Si chiama Automation Extended il nuovo programma strategico di ABB dedicato all’evoluzione dei sistemi di controllo distribuiti (DCS). L’iniziativa nasce per rispondere a una necessità specifica delle industrie di processo: aggiornare le infrastrutture tecnologiche senza i rischi e i costi legati alle interruzioni della produzione. Il cuore della proposta risiede nella valorizzazione degli investimenti già effettuati, permettendo alle aziende di integrare nuove funzionalità digitali sulle piattaforme consolidate della multinazionale.
In un mercato caratterizzato da una forte volatilità e da crescenti pressioni sul fronte della sicurezza informatica, la capacità di innovare in modo incrementale è diventata un fattore di competitività. Peter Terwiesch, presidente della business area Automation di ABB, sottolinea che “nelle industrie che serviamo, spesso basate su infrastrutture vaste e complesse, i clienti hanno bisogno di modernizzare i sistemi senza subire interruzioni”. Automation Extended punta a offrire esattamente questo: l’accesso a capacità avanzate all’interno di ecosistemi tecnologici già conosciuti e affidabili.
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Una strategia basata sulla continuità operativa
L’approccio di ABB si fonda sulla gestione progressiva delle nuove capacità di automazione. Gli operatori possono continuare a fare affidamento su sistemi come ABB Ability System 800xA, Symphony Plus e Freelance, introducendo però gradualmente tecnologie legate all’analisi dei dati, all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things (IoT). Questo percorso di ammodernamento strutturato riduce drasticamente il rischio operativo tipico dei grandi cambiamenti tecnologici, garantendo la continuità dei processi mission-critical.
L’efficacia del programma poggia sulla capacità di semplificare le operazioni per una forza lavoro che sta cambiando rapidamente, offrendo strumenti scalabili e interoperabili. Inoltre l’integrazione di standard aperti come il protocollo OPC UA permette una comunicazione fluida tra i diversi domini industriali, facilitando la gestione del ciclo di vita degli impianti e l’ottimizzazione delle risorse.
L’architettura a due ambienti per integrare l’intelligenza artificiale
Dal punto di vista tecnico l’ecosistema di Automation Extended si basa sul principio della separazione delle responsabilità, ovvero la “separation of concerns”. L’architettura prevede due ambienti distinti ma connessi in modo sicuro. Il primo è l’ambiente di controllo, un dominio definito dal software che assicura una gestione deterministica, robusta e affidabile dei processi industriali critici. Il secondo è l’ambiente digitale, dedicato all’esecuzione di applicazioni avanzate, intelligenza edge e analisi in tempo reale.
In questo spazio digitale è possibile sfruttare algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per supportare le decisioni operative. Questi strumenti analitici possono, ad esempio, rilevare e correggere preventivamente le anomalie di processo o ottimizzare le strategie di manutenzione attraverso il monitoraggio costante delle condizioni degli asset. Il tutto avviene senza disturbare le strutture di controllo collaudate che governano l’impianto.
L’utilizzo di architetture cloud-native e tecnologie di containerizzazione facilita la gestione di entrambi gli ambienti, permettendo una distribuzione modulare dei servizi su diverse piattaforme hardware. Tuttavia il controllo rimane saldamente ancorato a standard di sicurezza elevati, proteggendo il nucleo delle operazioni industriali mentre si aprono nuove strade per l’efficienza e la scalabilità. L’accesso a queste innovazioni sarà garantito attraverso i prossimi rilasci dei sistemi di automazione dei processi di ABB, offrendo alle imprese un sentiero chiaro verso la digitalizzazione senza salti nel buio.
















