Iperammortamento per i magazzini automatici e blockchain: importanti novità in arrivo nel decreto semplificazioni

— aggiornamento del 30/01/2019 —

Nonostante il notevole taglio agli emendamenti, il testo della legge di conversione approvato dal Senato il 29/01/2019 include sia l’emendamento 3.0.1 sui magazzini automatici sia l’8.0.3 relativo alla Blockchain.

— articolo originale —


Il cosiddetto decreto semplificazioni ha già alle spalle un iter piuttosto lungo e travagliato: il suo percorso è iniziato con i grandi annunci del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre per poi arrivare in gazzetta ufficiale soltanto lo scorso 14 dicembre in una versione monca di tutti i capitoli inizialmente pensati per l’innovazione, come ad esempio l’introduzione di una definizione legale delle tecnologie basate sui registri distribuiti (blockchain) e le norme per le start-up innovative.

Ora il decreto è al Senato dove, da qualche settimana, è iniziato l’iter che dovrà portare, entro metà febbraio (dopo il vaglio anche della Camera), alla sua conversione in legge.

Questa seconda metà del percorso del decreto semplificazioni promette di non essere meno travagliata rispetto alla prima, stando a quanto visto finora. In questo dispositivo, infatti, sono destinati a entrare i suggerimenti emersi dall’incontro tra le PMI e il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre a una serie di altre disposizioni che lo trasformeranno in una legge profondamente diversa rispetto al decreto che va a convertire.

I magazzini automatici

Una delle disposizioni che dovrebbe entrare, per esempio, è legata al tema dell’iperammortamento per i magazzini automatici. Si tratta di una questione piuttosto complessa alla quale abbiamo già dedicato alcuni articoli (su tutti vi consigliamo di leggere questo).

La questione è la seguente: i magazzini automatici rientrano sin dal 2017 tra le merceologie alle quali si applica l’iperammortamento. Tuttavia nell’agosto del 2018 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risoluzione (la n. 62/E) con la quale, detta in parole semplici, escludeva dal computo dei valori iperammortizzabili le scaffalature autoportanti che potessero essere accatastate come beni immobili.

La questione aveva suscitato subito la reazione delle imprese, dal momento che questa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate imponeva di rimuovere dalle agevolazioni fiscali i costi sostenuti per le scaffalature dei magazzini autoportanti, unitamente alle relative opere di fondazione, agli eventuali divisori verticali e orizzontali, alle pareti di tamponamento e alle coperture: in pratica il grosso dell’investimento.

Nella (futura) legge di conversione del decreto semplificazioni ci sarà invece una disposizione che metterà nero su bianco, a livello legislativo e quindi sovraordinato rispetto al parere dell’Agenzia delle Entrate, una interpretazione di segno opposto.

Si tratta dell’emendamento 3.0.1 a firma Patuanelli, Santillo, Gallicchio, Puglia e Marco Pellegrini – tutti parlamentari del Movimento 5 Stelle e quindi della maggioranza di Governo – che prevede l’introduzione di un articolo 3-bis che, al comma 4, dispone quanto segue:

Ai soli fini dell’applicazione della disciplina di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il costo agevolabile dei “magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica” di cui all’allegato A annesso alla suddetta legge, si intende comprensivo anche del costo attribuibile alla scaffalatura asservita dagli impianti automatici di movimentazione, che costituisce, al contempo, parte del sistema costruttivo dell’intero fabbricato; resta ferma la rilevanza di detta scaffalatura ai fini della determinazione della rendita catastale, in quanto elemento costruttivo dell’intero fabbricato.

Blockchain e smart contract tra le altre misure

Nella legge di conversione entreranno anche altre misure, dalla reintroduzione dell’Irpef agevolata per le organizzazioni no profit alle disposizioni anti trivelle, dall’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti alla definizione di blockchain e smart contract, che ritornano quindi proprio laddove erano apparse la prima volta.

L’emendamento 8.0.3, a firma  Patuanelli, Santillo, Grassi, Gallicchio, Puglia e Marco Pellegrini, introduce infatti un articolo 8-bis dedicato alle “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract”.

La disposizione prevede che le tecnologie basate su registri distribuiti siano definite come “le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili”.

Il secondo comma definisce invece lo smart contract come “un programma per elaboratore che opera su Tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia Digitale con linee guida da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge”.

Il comma 3 prevede che “La memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su registri distribuiti produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica di cui all’articolo 41 del Regolamento UE n. 910/2014”, attribuisce cioè valore legale alla procedura.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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