A casa Siemens alla scoperta di MindSphere

Da qualche mese Siemens si è trasferita nei nuovi uffici di Via Vipiteno, a Milano: un edificio green costruito in tempi record di cui vi abbiamo raccontato qui. Nella sua nuova casa Siemens ha pensato di dedicare una lounge a MindSphere, il suo “sistema operativo cloud-based per l’Internet of Things”. Siamo andati a visitarla e, a fare gli onori di casa, abbiamo trovato Alberto Olivini, Business Developer di MindSphere per l’Italia. Abbiamo così approfittato della sua disponibilità per farci raccontare che cosa è MindSphere, uno dei prodotti più rappresentativi dell’offerta “4.0” di Siemens, il cui obiettivo è permettere agli utilizzatori di trarre vantaggio dai dati prodotti dalle loro macchine, e che cosa si può fare nella MindSphere Lounge.

La MindSphere Lounge

La MindSphere Lounge, spiega Olivini, “non è un semplice spazio dimostrativo, ma uno spazio di co-working e condivisione del know-how”. Chi viene a visitare questo spazio potrà rendersi conto di persona di quali sono i vantaggi che questa piattaforma offre ai costruttori di macchine e agli utenti finali. I primi potranno capire come usare i dati per abilitare nuovi modelli di business, conoscendo i dati reali sull’utilizzo delle loro macchine presso i clienti; gli end user potranno invece utilizzare i dati per ottimizzare i processi e implementare nuove strategie data-based come ad esempio la manutenzione predittiva. Gli integratori, invece, potranno sfruttare l’apertura del sistema per sviluppare delle app e metterle sul mercato. Nel video lo potrete sentire al minuto 02:12.

A settembre un hackaton per l’IoT

Con Olivini abbiamo poi passato in rassegna diversi argomenti di attualità, dalla creazione dell’associazione degli utilizzatori italiani al prossimo hackaton per studenti universitari, start-up e sviluppatori che il 25 settembre si concentreranno per 12 ore per presentare le proprie idee sull’utilizzo dell’Internet of Things. Ce lo spiega Olivini in anteprima assoluta al minuto 05:00.


4.0 in a box

Per mostrare concretamente il funzionamento di MindSphere Siemens ha approntato, all’interno della Lounge, una demo intitolata “4.0 in a box” che riproduce tutti gli elementi principali di una macchina (motori, inverter, sensori) impegnata in un processo di pick & place. In questo modo il visitatore può comprendere con immediatezza che cos’è un digital twin e come materialmente funziona la piattaforma di raccolta e analisi dei dati. Per capire il senso di questo dimostratore guardate il video al minuto 05:32.

MindSphere e l’intelligenza artificiale

Dopo aver visto la demo “4.0 in a box”, abbiamo cercato di capire se e come MindSphere possa diventare uno dei pilastri sui quali Siemens svilupperà una offerta che sfrutti le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. “L’idea è quella di sfruttare il machine learning come primo passo per poi arrivare a una vera implementazione dell’intelligenza artificiale”, spiega Olivini. “MindSphere permette agli utilizzatori di chiudere l’anello del valore: si parte dalla raccolta del dato di processo, lo si analizza e poi lo si utilizza per ottimizzare il processo automaticamente”.

Il lavoro che MindSphere farà sul cloud sarà poi utilizzato come base anche per lo step successivo, quando dei nuovi moduli di Edge Analytics, che Siemens sta sviluppando, eseguiranno alcune funzionalità di controllo “smart” direttamente sul campo. Se ne parla nel video al minuto 07:51.

Il video

Ecco il video dell’intervista. Buona visione!

 

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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