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L’Agentic AI cambia il lavoro creativo: nel 2035 tutti i processi saranno condivisi e distribuiti



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Lo studio dell’Osservatorio Futures del Politecnico di Milano svela come l’AI ridisegnerà il futuro del lavoro creativo entro il 2035. Con l’avvento dei sistemi agentici, l’autorialità diventerà un processo condiviso e distribuito, mentre il valore della progettazione si sposterà dall’efficienza pura alla qualità dell’esperienza umana.

Pubblicato il 15 lug 2026



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I sistemi AI Agentici stanno ridisegnando la natura, il ritmo e la responsabilità del lavoro creativo. Una trasformazione che ridefinirà radicalmente i confini della proprietà intellettuale: nel 2035 un designer non sarà più l’unico autore di un progetto creativo. I diritti di proprietà potranno essere condivisi tra professionisti, piattaforme, curatori dei dati e sistemi di Agentic AI.

Un manager potrà integrare competenze provenienti da discipline diverse grazie a ecosistemi intelligenti in grado di ampliare il suo perimetro creativo. E il valore di un processo creativo potrà non essere misurato dalla velocità con cui viene completato, ma dal piacere e dall’esperienza che genera per chi lo vive.

Sono alcuni degli scenari delineati dalla nuova ricerca dell’Osservatorio Futures | Sense Making by System Thinking del Politecnico di Milano, uno degli oltre 50 filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management che affrontano i principali temi dell’innovazione digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.

L’Osservatorio sperimenta e promuove approcci innovativi nella progettazione di futuri desiderabili, a cui sono chiamati leader, innovatori e organizzazioni in contesti fortemente volatili e incerti, piuttosto che adattarsi a futuri emergenti a cui reagire una volta che si sono espressi.

Gli scenari sviluppati dall’Osservatorio non descrivono ciò che accadrà necessariamente, ma aiutano organizzazioni e professionisti a riflettere sulle scelte che possono compiere oggi per costruire forme di lavoro creativo più sostenibili, inclusive e capaci di generare valore nel lungo periodo.

Dall’aumento delle capacità alla trasformazione del lavoro creativo

Nel futuro più vicino immaginato dall’Osservatorio, l’Intelligenza Artificiale guiderà una trasformazione a doppia velocità per professionisti e organizzazioni.

Nel breve periodo, l’impatto si tradurrà in un aumento di efficacia: lo sviluppo di idee sarà più rapido, con una maggiore generazione di alternative, simulazioni di scenario accurate, prototipazioni veloci e decisioni basate sui dati.

Nel lungo termine, tuttavia, la transizione sarà ben più radicale. L’avvento di sistemi AI sempre più autonomi non si limiterà a ottimizzare le attività esistenti, ma ridefinirà l’organizzazione e l’esecuzione stessa del lavoro creativo.

In questo nuovo orizzonte delineato dall’Osservatorio Futures | Sense Making by System Thinking, emergono due dinamiche principali. Da un lato, si consoliderà un modello di co-creazione distribuita, in cui idee e progetti non saranno più il frutto del lavoro di un singolo autore, ma emergeranno dall’interazione sinergica tra professionisti, organizzazioni, piattaforme digitali e sistemi intelligenti.

Dall’altro, si svilupperanno veri e propri ecosistemi collaborativi integrati, all’interno dei quali professionisti con background differenti faranno convergere conoscenze, linguaggi e prospettive diverse per risolvere problemi complessi.

“Le organizzazioni dovranno prepararsi a gestire flussi di lavoro sempre più collaborativi e interdisciplinari”, dichiara Stefano Magistretti, Direttore dell’Osservatorio.

“Idee e innovazione nasceranno dal contributo congiunto di persone, competenze trasversali e sistemi intelligenti, sfumando i confini tradizionali tra ruoli e responsabilità. In questa nuova realtà, il vantaggio competitivo non sarà legato al semplice accesso alla tecnologia, ma alla capacità di orchestrare ecosistemi in cui talenti e strumenti collaborino per generare valore”, aggiunge.

Dalla velocità all’esperienza della creatività

L’evoluzione del lavoro creativo si muoverà lungo un asse che va dalla pura velocità operativa alla profondità dell’esperienza. Nel breve termine, l’Intelligenza Artificiale agirà principalmente come un acceleratore: le persone manterranno il controllo sui risultati generati dai sistemi intelligenti, intervenendo per verificare, correggere e perfezionare le soluzioni proposte.

Nel lungo periodo, tuttavia, il valore della creatività non si misurerà più solo sull’output finale, ma sull’esperienza che essa stessa genera, trasformando il processo creativo in un’opportunità di apprendimento, esplorazione e profonda soddisfazione personale.

Negli scenari elaborati dall’Osservatorio Futures | Sense Making by System Thinking, questa transizione si articola attraverso due trasformazioni cruciali.

La prima ridefinisce il ritmo del lavoro creativo, che diventerà un flusso sinergico in cui persone e sistemi intelligenti co-progetteranno tempi, priorità e modalità operative.

La seconda rimette al centro l’esperienza umana: in un mondo altamente automatizzato, le intuizioni e le decisioni chiave fioriranno proprio dall’interazione sensibile tra le persone, il loro ambiente, le emozioni e le relazioni reciproche.

“Nei futuri immaginati dalla ricerca, persone e sistemi intelligenti collaboreranno in modo sempre più continuo, influenzando tempi, modalità e dinamiche della creatività”, afferma Emilio Bellini, Direttore dell’Osservatorio.

“Allo stesso tempo, proprio perché molte attività saranno delegate alle tecnologie, acquisteranno ancora più valore le capacità tipicamente umane: immaginare, interpretare, emozionarsi, entrare in relazione con gli altri e attribuire significato alle esperienze. La creatività del futuro sarà il risultato dell’incontro tra intelligenza artificiale e sensibilità umana”, conclude.

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