TECNOLOGIA INDOSSABILE

Comau Mate-XT GO: l’esoscheletro che aiuta gli operatori diventa più leggero e accessibile



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Mate-XT GO è un esoscheletro certificato DPI di Categoria II che riduce lo sforzo fisico del 50%. Progettato per industria e Pmi, il dispositivo punta su leggerezza e accessibilità economica per migliorare l’ergonomia in settori come edilizia, logistica e agricoltura.

Pubblicato il 11 feb 2026



COMAU MATE-XT GO



Si chiama Mate-XT GO il nuovo esoscheletro indossabile progettato da Comau per sostenere braccia e spalle durante le attività ripetitive o i compiti eseguiti sopra il livello della testa. La soluzione, che espande la gamma di esoscheletri Mate, punta a ridurre l’attività muscolare e lo sforzo percepito dai lavoratori fino al 50%, intervenendo direttamente sul benessere fisico e sulla resistenza durante l’intero turno lavorativo.

Il dispositivo punta su due caratteristiche, leggerezza e semplicità: pesa meno di 3 kg ed è stato concepito per essere indossato in soli 30 secondi, facilitando l’integrazione immediata nei flussi operativi senza generare rallentamenti nella produzione.

Mate-XT GO è certificato come Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) di Categoria II, caratteristica che ne abilita l’utilizzo ufficiale in ambienti professionali regolamentati.

Prodotto in Italia, l’esoscheletro si rivolge non solo ai grandi gruppi industriali ma anche al tessuto delle piccole e medie imprese (PMI), all’agricoltura e all’artigianato specializzato. L’obiettivo dichiarato dall’azienda di Grugliasco è quello di democratizzare l’accesso alla robotica indossabile attraverso un design passivo che non richiede batterie e riduce drasticamente i costi di manutenzione e i tempi di ammortamento dell’investimento.

Una soluzione leggera per l’uso quotidiano in ambienti regolamentati

Il design di Mate-XT GO è frutto di una collaborazione strutturata con Iuvo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di cui Comau detiene la maggioranza. Questa sinergia ha permesso di unire l’esperienza nell’automazione industriale con le competenze biomeccaniche necessarie per supportare il movimento naturale del corpo.

Il dispositivo offre 8 livelli di assistenza regolabili che si adattano al movimento fisiologico della spalla, garantendo un impatto ergonomico misurabile sulla postura.

Secondo Marco Manavello, Chief Industrial Operations Officer di Comau, lo sviluppo del nuovo modello si basa sui riscontri ottenuti da oltre 3.000 aziende che già utilizzano la tecnologia Mate a livello internazionale. “Abbiamo ulteriormente evoluto la tecnologia per fornire benefici concreti e quotidiani”, ha dichiarato Manavello. “Mate-XT GO combina un design più leggero con certificazione professionale e prestazioni comprovate. Il risultato è una soluzione indossabile che può ridurre l’affaticamento percepito fino al 50%, supportare i lavoratori in compiti fisicamente impegnativi e aiutare le aziende a migliorare sistematicamente l’ergonomia su larga scala”. Inoltre l’accessibilità economica del sistema è stata studiata per favorire l’adozione nei settori dell’edilizia e della logistica, dove lo sforzo fisico costante rappresenta una delle principali cause di infortuni e malattie professionali.

L’automazione centrata sull’uomo apre le porte all’agricoltura e all’edilizia

Mate-XT GO non si limita a migliorare la produttività ma agisce sulla qualità del lavoro, favorendo una maggiore precisione nell’esecuzione dei compiti grazie alla riduzione del tremore muscolare causato dalla stanchezza.

La scelta di mantenere un’architettura completamente passiva risponde a una necessità precisa del mercato: la semplicità. In settori come l’agricoltura o i mestieri specializzati la facilità di rimozione del dispositivo (che richiede solo 10 secondi) e l’assenza di componenti elettroniche delicate permettono l’uso in contesti operativi difficili, dove polvere e agenti atmosferici potrebbero compromettere sistemi più complessi. Inoltre l’impatto sulla qualità della vita dei lavoratori è un fattore che le aziende stanno iniziando a quantificare non solo in termini di minori assenze per malattia, ma anche come valore aggiunto per la fidelizzazione del personale.

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