Adottare un approccio che guardi sul lungo periodo e si proponga di sviluppare una manifattura che sia a misura d’uomo e al servizio della società. Il report presentato oggi in occasione dell’edizione 2018 del World Manufacturing Forum da Marco Taisch, responsabile scientifico della manifestazione, si fa portatore di un messaggio forte, che parte dall’analisi dei macro-trend sociali, individua le sfide attuali del settore manifatturiero e, infine, propone dieci raccomandazioni per il manufacturing del futuro. Il manifatturiero viene definito come un architetto per la prosperità sociale che può aiutare i Paesi a sviluppare altri importanti settori della loro economia e creare una crescita economica positiva.

I trend sociali

Sono sei le macro tendenze sociali che – si spiega nel report del World Manufacturing Forum – possono avere impatti sul settore manifatturiero. La prima è l’invecchiamento della popolazione, che si farà particolarmente sentire in Europa, dove secondo gli studi la popolazione over 65 raggiungerà il 50% del totale delle persone, generando nuovi bisogni e richiedendo sforzi maggiori da parte della popolazione in età lavorativa.

Ridefinirà il profilo del manifatturiero in futuro anche la necessità di migliorare le condizioni di lavoro delle categorie più vulnerabili, in particolare le donne e le persone disabili, in un’ottica inclusiva.

Terzo trend è rappresentato dai grandi fenomeni migratori, con la relativa fuga dei giovani talenti, dato l’aumento della mobilità in seguito alla globalizzazione.

La cyber security sarà una priorità, perché con l’aumento della digitalizzazione aumenteranno anche le minacce informatiche per l’industria.

Una grande sfida per il futuro dell’industria inoltre saranno i cambiamenti climatici, in particolare il surriscaldamento globale.

Le tematiche ambientali inoltre sono strettamente connesse con il rischio di una sempre maggiore scarsità di materie prime, la cui disponibilità è inversamente proporzionale al livello di industrializzazione globale.

Le sfide del settore manifatturiero

Il manifatturiero si troverà in futuro a dover affrontare numerose e importanti sfide, individuate dal report del World Manufacturing Forum.

La prima è la carenza di competenze e skill, destinate a essere rare in futuro a causa dell’invecchiamento della popolazione: il rischio è che si crei un vero gap nell’advanced manufacturing, dove certe capacità saranno appannaggio di pochi lavoratori specializzati.

Sia a livello globale che a livello locale, sarà importante creare un network agile per le forniture, ridisegnando e integrando la manifattura locale nelle supply chain globali. Al contrario, oggi la tendenza è creare supply chain pensate per aree geografiche specifiche.

La riduzione dei consumi sarà una sfida anche nel futuro. L’efficienza energetica e l’uso efficiente delle risorse, alla luce della sempre maggiore disponibilità, porterà a sviluppare nuovi percorsi negli ambiti del riciclo e del riuso, così come a studiare nuove applicazioni per materiali sostitutivi. Legata all’ambito ambientale, anche la sfida di diventare un settore a zero sprechi.

C’è poi la sfida della mass personalisation. Se oggi si produce spesso secondo la teoria della mass customization, che prevede ad esempio che il cliente possa scegliere il colore o i dettagli del prodotto, la sfida per il futuro è puntare alla personalizzazione individuale, a creare prodotti indirizzati a singoli utenti. È il caso ad esempio del settore bio medico.

Ulteriore sfida è quella dell’integrazione tra gli ambiti IT (information technologiues), OT (operational technologies) ed ET (engineering technologies) per rendere il manifatturiero più smart, permettendo di unire e far funzionare come una sola cosa diversi componenti di un sistema.

Fondamentale in futuro sarà garantire la sicurezza dei dati e prevedere l’istituzione di un’authority che supervisioni su di essi, data la sempre maggiore interconnessione con il rischio di manipolazioni esterne o attacchi criminali.

