturale diffidenza che separa l’ufficio tecnico dalla linea produttiva”, spiega Erba.

“Agire come partner metodologico, e non solo come fornitore, garantisce che ogni intervento tecnologico sia preceduto da una fase di analisi capace di rispettare le peculiarità della fabbrica senza rinunciare alle potenzialità analitiche del cloud e dei big data”, aggiunge.

L’Industrial Data Platform: lo “scheletro tecnologico” del successo

L’anello di congiunzione tra l’ambiente IT e OT è rappresentato dall’Industrial Data Platform, un ecosistema integrato concepito per agire come lo scheletro tecnologico dell’intera fabbrica.

L’architettura è progettata per risolvere il problema della frammentazione, centralizzando il flusso informativo che dai sensori di campo sale verso i sistemi di gestione aziendale. L’obiettivo è creare una struttura capace di sostenere la crescita digitale dell’impresa, garantendo che l’interoperabilità tra macchine diverse non sia un ostacolo ma un presupposto della produzione.

Il perno di questa proposta risiede nell’integrazione tra la piattaforma Ignition e l’ambiente Microsoft Fabric. Ignition si occupa della connettività e della gestione dei dati in tempo reale, superando le rigidità dei sistemi Scada tradizionali grazie a una logica basata su standard aperti che facilita lo scambio di informazioni tra dispositivi eterogenei. Il flusso viene poi convogliato in Microsoft Fabric, l’ambiente cloud dove i dati grezzi vengono trasformati in asset strategici per alimentare analytics e Big Data.

“L’Industrial Data Platform rappresenta il ponte necessario per portare i dati dalla fabbrica vera alla fabbrica dei dati, rendendo l’intelligenza distribuita una realtà operativa. L’unione tra un sistema di connettività moderno e un’architettura cloud avanzata permette di gestire i carichi di lavoro in modo fluido, assicurando che ogni informazione prodotta dai macchinari sia immediatamente disponibile per essere modellata e utilizzata nei processi decisionali di alto livello”, spiega Erba.

Oltre la raccolta: dare ordine al patrimonio informativo della fabbrica

L’efficacia dell’Industrial Data Platform non dipende esclusivamente dalla componente tecnologica, ma dalla capacità di integrarsi nei flussi operativi esistenti senza alterare gli equilibri della produzione.

Più che come semplice fornitore, Relatech agisce come un interlocutore unico che integra Advisory e Data Governance per disegnare percorsi di digitalizzazione su misura che consentono di dare ordine al patrimonio informativo frammentato.

Molte imprese raccolgono infatti quantità enormi di dati che restano inutilizzati per mancanza di una modellazione coerente o di naming convention standardizzate. L’intervento metodologico di Relatech permette di mappare gli asset e trasformarli in una struttura leggibile, garantendo che ogni informazione prodotta dai macchinari abbia un significato univoco per l’intero ecosistema aziendale.

Un processo che avviene nel rispetto dei vincoli operativi tipici di una realtà manifatturiera, dove la criticità maggiore è il rischio di fermi macchina durante l’aggiornamento dei sistemi. Relatech risponde a questa esigenza con una metodologia non invasiva, che prevede l’inserimento di nuovi strati software senza interrompere i cicli produttivi.

“Sappiamo che la priorità di una fabbrica è non fermarsi mai. Per questo, caliamo le soluzioni in modo trasparente, garantendo che la transizione digitale avvenga in parallelo alla produzione ordinaria, senza impatti sui volumi o sulla qualità del lavoro”, afferma Erba.

“L’obiettivo è accompagnare i nostri clienti verso la creazione di Competence Center interni, favorendo una trasformazione organizzativa che renda l’azienda autonoma nella gestione del patrimonio data-driven. Non si tratta di una semplice fornitura, ma di un trasferimento di competenze che permette alla fabbrica di evolvere verso modelli più avanzati di gestione e controllo”, aggiunge.

Analytics, AI e forecasting: reagire ai cambiamenti in tempo reale

L’estrazione del dato dal campo e la sua organizzazione metodologica costituiscono il presupposto per trasformare la fabbrica in un ecosistema predittivo grazie a tecnologie e strumenti di analisi avanzata.

La transizione verso una fabbrica data-driven permette di passare da una gestione basata sull’attuale, ovvero sulla fotografia di quanto sta accadendo o è già accaduto, a una logica di forecasting.

“Spostare l’intelligenza dove serve significa trasformare il dato grezzo in una capacità predittiva che permette all’azienda di reagire in tempo reale ai cambiamenti del mercato”, spiega Erba.

L’integrazione delle informazioni industriali con quelle provenienti dai sistemi gestionali consente di simulare scenari complessi, ottimizzare la logistica e prevedere l’impatto di variabili esterne, come l’oscillazione dei costi delle materie prime, sulla redditività dei lotti produttivi.

In una simile architettura l’impiego di Digital Twin e algoritmi di Machine Learning apre la strada a una sperimentazione digitale che precede quella fisica. La creazione di gemelli digitali permette, ad esempio, di testare nuove ricette produttive in un ambiente virtuale, individuando difettosità o inefficienze che risulterebbero invisibili all’analisi tradizionale.

“L’AI generativa rappresenterà l’interfaccia del futuro: non più complessi cruscotti, ma un dialogo conversazionale ed esplorativo con i dati di fabbrica che renderà l’interazione con la tecnologia più immediata e intuitiva per tutti gli operatori”, afferma Erba.

Oltre la tecnologia: la centralità delle persone nel metodo Relatech

L’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale non mira alla sostituzione delle competenze umane, ma al loro potenziamento attraverso una democratizzazione dell’accesso alle informazioni.

L’approccio di Relatech permette di trasformare il dato in un linguaggio comune, abbattendo così le barriere tecniche che storicamente rendevano l’analisi dei flussi un dominio esclusivo di pochi specialisti e favorendo una cultura aziendale orientata alla trasparenza e all’efficienza operativa.

“L’AI Adoption non è un obiettivo tecnologico, ma un percorso di empowerment che mette le persone in condizione di governare la complessità della fabbrica moderna con strumenti nuovi”, spiega Erba.

Il valore distintivo di Relatech risiede nella capacità di agire come partner unico che gli consente di accompagnare le aziende non solo nella scelta delle tecnologie, ma in una vera trasformazione organizzativa dove l’innovazione diventa un asset sostenibile e padroneggiato dall’intero organico aziendale.

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