Ultima sfida individuata dal WMF sarà quella di superare il paradosso del digital divide che grava sulle PMI. Se da una parte le nuove tecnologie sono sempre più diffuse e di conseguenza costano meno, d’altro canto gestire la trasformazione digitale per una PMI non è semplice e richiede costi non trascurabili, soprattutto a livello di organizzazione e capacità interne. Questo rischia di creare un divario maggiore tra le PMI e le grandi multinazionali.

 

Come dovrà essere la manifattura del futuro

Ma quali sono le caratteristiche di un’industria manifatturiera che guardi al futuro? Il World Manufacturing Forum individua sei trend. In primis, abbracciare l’era del cognitive manufacturing, che si svilupperà lungo quattro dimensioni: macchine intelligenti e iperconnesse, operazioni cognitive guidate dall’Intelligenza Artificiale, ottimizzazione delle risorse e manufacturing collaborativo come servizio su cloud.

Secondo trend, l’iper personalizzazione, ottenuta analizzando le informazioni di pubblico dominio per creare prodotti personalizzati, unici e precisi e servizi su misura.

La manifattura deve dimostrare resilienza di fronte ai rischi globali, con decisioni strategiche e business model ad hoc.

Orientarsi al circular manufacturing per ottimizzare il riutilizzo delle risorse, siano essi materiali o energia, attraverso ingegnosi design di sistemi socio-tecnici, per affrontare sfide come la scarsità di risorse e gli sprechi.

Manufacturing inclusivo per permettere di valorizzare lavoratori di ogni genere ed età.

Ultimo trend, la reattività, che deve permettere al settore manifatturiero di rispondere con rapidità alle mutevoli condizioni del mercato.

Le 10 raccomandazioni del World Manufacturing Forum

1 – Coltivare una percezione positiva del manufacturing: lavorare nel settore manifatturiero può essere bello e appagante. le istituzioni devono lavorare a diffondere un’immagine migliore del manufacturing per attrarre i migliori talenti.

2 – Promuovere lo sviluppo della formazione e delle competenze per il benessere sociale. Abilità che un tempo erano considerate particolari ora sono basilari: è necessario promuovere queste conoscenze prima a livello scolastico, poi formando i lavoratori per lavorare facilmente con le nuove tecnologie.

3 – Sviluppare politiche efficaci per supportare iniziative su scala globale. È necessario avere politiche trasparenti e facilmente comprensibili per aiutare le compagnie private a investire, per incoraggiare l’innovazione.

4 – Rafforzare ed espandere le infrastrutture per rendere possibile una manifattura orientata al futuro. L’infrastruttura digitale, al pari di quella fisica, è il perno della terza e quarta rivoluzione industriale. La digitalizzazione è un driver di competitività nel paradigma manifatturiero. La digitalizzazione inoltre è un volano verso la servitizzazione che a sua volta è fondamentale per lo sviluppo della manifattura.

5 – Incoraggiare gli ecosistemi per l’innovazione manifatturiera su scala globale. È importante promuovere la collaborazione tra aziende, associazioni, settore pubblico e individui in un ecosistema che sappia affrontare il rischio di introdurre tecnologie innovative e disruptive.

6 – Creare luoghi di lavoro che siano attraenti per tutti. Gli ambienti di lavoro devono essere sani, sicuri, confortevoli e promuovere la socializzazione, la diversità. Le fabbriche devono essere un ambiente attraente per le persone conformemente al paradigma dello human centered manufacturing.

7 – Progettare e realizzare prodotti e servizi che siano orientati a soddisfare i bisogni della società

8 – Assistere le PMI nella digital transformation. Le PMI sono parte vitale del settore manifatturiero e non hanno le risorse a disposizione delle grandi organizzazioni: importante creare le condizioni perché possano fare sistema e condividere la conoscenza.

9 – Esplorare il valore reale del data-driven cognitive manufacturing. I dati sono destinati a diventare parte integrante del processo produttivo al pari di materie prime ed energia. Le aziende devono imparare a dare il giusto valore a questa risorsa.

10 – Promuovere l’uso efficiente delle risorse e politiche ambientali specifiche per i diversi paesi.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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